AMD ha pubblicato i risultati finanziari relativi al quarto trimestre e all'intero esercizio 2025. L'azienda guidata da Lisa Su ha raggiunto un fatturato record di 10,3 miliardi di dollari negli ultimi tre mesi dell'anno, segnando una crescita del 34% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nonostante il superamento delle stime degli analisti sia sui ricavi che sull'utile per azione, il titolo ha subito una flessione significativa nelle contrattazioni after-hours, perdendo oltre l'8%.
Il settore Data Center ha trainato la performance con ricavi per 5,4 miliardi di dollari, spinti dalla domanda per i processori EPYC e dall'accelerazione delle spedizioni di GPU Instinct. Tuttavia, Wall Street sembra penalizzare la diversificazione del portfolio di AMD, preferendo modelli di business più focalizzati esclusivamente sull'IA, come quello di Nvidia, che appaiono meno esposti alla stagionalità di altri mercati.
Il segmento Client, che include i processori per PC, ha mostrato una ripresa solida con 3,1 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 34% su base annua. Questo risultato è stato alimentato dalle vendite della linea Ryzen e da un mix di prodotti più orientato alla fascia alta del mercato. Al contrario, il settore Gaming ha vissuto una dinamica contrastante: sebbene i ricavi trimestrali siano saliti a 843 milioni di dollari, la domanda di chip per console è in fase di contrazione a causa della maturità del ciclo di vita di Xbox e PlayStation.
L'ombra dello shortage di memoria e le sfide geopolitiche
AMD deve ora navigare in un contesto macroeconomico caratterizzato da una grave carenza di memorie DRAM e HBM. I prezzi delle memorie sono triplicati negli ultimi mesi e potrebbero raddoppiare ulteriormente nel corso del primo trimestre 2026, saturando la capacità produttiva globale. Lisa Su ha cercato di rassicurare gli analisti dichiarando che la società ha pianificato con largo anticipo gli approvvigionamenti di HBM e wafer per sostenere la crescita della divisione GPU Instinct nei prossimi anni.
Oltre alle sfide logistiche, pesano le incertezze legate ai dazi doganali e alle restrizioni all'export. Il governo statunitense ha imposto nuove tariffe del 25% su alcuni chip IA di fascia alta, una misura che colpisce direttamente la catena di approvvigionamento di AMD e il suo accesso al mercato cinese. Per il primo trimestre del 2026, l'azienda prevede ricavi per circa 9,8 miliardi di dollari, includendo appena 100 milioni derivanti dalle vendite del chip Instinct MI308 verso la Cina.
L'analisi dei margini rivela un altro elemento critico: il margine lordo non-GAAP è stato del 57% nel quarto trimestre, ma si prevede che scenderà al 55% nel prossimo periodo. Questo calo riflette un cambiamento nel mix di prodotti e l'assenza di benefici contabili straordinari, come il rilascio di riserve di inventario che ha sostenuto i conti di fine anno. Nel frattempo, AMD continua a investire pesantemente in strategie di trasformazione digitale per rafforzare la sua posizione nell'enterprise computing.
Lo scenario, conti in salute ma investitori prudenti, suggerisce che AMD si trovi in una fase di transizione dove la forza dell'esecuzione operativa si scontra con aspettative finanziarie quasi insostenibili. Sebbene la crescita del 32-34% sia eccezionale per gli standard storici del settore semiconduttori, il confronto costante con i ritmi di crescita "tripla cifra" del mercato IA puro crea una pressione costante sulla valutazione del titolo. La dipendenza dai data center sta diventando il perno centrale, ma espone anche l'azienda a una maggiore volatilità in caso di contrazione della spesa cloud globale.
In definitiva, la strategia di AMD di mantenere un piede in ogni segmento del computing — dal PC al supercomputer — garantisce resilienza sul lungo periodo, ma appare come un freno nel breve termine per quegli investitori che cercano solo l'esposizione al boom dell'intelligenza artificiale.
Il che è paradossale perché dopotutto AMD sta mettendo in campo una strategia sensata, tesa alla crescita ma senza eccessive esposizioni. Se la bolla AI dovesse scoppiare domani, infatti, AMD subirebbe molti meno danni rispetto a Nvidia - ma è l’azienda di Huang quella più premiata dagli investitori; anche se forse sarebbe più corretto parlare di speculatori.