Ibride e Elettriche

Avvistata a Torino l’elettrica italiana da 1900 CV: debutto ormai vicino

Il debutto di Pininfarina Battista, l’hypercar elettrica italiana, sembra ormai dietro l’angolo. Automobili Pininfarina, la divisione automotive del famoso designer torinese, ha utilizzato un esemplare parzialmente camuffato per le strade di Torino così da nascondere ancora per un po’ le reali sembianze della speciale vettura.

Pininfarina Battista è un progetto che va avanti ormai da alcuni e promette prestazioni e caratteristiche davvero incredibili. La potenza di quattro motori elettrici, abbinati ad una batteria da 120 kWh, promettono una spinta complessiva di 1.900 CV e 2.300 Nm di coppia massima. Numeri da capogiro e capaci di far impallidire anche le più prestazionali hypercar termiche presenti sul mercato. Secondo il produttore, la vettura sarà capace di bruciare lo scatto da 0 a 100 in meno di 2 secondi e toccare una velocità massima di 350 Km/h. Ancora poche le informazioni sull’autonomia anche se si prevede una percorrenza massima di 500 Km, calcolati probabilmente con il conservativo ciclo WLTP.

Ad essere più precisi, Battista non sarà una vera e propria hypercar ma più una hyper-GT e quindi simile alla svedese Koenigsegg Gemera. Prodotta in soli 150 esemplari, attesi per la fine dell’anno, sarà proposta ad una cifra di circa 2,6 milioni di euro. Atteso inoltre un kit aerodinamico aggiuntivo, conosciuto con il nome di “Furiosa”, che prevede l’installazione di elementi in carbonio.

Paolo Pininfarina, Presidente di Pininfarina S.p.A, ha precisato che Battista rappresenta un omaggio alla visione di suo nonno (ndr Giovanni Battista “Pinin” Farina) che sarebbe più che estasiato nel vedere una vettura capace di abbracciare la tecnologia del futuro senza alcun compromesso, come da tradizione Pininfarina.

Il tour della Battista attraverso la città di Torino è stato realizzato in collaborazione con partner di sviluppo tecnologico, DANISI Engineering, e il Politecnico di Torino. Con questo breve ma intenso viaggio tra le strade torinesi, Battista torna letteralmente a casa, nel centro nevralgico di design e ingegneria.