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Risarcimento danni per l’incendio di OVH? Ecco come fare

Lo scorso 10 marzo il Data Center della OVH di Strasburgo, uno dei più grandi in Europa, è stato colpito da un incendio che ha distrutto un intero edificio di quattro piani. Essendo uno dei data center più grandi a livello europeo, con oltre 1.5 milioni di clienti, sono numerosi i server dei Paesi, tra cui l’Italia, momentaneamente fuori servizio o sottoposti a gravi rallentamenti provocati dall’interruzione della corrente.

Nonostante l’attivazione dei Disaster Recovery Plan, in alcuni casi tempo e lavoro investiti in un progetto sono andati, letteralmente, in fumo. Dopo averci quindi parlato delle conseguenze legali della vicenda per OVH, i nostri consulenti dello Studio Legale Associato Fioriglio-Croari hanno deciso di offrirci una guida per chi vorrebbe chiedere un risarcimento ma non sa come procedere.

Partiamo anzitutto dai singoli utenti. In questo caso, previa verifica del contratto e dei servizi acquistati, si potrebbe essere idonei per chiedere il risarcimento danni tanto ad OVH quanto all’azienda proprietaria del sito sul quale i dati erano salvati e che non ne hanno garantito la tutela.

Per procedere è necessario spiegare quale sia il danno nella maniera più specifica possibile (ad esempio la perdita dei tuoi dati personali); fornire la prova di aver effettivamente subito il danno; dimostrare che tale danno è stato di rilevante entità, avendo compromesso ad esempio lo svolgimento di attività fondamentali e infine, sarà necessario indicare il nesso causale esistente tra la perdita dei dati e l’incendio della OVH, nonché con il sito interessato. Maggiori informazioni potrai trovarle qui.

Per quanto riguarda invece le aziende la situazione è più complessa. Stando ai termini di servizio del contratto hosting di OVH, infatti, quest’ultima non prevede un Recovery Plan per i clienti: è il singolo soggetto che si deve preoccupare della duplicazione dei dati. Inoltre, come se non bastasse, le condizioni contrattuali prevedono che OVH non abbia alcuna responsabilità dei ritardi o delle mancate esecuzioni dei propri obblighi contrattuali se l’evento è dipeso da una forza maggiore. Tuttavia, a prescindere da quanto riportato sul contratto, OVH non può lavarsene le mani così facilmente: le clausole limitative della responsabilità come quelle sopra citate, potrebbero infatti essere considerate vessatorie, perché particolarmente pregiudizievoli per i diritti della parte contrattuale.

I danni richiedibili sono diversi. Attenzione, però: la disciplina normativa applicabile cambia a seconda della legge applicabile al contratto. Occorre quindi verificare concretamente cosa viene indicato al riguardo nelle condizioni generali accettate

Per tirare le somme, da un lato, la gravità dei danni subiti dipenderà dall’esistenza di back up e della corretta e tempestiva applicazione dei recovery plan. Dall’altro lato, ogni soggetto coinvolto potrà chiedere il risarcimento danni che ritiene di aver subito anche alla luce della documentazione sottoscritta.

In ogni caso potrebbe convenire svolgere subito due attività senza bisogno di avvocati:

  1. aprire un ticket verso l’azienda con la quale si ha il contratto di servizio richiedendo tutte le informazioni e se sono previste proposte risarcitorie “automatiche”;
  2. Provvedere ad inoltrare una diffida ad adempiere partendo da un modello standard.

Vedremo quali saranno le prossime mosse e se verranno trovate delle soluzioni senza dover portare OVH davanti a un tribunale. Un articolo specifico sull’argomento è consultabile qui.