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Tardigrado, l’animale coi superpoteri ha un segreto in meno

Il tardigrado è un animale incredibile: microscopico, può resistere a anni di congelamento, sopravvivere nello spazio, resistere a temperature e pressioni altissime, affrontare la disidratazione. Ce ne sono miliardi di miliardi sul nostro Pianeta, ovunque, e possono anche resistere a livelli di radiazioni che ucciderebbero qualsiasi altra forma di vita.

Il segreto di quest'ultimo "superpotere" è stato recentemente svelato da un'indagine genetica, grazie alla quale sappiamo che l'orso d'acqua, uno dei nomi con cui è noto il tardigrado, ha sviluppato una speciale proteina che costituisce un naturale scudo antiradiazioni.

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Questa proteina è stata battezzata Dsup, abbreviazione di Damage Suppressor, e sembra che riesca a proteggere il DNA dalle radiazioni. L'hanno scoperto alcuni ricercatori dell'Università di Tokyo, tra cui troviamo Takekazu Kunieda. Secondo lui "è la prima volta che viene identificata una proteina che si associa al DNA e che conferisce allo stesso protezione e una migliore tolleranza alle radiazioni nelle cellule animali".

I ricercatori giapponesi non hanno solo individuato la Dsup ma l'hanno anche testata sul tessuto umano. In particolare hanno verificato che riesce a proteggere anche le cellule del fegato, ingegnerizzate per renderle capaci di produrre questa speciale proteina. Il danno generato dai raggi X su queste cellule è ridotto del 50%.

Si spera che questo primo esperimento possa portare un giorno a rendere "antiradiazioni" un intero organismo, ma la strada da fare è ancora molto lunga. In tempi più brevi, però, potremmo trovare un modo di rendere meno dannosi i trattamenti per la cura del cancro, o di rendere gli astronauti più resistenti ai raggi cosmici.

Le sorprese comunque non si limitano al Dsup, che resta probabilmente il dettaglio più spettacolare. Il sequenziamento del genoma del tardigrado, infatti, ha svelato anche altri segreti di questa incredibile creatura.

Ci sono 16 copie di enzimi che si occupano di neutralizzare le specie reattive dell'ossigeno per esempio, mentre la maggior parte degli altri animali ne ha 10. Ci sono anche 4 copie dei geni MRE11, il cui compito è riparare il DNA, e delle quali normalmente è presente una singola copia.

È altrettanto interessante il fatto che il tardigrado sembra aver "rubato" questi aspetti genetici da altri organismi (batteri soprattutto). Questo corredo genetico aggiuntivo rappresenta un sesto di tutto il DNA del tardigrado, ma non è ancora chiaro come sia avvenuto questo trasferimento orizzontale.

"Ciò che sappiamo", spiega Andy Coghlan su NewScientis, "è che il loro DNA si spezza in piccoli frammenti quando vengono essiccati, mentre i nuclei diventano permeabili quando vengono reidratati, e questo forse permette l'ingresso di DNA diverso che potrebbe poi mescolarsi con i geni del tardigrado stesso".

L'idea che il tardigrado abbia sviluppato la propria resistenza tramite DNA non suo, tuttavia, è ancora dibattuta e manca una prova definitiva.