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Spazio e Scienze

SpaceX indaga sulle cause dell’esplosione della Crew Dragon, la colpa non è dei propulsori

Una navicella StaceX Crew Dragon per il trasporto degli astronauti da e verso la ISS è esplosa durante un test il 20 aprile ed è stata distrutta. Le indagini sulle cause sono in corso, l'azienda è certa che non è colpa dei propulsori d'emergenza.

SpaceX sta conducendo un’inchiesta per individuare le cause che hanno portato all’esplosione della navicella spaziale Crew Dragon durante i test del 20 aprile scorso. Un portavoce dell’azienda ha confermato che l’esplosione ha distrutto la versione di prova del veicolo, che ricordiamo sarà destinato al trasporto di astronauti da e verso la ISS.

L’indagine è necessaria perché la sicurezza e le prestazioni della Crew Dragon sono di particolare interesse per la NASA, oltre che per SpaceX. Il veicolo spaziale è infatti costruito su commissione dell’Agenzia spaziale statunitense come parte del suo programma di ripresa dei voli con equipaggio, mirato a a ridurre (se non eliminare) la dipendenza dalla Russia.

Stando a quanto riferisce Hans Koenigsmann, vicepresidente Mission Assurance di SpaceX, prima dell’esplosione il test stava procedendo secondo i piani, la capsula era fissata in posizione per il test, e tutto era stato progettato per assicurarsi che i propulsori funzionassero correttamente. La capsula si è attivata “come previsto”, quindi i propulsori più piccoli (Draco) su entrambi i lati del veicolo si sono attivati per cinque secondi ciascuno. Questi test “sono andati molto bene”, secondo Koenigsmann.

Il problema si è verificato al momento di testare i SuperDraco, i propulsori che durante le missioni avranno il compito di portare la Crew Dragon lontano dal razzo nel caso di problemi durante il lancio. Una soluzione di emergenza, quindi. Koenigsmann narra che circa mezzo secondo prima che i propulsori SuperDraco si accendessero, qualcosa è andato storto. “C’è stata un’anomalia e il veicolo è stato distrutto”.

È ancora troppo presto per definire con precisione qual è il componente che ha causato il problema. I primi dati suggeriscono che qualsiasi cosa sia accaduta, è stato quand’è stato attivato il sistema SuperDraco. Koenigsmann  però sottolinea che “non abbiamo motivo di credere che ci sia un problema con i SuperDraco stessi”. Il motivo è che i propulsori SuperDraco sono stati testati a fondo, sono passati oltre 600 volte nello stabilimento texano di SpaceX, e l’azienda ha grande fiducia nel loro funzionamento.

Saranno quindi da verificare tutti i componenti accessori che sono entrati in gioco al momento dell’accensione dei SuperDraco. Capire la causa del problema – e risolverla – è fondamentale per il futuro del programma Crew Dragon. SpaceX aveva programmato di testare il sistema di emergenza del suo veicolo (che coinvolge appunto i propulsori SuperDraco) a giugno, e di condurre un altro test verso la ISS a luglio. Alla luce di quanto accaduto sembra molto improbabile. Al momento però non è dato sapere di quanto saranno posticipati questi test.

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