Il colosso tecnologico cinese Alibaba Cloud sta puntando con decisione sull'espansione globale dei propri datacenter, inaugurando le prime strutture in Brasile, Francia e Paesi Bassi, mentre contemporaneamente rafforza la propria presenza in altri cinque paesi. Questa mossa strategica rappresenta un cambio di rotta significativo rispetto alla tradizionale focalizzazione sui mercati del Sud-Est asiatico, dove l'azienda ha costruito la propria forza grazie ai legami commerciali privilegiati con la Cina. La decisione arriva in un momento in cui Alibaba Cloud gestisce già 91 zone di disponibilità distribuite in 29 regioni globali, 14 delle quali concentrate nel mercato domestico cinese dove gode di una posizione dominante.
L'ingresso nel mercato brasiliano segue la logica consolidata di Alibaba Cloud, che storicamente ha privilegiato paesi con stretti rapporti commerciali con la Cina. Il Brasile rappresenta infatti un partner commerciale sempre più rilevante per Pechino, rendendo naturale questa espansione verso il Sud America. Parallelamente, l'azienda sta ampliando la propria presenza anche in Messico, Giappone, Corea del Sud, Malesia e Dubai, confermando un approccio geografico diversificato.
Più complessa da interpretare risulta invece la scelta di Francia e Paesi Bassi, considerando che entrambe le nazioni hanno espresso preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi legati ai fornitori tecnologici cinesi. Questa mossa potrebbe segnalare una maggiore assertività di Alibaba Cloud nei mercati occidentali, nonostante le tensioni geopolitiche.
L'intelligenza artificiale come motore dell'espansione
Secondo la dottoressa Feifei Li, presidente del business internazionale di Alibaba Cloud, l'obiettivo principale di questa nuova ondata espansiva è portare l'intelligenza artificiale dell'azienda su scala globale. Il gigante tecnologico ha sviluppato internamente i modelli Qwen e ha recentemente lanciato Qwen3-Max, che secondo le dichiarazioni aziendali supererebbe le prestazioni di Chat GPT 5 e si è posizionato al terzo posto nelle classifiche di LMArena.
Non tutti i tentativi di espansione internazionale di Alibaba Cloud hanno avuto successo. L'azienda ha dovuto chiudere i datacenter in Australia e India, dove aveva utilizzato strutture di co-location invece di costruire impianti propri. Secondo fonti informate sui fatti, la presenza australiana non è mai cresciuta oltre qualche rack di server, principalmente perché i clienti locali percepivano il lavoro con un cloud cinese come un rischio inaccettabile.
Questa strategia di co-location, comunemente utilizzata dai grandi fornitori cloud quando necessitano di capacità aggiuntiva o quando un mercato non giustifica l'investimento per un datacenter dedicato, si è rivelata insufficiente per penetrare mercati sensibili alle questioni di sicurezza nazionale. L'esperienza ha probabilmente influenzato l'approccio attuale dell'azienda verso i nuovi mercati.
Dal punto di vista finanziario, Alibaba Cloud ha annunciato piani di investimento per 53 miliardi di dollari nei prossimi tre anni, in infrastrutture datacenter e AI. Tuttavia, questa cifra appare relativamente modesta se confrontata con gli impegni dei rivali occidentali, che hanno promesso investimenti superiori ai 20 miliardi di dollari per trimestre negli anni a venire. Il divario negli investimenti potrebbe riflettere sia differenze nelle strategie aziendali che nelle pressioni competitive nei rispettivi mercati di riferimento.
Nonostante la posizione dominante nel mercato cinese, dove i competitor globali come AWS, Azure e Google hanno una presenza limitata, Alibaba Cloud deve ancora dimostrare di poter competere efficacemente nei mercati occidentali più maturi e competitivi.