Tecnologia a bordo

Regno Unito: la guida autonoma legale già quest’anno

Il Dipartimento per i Trasporti (DfT) ha delineato i piani per le auto dotate di sistemi automatici di mantenimento della corsia (ALKS) annunciando come potrebbero presto essere guidate con i sistemi di guida autonoma, consentendo quindi ai proprietari di abilitare la tecnologia di bordo.

In sostanza, se approvata, la mossa rappresenta il primo passo per consentire a determinate auto di circolare da sole sulle strade del Regno Unito. Alcune vetture sono già dotate di sistemi ALKS, tuttavia allo stato attuale non è consentito agli automobilisti di non mantenere le mani salde sul volante. La regola consentirebbe di utilizzare i sistemi di guida autonoma purché venga mantenuta una velocità massima di 50 km/h.

Secondo il DfT, la tecnologia potrebbe migliorare la sicurezza stradale limitando l’azione dell’essere umano che, stando ad alcuni rapporti, contribuirebbe in oltre l’85% degli incidenti. L’introduzione del nuovo regolamento è subordinata alle modifiche del codice della strada e la prima consultazione a riguardo è attesa per il prossimo 28 maggio. Per il futuro, il DfT prevede che la guida autonoma e la tecnologia di connettività dei veicoli serviranno ad alleviare la congestione nelle aree urbane (e quindi a ridurre le emissioni), migliorare l’efficienza, incrementare l’accessibilità ai servizi di trasporto pubblico e, entro il 2035, creare circa 38.000 posti di lavoro nel Regno Unito.

L’amministratore delegato di SMMT, Mike Hawes, ha dichiarato che l’industria automobilistica accoglie con favore questo fondamentale passo per consentire l’uso di veicoli automatizzati sulle strade del Regno Unito, che metterà la Gran Bretagna in una posizione di rilievo per quanto concerne alla sicurezza stradale.

I sistemi di guida automatizzata potrebbero prevenire 47.000 incidenti gravi e salvare 3.900 vite durante il prossimo decennio, grazie alla loro capacità di ridurre la principale causa di incidenti stradali: l’errore umano. E in Italia? Nel Bel Paese e nel Vecchio Continente la situazione è ancora ampiamente dibattuta e si sta lavorando per affrontare la questione a tutto tondo. Lo scopo è quello di gettare le basi per una regolamentazione comune che coinvolga tutti i tipi di trasporto a condotta autonoma (quindi su gomma, rotaia, marittimi e droni) assicurando l’interoperatività a livello globale.