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Vodafone e Wind: Monti, distruggi il monopolio Telecom!

Vodafone e Wind, in audizione presso la Commissione Trasporti, hanno chiesto di mettere al centro del programma di liberalizzazioni anche la telefonia fissa. Sullo sviluppo NGN si rischia la ri-monopolizzazione del mercato.

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Avatar di Dario D'Elia

a cura di Dario D'Elia

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 16/02/2012 alle 11:55 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:38
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Vodafone e Wind hanno chiesto ufficialmente al Governo di intervenire sul mercato TLC residenziale per rompere il monopolio di Telecom Italia e stimolare lo sviluppo della NGN. ''Abbiamo appreso del nuovo piano di Telecom Italia. Se fosse confermato, sarebbe un grande passo indietro: non è più rete di nuova generazione in fibra, bensì di vecchia generazione in rame, che ha moltissime limitazioni e accelererebbe ulteriormente la ri-monopolizzazione del mercato della telefonia fissa. Un simile piano lascerebbe il Paese indietro e farebbe fare un ulteriore passo indietro alla concorrenza'', ha dichiarato l'AD di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, in audizione ieri presso la Commissione Trasporti della Camera.

Dello stesso avviso l'AD di Wind, Ossama Bessada, che ha ribadito la necessità di un intervento delle istituzioni per "ristabilire condizioni di concorrenza nel fisso anche al fine di evitare che la migrazione dal rame alla fibra possa rappresentare un'occasione irripetibile di ri-monopolizzazione del mercato".

Paolo Bertoluzzo

Parole simili per concetti identici. Non si tratta di un patto di ferro tra operatori TLC, bensì di una realtà che tutti conoscono. Lo ribadiscono gli osservatori, gli addetti ai lavori, gli specialisti e infine lo sanno bene anche i consumatori italiani... che Telecom Italia continua ad avere il monopolio del mercato TLC residenziale. Certamente non è una colpa, ma le responsabilità sono tutte a carico di quella politica che non ha saputo stabilire i paletti fondamentali per agevolare la concorrenza. Oggi l'incumbent possiede 112 milioni di km di rame e 4,3 milioni di km di fibra, praticamente l'intera rete italiana. 

"Continua ad avere circa il 70% del mercato retail ed in questo difficile contesto competitivo, l'aumento continuo da parte di Telecom Italia dei prezzi all'ingrosso dei servizi di accesso alla rete rame e le politiche di pricing aggressivo anche oltre i limiti consentiti stanno riducendo significativamente la capacità di competere degli altri operatori compromettendo seriamente il livello di concorrenza faticosamente raggiunto", ha aggiunto Bessada.

Ossama Bessada

Ha senso quindi continuare ad agevolare Telecom anche nello sviluppo della NGN?

"Serve una società terza, che si occupi di portare la fibra fino alle case e alle imprese, con un'architettura di rete aperta a tutti gli operatori a condizioni uguali", sembra rispondere Bertoluzzo. Prova ne sia che Vodafone è disponibile "a essere cliente e partner commerciale di Metroweb e, se necessario per accelerare lo sviluppo della fibra, anche a partecipare all'equity [..] Metroweb esiste già, ha le competenze e secondo noi dovrebbe essere il punto di partenza, se c'è un progetto per andare oltre Milano".

Negativo invece il parere nei confronti di una partnership pubblico-privato, com'è avvenuto nella Provincia di Trento. In quel caso potrebbe opporsi anche la Commissione Europea perché di fatto potrebbe essere interpretato come  un aiuto di Stato per una società privata che realizza un'infrastruttura chiusa. 

Marco Patuano

Quale soluzione quindi? "Le Istituzioni mantengano l'ambizione di portare la fibra fino alla casa dei cittadini per portare sviluppo al Paese; l'Autorità vigili con regole a tutela della concorrenza a prescindere dalle scelte dell'incumbent; se ci sono soldi pubblici come il Piano EuroSud per l'Agenda Digitale devono andare ad un progetto aperto alla competizione per portare la fibra fino alle case e alle imprese: non possono certo essere usati per finanziare un progetto privato di un singolo operatore", ha spiegato con grande precisione il massimo dirigente Vodafone.

Insomma, massima fiducia nel confronti della cabina di regia per l'Agenda Digitale italiana ma che "il Governo metta al centro del programma di liberalizzazioni anche la telefonia fissa"!.

Proprio poche ore fa ha risposto l'amministratore delegato di Telecom Italia, Marco Patuano. "La nostra è un'infrastruttura aperta. Le reti a banda ultralarga  devono seguire la domanda e in questo momento la domanda in Italia continua a soffrire rispetto agli altri paesi europei", ha dichiarato il dirigente durante un convegno di Valore D. "È importante iniziare ad attivarsi perché ci sia l'ultrabanda fissa e mobile. Un progetto che preveda in pochi anni di aumentare la penetrazione nella popolazione italiana è meritevole [...] le cose bisogna farle e serve una regolamentazione".

Intanto, fra gli emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni, presentati dal Terzo Polo, è spuntata la proposta di separazione della rete Telecom "con lo sdoppiamento della società rete-gestore". Ora se ne parla, domani chissà.

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