Un litro di petrolio è in grado di contaminare fino a un milione di litri d'acqua. Quando gli idrocarburi si disperdono in superficie, creano una pellicola che impedisce lo scambio di gas tra acqua e atmosfera, mettendo a rischio la sopravvivenza di interi ecosistemi acquatici.
Solo nel Mediterraneo si verificano ogni anno sversamenti per 600mila tonnellate, a cui vanno aggiunte le conseguenze di 27 incidenti registrati negli ultimi tre decenni.
Un'alleanza
Per affrontare questa emergenza ambientale, Hyundai Italia ha lanciato a Milano Mission to Blue, un progetto che prevede la distribuzione di kit speciali per contrastare gli sversamenti accidentali nelle acque italiane. L'iniziativa si inserisce nell'ingresso dell'azienda nella Water Defenders Alliance di LifeGate, la rete nazionale dedicata alla salvaguardia degli ecosistemi acquatici.
Il primo intervento concreto ha visto la consegna di un kit da dieci spugne al Consorzio Est Ticino Villoresi, che gestisce un sistema di canali e Navigli tra Varese e Pavia. Questa rete irrigua serve 432 Comuni e una popolazione di 5,5 milioni di persone. L'insieme delle spugne fornite può raccogliere fino a 54mila litri di sostanze oleose, equivalenti al contenuto dei serbatoi di oltre 900 utilitarie.
Polimeri
La tecnologia alla base dell'iniziativa rappresenta una vera innovazione nel campo della bonifica ambientale. Le spugne utilizzano FoamFlex, un poliuretano brevettato dalla startup cleantech T1 Solutions, capace di assorbire oli e idrocarburi fino a trenta volte il proprio peso senza trattenere l'acqua. Durante una dimostrazione pratica, un operatore ha versato più di un litro di olio di semi in una vasca d'acqua, rimuovendolo quasi completamente con pochi passaggi della spugna sulla superficie.
La sostenibilità del sistema va oltre l'efficacia immediata. Il materiale è riutilizzabile fino a 200 volte e permette di recuperare quasi interamente l'olio raccolto, che può essere avviato alla filiera degli oli esausti per produrre biodiesel. Secondo i calcoli della startup, nel corso del suo ciclo di vita il prodotto può assorbire fino a seimila chilogrammi di idrocarburi, riducendo del 99% le emissioni di CO2 rispetto agli assorbenti tradizionali monouso.