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Spazio e Scienze

Su Marte l’acqua ha scavato le pendici dei monti

Alcune immagini scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter evidenziano tracce di flussi transitori che hanno scavato le pendici di alcuni monti marziani.

Nuove immagini scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter forniscono indizi della possibile presenza di acqua su Marte. La prova certa non c'è ancora, ma la fotocamera HiRISE (Experiment High Resolution Imaging Science) a bordo della sonda spaziale ha catturato a più riprese tracce di flussi transitori, che scorrono come linee scure lungo le pendici di alcune montagne marziane, lasciando tracce simili a quelle scavate dall'acqua.

Sono soprannominate RSL (Recurring Slope Lineae) e dai più recenti studi sembra che la loro composizione di minerali ferrosi cresca all'aumentare della temperatura, con cicli stagionali. Alcuni scienziati hanno suggerito che questi flussi potrebbero essere causati da acqua salata contenente una soluzione di solfato di ferro che evita il congelamento al contatto con le temperature marziane. I suddetti minerali non ci sono sulle montagne che non hanno tracce di RSL, e la loro presenza varia con le stagioni.

RSL (Recurring Slope Lineae) – Clicca per ingrandire

Il ricercatore Lujendra Ojha spiega nel comunicato stampa ufficiale della NASA che "proprio come gli RSL stessi, la forza delle firme spettrali varia a seconda delle stagioni. Sono più forti quando è più caldo e meno significative quando è freddo". Lo studio completo è pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters e prende in esame le immagini scattate dalla HiRISE su 13 diverse aree, che sono state osservate anche con lo Spectrometer Reconnaissance Imaging Compact (CRISM) a bordo della sonda della NASA.

Il risultato è che "non c'è ancora una prova inconfutabile della presenza di acqua negli RSL, ma non potremmo spiegare altrimenti come questo processo possa avvenire". I processi a secco sono concepibili, tuttavia le firme spettrali dei minerali di ferro presenti negli RSL potrebbero bloccare i segni spettrali di acqua, rendendo difficile agli scienziati trovare una risposta definitiva.

RSL (Recurring Slope Lineae) – Clicca per ingrandire

Fra le possibili spiegazioni ci sono un aumento dell'ossidazione nei minerali, o il diradamento della patina polverosa che ricopre la superficiale marziana, che potrebbero essere dovuti sempre all'umidità. L'acqua come si vede resta un elemento chiave delle ipotesi anche se non se ne sono ancora trovate tracce dirette. Le ricerche quindi continueranno, perché "il flusso di acqua, anche l'acqua salmastra, ovunque su Marte sarebbe una scoperta importante, e inciderebbe sulla nostra comprensione dei cambiamenti climatici su Marte e sull'indicazione di un potenziale habitat per la vita vicino alla superficie odierna" scrive Richard Zurek, del Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Proprio per approfondire la conoscenza di Marte la NASA ha firmato un accordo con l'agenzia spaziale francese CNES per la cooperazione nella costruzione di un futuro lander per la missione Interior Exploration Using Seismic Investigations, Geodesy, and Heat Transport (InSight).

InSight (illustrazione)

Le informazioni raccolte "daranno nostre agenzie maggiori informazioni sulla formazione di Marte, e ci aiuteranno anche a sapere di più sull'evoluzione della Terra" si legge nel comunicato ufficiale. La missione InSight dovrebbe partire a marzo 2016 e dovrebbe approdare su Marte sei mesi più tardi. 

Il lander sarà progettato per studiare in profondità l'interno del Pianeta Rosso, indagare le dinamiche dell'attività tettonica e le conseguenze degli impatti di meteoriti, sfruttando il Seismic Experiment for Interior Structure instrument (SEIS) della CNES.