Amazon Web Services ha lanciato oggi l’AWS European Sovereign Cloud. La nuova regione, localizzata nello Stato del Brandeburgo, in Germania, entra in disponibilità generale il 15 gennaio 2026. Si tratta di una mossa strategica per blindare i dati governativi e aziendali entro i confini dell'Unione Europea, promettendo un isolamento fisico e logico totale dal resto dell’infrastruttura globale del provider.
Questa iniziativa risponde a una richiesta di sovranità digitale che le attuali regioni europee non riuscivano a colmare completamente, se non altro per una questione di percezione politica. Per le organizzazioni che gestiscono dati critici, la possibilità di contare su una governance locale e su personale esclusivamente residente nell'UE serve a ridurre le incertezze legali legate alla residenza dei dati e alla sicurezza nella loro governance. È una risposta diretta alle richieste di maggiore controllo territoriale espresse dai regolatori europei negli ultimi anni.
Amazon prevede un investimento di oltre 7,8 miliardi di euro nello sviluppo del progetto in Germania entro il 2040. Questo piano economico dovrebbe generare circa 2.800 posti di lavoro all'anno, contribuendo per 17,2 miliardi di euro al prodotto interno lordo tedesco. La roadmap prevede inoltre un'estensione geografica con l’apertura di nuove Local Zones in Belgio, Paesi Bassi e Portogallo.
La struttura societaria è stata ridisegnata per garantire l’autonomia operativa richiesta dai governi nazionali. Stefan Hoechbauer, già vice president AWS Global Sales, è stato nominato managing director della nuova entità tedesca. Stéphane Israël guiderà le operazioni legate alla digital sovereignty. La società opererà come una GmbH indipendente, soggetta esclusivamente alle leggi locali e guidata da cittadini UE, supportata da un advisory board che include membri esterni all'azienda.
L'architettura poggia sull'AWS Nitro System, che garantisce un perimetro di sicurezza capace di impedire l’accesso ai dati ai dipendenti della stessa azienda. In particolare, i clienti che lo desiderano possono applicare crittografia totale ai dati, anche con chiavi esterne ad AWS. Inizialmente, l’offerta comprende oltre 90 servizi, inclusi strumenti di calcolo, database e intelligenza artificiale come Amazon Bedrock e SageMaker. Un elemento distintivo è l'accesso autorizzato a una replica del codice sorgente per garantire la continuità operativa anche in caso di isolamento estremo dalla rete mondiale.
Molti decisori politici e partner tecnologici hanno accolto con favore il debutto della regione sovrana. Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy, ha sottolineato l'importanza di tali infrastrutture per la competitività industriale europea. Aziende come SAP, Accenture e Capgemini figurano tra i partner di lancio, pronti a integrare i propri carichi di lavoro mission-critical sotto la nuova governance europea.
La barriera tecnica e giuridica contro le ingerenze estere
La conformità ai requisiti di sovranità sarà monitorata attraverso il framework ESC-SRF. Amazon ha confermato che la regione manterrà certificazioni globali come ISO/IEC 27001 e attestazioni BSI C5, validate regolarmente da revisori terzi. Questo approccio mira a fornire garanzie verificabili ai clienti del settore pubblico e della sanità, come Medizinische Universität Lausitz (MUL-CT).
L'indipendenza operativa si estende ai sistemi di fatturazione in Euro e alla gestione autonoma delle identità (IAM). Anche i server DNS utilizzeranno esclusivamente domini di primo livello europei per le loro denominazioni. Tale livello di separazione infrastrutturale è progettato per operare indefinitamente anche in assenza di connettività con il resto del mondo. L'obiettivo è offrire alle imprese un ambiente che rifletta pienamente le consuetudini commerciali e legali del mercato interno.
Un tema centrale rimane la protezione contro le richieste di accesso basate sul Cloud Act statunitense. Per tranquillizzare i clienti preoccupati da possibili ingerenze, Amazon ha creato una società tedesca (GMBH) per gestire la nuova region, senza legami giuridici con AWS. Questa nuova entità dovrebbe avere il diritto a rifiutare richieste provenienti da giudici statunitensi, mentre sarebbe - ovviamente - obbligata a soddisfare quelle della magistratura europea.
Nonostante ciò, il provider ricorda che dal 2020 non ha mai divulgato contenuti di clienti enterprise o governativi stoccati fuori dagli USA al governo federale. Si tratta di una rassicurazione necessaria per chi ancora teme il potere delle leggi americane.
Tutta questa architettura sembra rispondere più alle paranoie normative e ai capricci politici che a reali lacune tecnologiche di sicurezza. L'enfasi sul personale residente nell'UE appare come una concessione psicologica: in un mondo dove la crittografia è l'unica vera barriera, la cittadinanza di chi gestisce i rack è un dettaglio che non sposta l'ago della bilancia della cybersicurezza reale.
È difficile credere che un sistemista di Monaco offra garanzie intrinsecamente superiori a uno di Seattle se le tecnologie sono le stesse, così come i processi di selezione del personale.
La creazione di una GmbH indipendente, in ogni caso, risolve il collo di bottiglia della compliance per molti manager. Poter esibire un contratto siglato con una società tedesca che promette di rigettare le pretese extragiudiziali americane è il "libera tutti" burocratico necessario per accelerare l'adozione del cloud. È una piccola vittoria legale, utile per sbloccare budget governativi, anche se dal punto di vista tecnico il CLOUD Act non è mai stato il passe-partout universale dipinto da alcuni osservatori.