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BYD D1, ecco la versione cinese di ID.3 destinata al ride-hailing

Il mercato automobilistico cinese è destinato a crescere in modo esponenziale, anche se vede spesso un forte sviluppo di auto cloni. Il fatto che diversi produttori di auto cinesi copino i modelli di auto da costruttori occidentali non risulta essere una vera e propria novità, già in passato abbiamo assistito a tematiche simili applicate a veicoli cittadini e anche a supercar.

D1 è la nuova vettura a zero emissioni sviluppata dalla società cinese BYD insieme alla Didi Chuxing, impresa di rete di trasporti con sede a Pechino. Un veicolo che fa però discutere vista l’inevitabile somiglianza con l’ID.3, la capostipite della nuova generazione di vetture elettriche del brand di Wolfsburg.

Destinata solamente ai servizi di ride-hailing, ovvero al noleggio con conducente, la vettura è adotta una batteria da 47,5 kWh che alimenta un motore da 136 Cv (100 Kw) di potenza e 180 Nm di coppia. BYD D1 dovrebbe garantire un’autonomia sul ciclo NEDC di 418 Km e una velocità massima di 130 Km/h. Ricordiamo che la Volkswagen ID.3, simile nella forma e dimensioni, assicura una autonomia di circa 420 km con una velocità massima di poco superiore, 160 Km/h.

In aggiunta al motore elettrico, il costruttore ha integrato un nuovo pacchetto di assistenza alla guida che DiDi ha sviluppato negli ultimi due anni. La ricerca e l’implementazione è costato al produttore oltre 600 milioni di euro di investimento. La guida autonoma di livello 2, capace di effettuare frenate di emergenza e monitorare l’andatura nella carreggiata, fornirà un rapido ed utile supporto a tutti gli autisti.

Dettagli identici o “quasi”

La D1 è prossima ad essere avviata alla produzione con l’obiettivo – della casa produttrice – di farne uscire dalle catene di montaggio oltre 100mila unità nel 2021. A sollevare dubbi nel costruttore tedesco è la probabile difficoltà degli utenti nel distinguere le due vetture. Volkswagen sarebbe infatti intenzionata a far valutare l’intero design della sua ID.3 confrontandolo con quello della D1. Una serie di elementi nel design richiamano dettagli propri della vettura elettrica del marchio tedesco. Ad esempio troviamo una chiara somiglianza tra le linee della carrozzeria e i gruppi ottici, sia anteriori sia posteriori. Somiglianze che – come già anticipato – hanno già fatto muovere i vertici della casa automobilistica Volkswagen così da valutare dettagliatamente la questione.