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Spazio e Scienze

USA, stop al ritorno dell’uomo sulla Luna nel 2024: missione a rischio fallimento

La Commissione bilancio della Camera del governo USA ha dato oggi responso negativo riguardo all'idea del Presidente Trump di anticipare la missione sulla Luna di 4 anni, dal 2028 al 2024: il rischio di far fallire la missione per esigenze esclusivamente politiche è troppo alto.

Non abbiamo fatto in tempo ad ammirare le nuove tute spaziali xEMU per le future missioni sula Luna che ecco arrivare una doccia fredda sula missione Artemis: la Commissione bilancio della Camera del governo degli Stati Uniti ha dato oggi responso negativo riguardo all’idea del Presidente Trump di anticipare la missione sulla Luna di 4 anni, dal 2028 al 2024: il rischio di far fallire la missione per esigenze esclusivamente politiche sarebbe infatti troppo alto.

Stando a quanto riportato dai colleghi di ArsTechnica, Jose Serrano, presidente della sottocommissione stanziamenti della Commissione bilancio della Camera, avrebbe detto ai presenti che anticipare di ben 4 anni una missione così complessa ne metterebbe a rischio la riuscita e per questo la Camera si sarebbe mostrata riluttante a finanziare la cosa in questi termini. ” ‎Per molti deputati, la motivazione sembra essere solo politica: ossia dare al presidente Trump un nuovo allunaggio durante il suo eventuale secondo mandato, se dovesse essere rieletto”, avrebbe infatti detto Serrano.‎

Crediti: NASA

Sempre secondo quanto riportato da ArsTechnica, Serrano avrebbe aggiunto: “se non sappiamo quanto costerà alla fine, sarebbe irresponsabile per noi fare il primo passo”, riferendosi ovviamente alla missione Artemis. Altri membri del Congresso infatti avrebbero usato una metafora ancora più esplicita in merito: finanziare una missione a tempo indeterminato sarebbe come iniziare a pagare un’automobile di cui non si conosce ancora il costo finale.

Insomma, a quanto pare l’umanità dovrà attendere ancora un po’ prima di riuscire a tornare sulla Luna e la missione Artemis dovrà raggiungere un maggior livello di maturità per quanto riguarda il progetto nel suo complesso, in modo che i costi appaiano più chiari e definiti. D’altro canto questa non è la prima volta che dei funzionari debbano intervenire per arginare i tentativi mal consigliati del Presidente di spingere gli Stati Uniti a una nuova corsa allo spazio, che sembra avere tutto il sapore di una trovata di marketing politico dietro cui non sembra esserci alcuna programmazione ferrea, cosa che metterebbe a rischio non solo l’eventuale riuscita della missione stessa, ma anche la vita degli astronauti.

In passato Trump ad esempio si era espresso negativamente nei confronti di questa politica “dei piccoli passi”, in cui cioè dovremmo prima tornare sula Luna e poi pianificare l’esplorazione di Marte, pretendendo che la NASA punti direttamente al “bersaglio grosso”. Peccato che senza un’adeguata pianificazione e un’appropriata copertura finanziaria si tratterebbe soltanto di propaganda.