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Emissioni CO2: facciamo il punto sugli standard da raggiungere

Le norme europee sulle emissioni di CO2 prevedono, entro la fine del 2021, delle salatissime multe per i costruttori automobilistici che superino il limite di 95 grammi per chilometro (la media dell’intera gamma veicoli). Il valore è basato su una formula che mette in rapporto le emissioni di CO2 con il peso dell’auto stessa, e solo qualora l’azienda superasse suddetto numero, allora si troverebbe a pagare la penale.

Nel 2019 i dati erano davvero preoccupanti: molte aziende superavano il valore standard e il calcolo delle multe mostrava dei valori davvero elevati. Fortunatamente nel 2020 questi numeri si sono abbassati di molto, delineando una situazione decisamente più rosea. La prima notizia importante è che alcune aziende sono già nella norma per quanto riguarda l’inquinamento: le aziende che sono “matematicamente” salve sono infatti PSA, BMW, Volvo e anche FCA. Se le prime tre hanno puntato tutto sull’adeguamento del parco auto (sfruttando anche il sistema Mild Hybrid, più economico e allo stesso tempo meno inquinante), FCA ha invece stretto un accordo con Tesla per fare media (e contando che l’azienda di Elon Musk fa solo elettriche, il calo è drastico).

Ovviamente la classifica propone anche alcune aziende che sono ad un passo da raggiungere il risultato: si parla di Renault, Toyota, Mazda, Ford e Nissan, alle quali mancano 2g/km per raggiungere la soglia. Rimangono invece in fondo aziende come Kia, Volkswagen e Hyundai, che dovranno coprire il divario di 5g/km, mentre le ultime classificate sono Daimler (con 9g/km) e Jaguar-Land Rover (13g/km).

I fattori in gioco che hanno sicuramente aiutato questa rapida transizione sono gli ecoincentivi e la tecnologia ibrida. Nel primo caso, si parla di aiuti economici dello stato che hanno permesso, soprattutto a seguito del lockdown causato dal Covid-19 che ha fatto calare drasticamente le vendite delle auto, e che hanno dato a molte persone possibilità di passare ad un’auto ibrida o elettrica.

I bonus dovuti al non dover pagare il bollo i primi anni e alle strisce blu gratis inoltre rendono vantaggioso il passaggio ad un auto simile, e l’arrivo di sempre più colonnine di ricarica sta rendendo l’Italia sempre più adatta al mondo delle EV (sebbene ci sia ancora molto da fare). La storia però insegna che ogni passaggio drastico ha sempre causato malumori nel cliente: per questo moltissime aziende stanno producendo sempre più le loro auto entry-level in versione mild hybrid, una semplice aggiunta di un piccolo motore elettrico che rimane autonomo e che quindi subentra sul motore endotermico senza impostazioni complesse di alcun tipo.

Questo abbassa le emissioni dell’auto, senza andare ad alzare troppo i costi e dando un’esperienza di guida molto vicina a quella classica (anche se in fondo si tratta di una sorta di palliativo in confronto alle classiche ibride o alle ancora più avanzate Plug-In).

La domanda adesso é: basterà questo risultato? La riduzione della CO2 è all’ordine del giorno e, sicuramente, il valore da raggiungere continuerà ad abbassarsi anno dopo anno. Purtroppo le soluzioni adoperate ad ora sono molto “provvisorie”, e solo una forte spinta del mondo automotive verso vetture sempre più ecologiche potrà permettere alle aziende di evitare multe che, nel corso della prossima decade, potrebbero tornare ad affacciarsi.