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Robot per fare sesso, un dibattito urgente e spinoso

Il sesso con i robot richiama alla mente i film di fantascienza, ma per quanto la narrazione cinematografica non conosca limiti, tante delle cose narrate sul grande schermo sono poi diventate realtà. Lo scenario in cui robot e umani condividono il letto potrebbe essere più realistico di quello che pensate.

È il professor Noel Sharkey, che insegna robotica e intelligenza artificiale alla University of Sheffield, a tornare su un dibattito che nei mesi scorsi si stava già facendo strada. La Foundation for Responsible Robotics, che co-dirige, ha realizzato una consultazione per indurre la società a considerare l'impatto di tutti i tipi di robot sessuali.

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Al momento solo una manciata di aziende è impegnata nella creazione di robot per soddisfare gli appetiti sessuali degli uomini, ma la "rivoluzione robot" alle porte potrebbe dare un forte impulso a questa industria. Parlarne potrebbe aiutare a incanalare il fenomeno su binari eticamente più accettabili.

"Abbiamo bisogno di politici che s'interessino al tema e anche del grande pubblico per decidere cosa è accettabile e permesso", ha detto Sharkey. "Dobbiamo pensare come società a cosa vogliamo fare su questo tema. Non conosco le risposte, sto solo avanzando domande".

Oggi aziende come Android Love Doll, Sex Bot e True Companion realizzano bambole in silicone che ricordano figure umane in modo sempre più convincente. Esistono bambole capaci di eseguire 50 posizioni sessuali diverse in modo automatico e parlare. Possono essere personalizzate fino alla forma dei capezzoli e al colore dei peli pubici e possono costare tra 5000 e 15.000 dollari.

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Abyss Creations, con sede a San Diego, si prepara però a commercializzare una bambola sessuale con intelligenza artificiale: si chiama Harmony, può muovere testa e occhi e parlare tramite un'app installabile su smartphone e tablet. L'azienda ha rilasciato l'applicazione, che consente agli utenti di programmare stati d'animo e voci per una bambola già in commercio.

Quando si parla di robot sessuali d'istinto viene da pensare alla prostituzione, ma potrebbero avere altri impieghi. I robot potrebbero diventare compagni sessuali di persone sole o anziane, aiutare nelle terapie per la dipendenza sessuale e (qui il dibattito si fa spinoso ma doveroso) usati come strumenti terapeutici per stupratori e pedofili.

L'indagine ha interrogato accademici, persone comuni e industria, chiedendo se i robot sessuali possano essere utili per ridurre i crimini sessuali. La risposta non è stata univoca: alcuni sostengono che fare sesso con un robot ridurrebbe il desiderio di stupratori e pedofili verso gli umani, mentre altri sostengono che permettere alle persone di vivere le loro fantasie più recondite avrà un effetto pericoloso sulla società.

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E questo conduce a un altro tema, cioè la realizzazione di bambole / robot sessuali che richiamano le sembianze di bambini. Una corte canadese sta stabilendo se possederli sia illegale. La BBC riporta il caso di un abitante di Terranova, Kenneth Harrison, che ha ordinato una bambola dalla giapponese Harumi Designs. L'azienda era nella lista di vigilanza canadese e la bambola è stata intercettata all'aeroporto. Harrison è stato accusato di possedere materiale pornografico con minori.

Secondo Sharkey, soprattutto in attesa che il tema venga snocciolato a dovere, le autorità dovrebbero vietare la commercializzazione di robot sessuali che sembrino bambini. La dottoressa Kathleen Richardson, eticista dei robot alla De Montfort University, si è detta concorde con Sharkey.

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Difficile prevedere quanto crescerà il mercato e il suo effetto sulla società negli anni a venire. Di certo, secondo Sharkey, i robot sessuali che saranno creati, seppur dotati di intelligenza artificiale, non potranno replicare l'empatia tra umani, ma al massimo crearne "facsimile". "I robot non possono provare amore", ha affermato Sharkey. Ma, aggiungiamo noi, magari riusciranno a simularlo in modo convincente per il cliente. 

Nello studio non si esclude infine che potrebbe essere necessario criminalizzare la "violenza sui robot" e costruire sensori per impedire che gli utenti sviluppino tendenze sessuali violente.


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