Tom's Hardware Italia
Telco

Vodafone Italia, 1130 esuberi (su 7mila) nel nuovo piano industriale

Vodafone ha stimato nel suo piano industriale circa 1130 gli esuberi. A breve inizierà il confronti con i sindacati per affrontare la questione.

Vodafone Italia si appresta a ridurre del 15% la sua forza lavoro: si parla di 1130 esuberi su circa 7000 dipendenti. Una doccia gelata per i lavoratori e i sindacati che, secondo La Repubblica e Radiocor, ieri hanno ricevuto il nuovo Piano Industriale dell’azienda.

Le motivazioni legate a questa operazione sono strettamente legate, secondo Vodafone, alla contrazione dei margini e del fatturato. Dati negativi generati dalla crescente competizione nel settore e la trasformazione del mercato TLC. Insomma, è sotto gli occhi di tutti: sul mobile l’avvento di Iliad ha costretto tutti i concorrenti al ribasso, mentre sul residenziale la domanda di servizi fibra per quanto in aumento non è sufficiente a far quadrare i conti complessivi.

Vodafone ha ribadito l’intenzione di confrontarsi con le parti sociali “in modo costruttivo con l’obiettivo e l’impegno reciproco di individuare quanto prima soluzioni sostenibili per le persone e per l’impresa”.

D’altronde, come ha sottolineato l’operatore in una nota, “anche in questo scenario Vodafone ha mantenuto costante la propria strategia di investimenti in Italia e di differenziazione basati sulla superiorità di rete, la qualità del servizio e l’accelerazione sul digitale: dallo sviluppo delle reti di nuova generazione alla convergenza, dai nuovi servizi per le imprese all’innovazione del servizio”.

Però “la spinta verso modelli di business più agili e digitali rende necessaria una revisione dell’organizzazione e una radicale semplificazione del modello operativo per continuare ad investire, garantire la sostenibilità futura e tornare a crescere”.

In effetti la correzione di rotta è richiesta poiché l’ultimo trimestre 2018 ha registrato una riduzione dei ricavi del 4,6% a 1,2 miliardi di euro e i due precedenti si erano attestati a -6,5% e 6,3%. Non è stato sufficiente l’aumento di clienti 4G (+9,2% su base annua a 12,4 milioni) e la copertura in 4,5G di 23 città. E neanche l’aumento dei ricavi dell’11,3% a 281 milioni di euro dei servizi di rete fissa è stato d’aiuto, a fronte di 1,5 milioni di clienti fibra e della copertura di 1987 città – di cui 65 in FTTH.

La riduzione della forza lavoro sarà la soluzione adatta? O forse ci sarebbe bisogno di una rivoluzione più profonda?