Amazon Web Services ha deciso di estendere il supporto del suo Storage Gateway all'hypervisor AHV di Nutanix, aggiungendo una nuova opzione alla lista di piattaforme compatibili con il servizio che collega infrastrutture virtualizzate al cloud storage S3. La mossa, annunciata lunedì, arriva in un momento strategico per il mercato della virtualizzazione, dove Nutanix si sta affermando come principale alternativa a VMware dopo l'acquisizione da parte di Broadcom, e rappresenta un'opportunità per AWS di intercettare una quota crescente di domanda generata dal riposizionamento competitivo in atto nel settore.
Il timing dell'annuncio non appare casuale. L'integrazione arriva a soli 12 giorni dall'implementazione, da parte di Nutanix, della partnership con Pure Storage annunciata a maggio 2025, preceduta da un accordo simile con Dell. Queste collaborazioni riflettono un cambio di strategia pragmatico da parte dell'azienda: nonostante l'eccellenza della propria soluzione di storage software-defined, la maggioranza dei clienti attuali e potenziali continuerà a utilizzare storage array esterni nel medio termine.
Dal punto di vista tecnico, l'integrazione di AHV non ha richiesto sforzi particolarmente complessi. Come sottolineato dalla stessa AWS nell'annuncio ufficiale, l'hypervisor di Nutanix è basato su KVM, già supportato dal Storage Gateway insieme a VMware ESXi e Microsoft Hyper-V. Tuttavia, la rilevanza della mossa va ben oltre gli aspetti tecnici e si colloca nel contesto delle dinamiche competitive che stanno ridisegnando il mercato della virtualizzazione enterprise.
La pressione competitiva su VMware deriva dalle politiche commerciali adottate da Broadcom dopo l'acquisizione. Il gruppo ha concentrato gli sforzi di vendita su Cloud Foundation, una suite integrata per cloud privati, rendendo difficile l'acquisto di prodotti meno completi. Broadcom giustifica l'approccio sostenendo che i clienti otterranno un ritorno sull'investimento rapido e sostanziale dall'adozione completa della piattaforma, respingendo le critiche sui costi elevati del bundle.
Le proiezioni degli analisti dipingono tuttavia uno scenario diverso. Gartner prevede che le azioni di Broadcom porteranno VMware a perdere il 35% dei workload attualmente gestiti nell'arco di tre anni, una contrazione significativa in un mercato maturo dove quote di questa portata rappresentano miliardi di dollari di fatturato ricorrente e decine di migliaia di installazioni enterprise.
I dirigenti di Nutanix hanno dichiarato a The Register che le conversazioni con gli utenti VMware sono evolute da una fase esplorativa iniziale verso valutazioni concrete di implementazione, segnalando un cambio qualitativo nelle opportunità commerciali. Questa transizione da interesse teorico a progetti di migrazione effettivi rappresenta il momento più critico nel ciclo di vendita enterprise, dove si concretizzano decisioni che vincolano le organizzazioni per anni.
Per AWS, posizionarsi precocemente nell'ecosistema Nutanix significa garantirsi accesso a flussi di dati e workload che potrebbero migrare dal controllo diretto di VMware. Il modello ibrido, dove compute rimane on-premise mentre storage transita gradualmente verso il cloud, rappresenta una delle traiettorie più comuni nelle strategie di trasformazione digitale, generando revenue ricorrenti attraverso servizi di storage, backup e disaster recovery.
La convergenza di questi fattori solleva interrogativi sulla sostenibilità delle strategie di bundling aggressivo in mercati enterprise maturi. Resta da verificare se la scommessa di Broadcom su margini più alti attraverso Cloud Foundation compenserà l'erosione della base installata, e se i benefici promessi ai clienti si materializzeranno prima che alternative come Nutanix consolidino posizioni difficilmente recuperabili. Il mercato della virtualizzazione, storicamente caratterizzato da elevata inerzia e switching cost significativi, potrebbe essere entrato in una fase di riallineamento competitivo con implicazioni durature per fornitori e utenti finali.