Nel panorama sempre più frammentato della geopolitica tecnologica globale, la Russia tenta di costruire una filiera indipendente per i processori ad alte prestazioni, ma il quadro che emerge dall'ultimo annuncio di Tramplin Electronics solleva più domande che certezze. L'azienda di microelettronica con sede in Russia ha dichiarato di aver ottenuto i primi campioni del proprio processore denominato Irtysh, basato sull'architettura del set di istruzioni LoongArch sviluppata dalla cinese Loongson. Le specifiche tecniche, tuttavia, coincidono in modo sospettosamente preciso con quelle dei processori Loongson LS3C6000, suggerendo fortemente che si tratti di prodotti cinesi semplicemente ribattezzati con iscrizioni in cirillico.
Tramplin Electronics propone al momento tre varianti della famiglia Irtysh: il modello C616 a 16 core, il C632 a 32 core e un terzo modello C664 a 64 core. Tutti i processori si basano sulla microarchitettura LA664, che implementa un'esecuzione fuori ordine a 6 vie con tecnologia SMT (Simultaneous Multi-Threading), oltre al supporto per le estensioni vettoriali a 128 bit LSX e a 256 bit LASX. Secondo Loongson e il suo partner russo, le CPU basate su LA664 sarebbero competitive con le soluzioni AMD basate su architettura Zen 3 e con i processori Intel della famiglia Ice Lake.
Le specifiche dell'Irtysh C616 parlano di una frequenza di clock a 2,20 GHz, cache L3 da 32 MB, supporto memoria DDR4-3200 su canale quadruplo, potenza di calcolo pari a 844,8 GFLOPS e un consumo (TDP) compreso tra 100 W e 120 W. Il modello C632, invece, opera a 2,10 GHz, dispone di 64 MB di cache L3, supporta la memoria DDR4-3200 su otto canali, raggiunge 1.612,8 GFLOPS e presenta un TDP tra 180 W e 200 W. Questi valori corrispondono punto per punto — senza una singola cifra di differenza — alle specifiche del Loongson LS3C6000/S a 16 core e del LS3C6000/D a 32 core.
A rendere ancora più evidente la natura di questi processori è un dettaglio difficile da ignorare: Tramplin Electronics è stata fondata il 4 aprile 2025, meno di un anno fa. Sviluppare un processore partendo da zero — anche disponendo di un'architettura del set di istruzioni già definita e concessa in licenza — richiede anni di lavoro ingegneristico: progettazione fisica, ricerca di un partner produttivo, tape-out e infine la produzione dei primi campioni. Anche aziende delle dimensioni di AMD o Intel impiegano in genere diversi anni per portare sul mercato una nuova piattaforma CPU. È semplicemente impossibile percorrere questa strada in meno di dodici mesi partendo da zero.
Vasily Vorobushkov, direttore dello sviluppo di Tramplin Electronics, ha elencato tra i punti di forza degli Irtysh un ambiente di avvio proprietario, l'elevata efficienza energetica, la stabilità produttiva e la continuità della catena di fornitura. Ha inoltre accennato alla presenza di un centro di design interno focalizzato sullo sviluppo di blocchi IP proprietari e a un ecosistema hardware-software in crescita, senza tuttavia fornire dettagli concreti su quali componenti siano stati effettivamente sviluppati da Tramplin in autonomia.
Il contesto geopolitico offre la chiave di lettura più convincente per interpretare l'intera vicenda. A seguito delle sanzioni internazionali, le entità russe non possono legalmente acquistare processori ad alte prestazioni da produttori occidentali come AMD o Intel. Le strade percorribili rimangono essenzialmente due: l'acquisizione illegale attraverso paesi terzi, oppure il rifornimento diretto dalla Cina. Nel caso degli Irtysh, sembra evidente che si tratti della seconda opzione, con l'aggiunta di un tentativo di presentare chip cinesi come frutto di sviluppo domestico russo. Non è nemmeno trascurabile una curiosità geografica: la sorgente del fiume Irtysh, che dà il nome a questi processori, si trova proprio in Cina.
Dal punto di vista delle prestazioni nel contesto applicativo, i processori Irtysh/LS3C6000 si posizionano in una fascia paragonabile a quella dell'Intel Xeon Gold 6338 nelle configurazioni server a doppio socket, rappresentando quindi un'alternativa concreta per carichi di lavoro enterprise e HPC in ambienti che non possono accedere alle piattaforme occidentali. Tuttavia, la mancanza di trasparenza sull'effettiva origine del silicio e sull'ecosistema software di supporto rende difficile una valutazione oggettiva delle potenzialità a lungo termine di questa piattaforma per il mercato russo.