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Cisco cavalca l’IOE per la trasformazione aziendale

L'IT inizia, finalmente, a interessarsi al business. Un esercizio che fa bene sia alle aziende clienti sia ai fornitori di tecnologie, stimolando un circolo virtuoso di trasformazioni reciproche che in questo periodo è più evidente che in passato.

Sono le riflessioni ottimistiche di Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia, che nota una certa accelerazione del mercato IT attuale, «trasversale su più aree e ben maggiore rispetto a qualche anno fa, protagonista di quelle trasformazioni richieste dalle aziende e per tale motivo più attento al business dei clienti, unico metro di valutazione dei benefici apportati. La digitalizzazione delle imprese e delle PA porta l'IT a essere ormai integrata al business, ed è un fenomeno che porta grande fermento in Cisco, consentendoci di illustrare la nostra vision a un mercato che vuole essere sempre più concreto».

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Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia

Una vision, quella del vendor, che vede un portfolio prodotti strettamente integrato con Internet, ora ancora di più con l'avvento dell'IOT, che Cisco traduce come IOE, ossia Internet of Everythings, a sottolineare la connessione reciproca di persone, cose, dati e processi. «Già il 39% del mondo è connesso, e a oggi vi sono 13 miliardi di oggetti collegati a Internet. Una realtà che sta portando gran parte delle aziende italiane a ripensare il proprio intero modello di business, non solo l'aspetto IT, integrando la competenza digitale nel core business e nei processi aziendali» ricorda Santoni.

Un IOE che Cisco interpreta con varie declinazioni. A partire dal Machine to Machine, tra processi di automazione industriale e robotica, compresi i wearable device, quindi il Machine to People, vale a dire big data e analytics, con interpretazione delle informazioni che si raccolgono dalla rete, sia dati strutturati sia non, indipendentemente dalla loro forma.

Quindi, ancora, il People to People, con la UC e le soluzioni di telepresence, dove Cisco sta investendo in maniera particolare, con prodotti facili da usare e d'appeal.

Ma la vision di Cisco punterà a essere riconoscibile anche nei mesi dell'Expo milanese, di cui è partner (con un investimento di 40 milioni di euro – ndr), e che sarà occasione per il vendor «per dare un'esperienza digitale ai visitatori ma anche cercando di trovare un aggancio con il mondo alimentare, creando insieme al nostro partner Penelope, di Napoli, un'applicazione per la tracciabilitá alimentare, che consenta il controllo end to end dell'intera filiera, a contrasto della contraffazione alimentare, che in Italia cuba qualcosa come 60 miliardi. Un danno enorme per l'agroalimentare, che corrisponde al 17% del Pil» dice l'amministratore delegato, che ricorda come l'impegno di Cisco vada, oltre all'alimentare tanto in voga al momento, anche verso il settore manifatturiero, dove l'IOE può collegare le aziende IT e quelle che si occupano della fase di produzione, in una corsa verso la digitalizzazione che coinvolge e può interessare aziende, cittá e intere nazioni.

IOE funzionale, o conseguente, a un processo di trasformazione delle aziende, che deve essere veloce. «Una veloce innovazione ha bisogno di un IT veloce – riprende Santoni -. Fast IT è la risposta con cui Cisco affronta le domande dei CIO, consentendo di reagire alle esigenze di business interpretate come IOE, con un'ottimizzazione dei processi e dei costi. Un percorso che va verso l'application centric infrastructure, la nostra visione della naturale evoluzione dell'SDN, convinti che non basta disaccoppiare hardware e software, ma bisogna dare agli sviluppatori una completa visibilitá di come si comporta la rete, in maniera end to end».

E su questo, il ruolo del cloud risulta essere fondamentale nella strategia di Cisco, che sta portando tutti i propri servizi e soluzioni su cloud, anche abilitando le infrastrutture dei vari cloud provider, piccoli e grandi.

«Quando parliamo di cloud, lo interpretiamo con il nostro Intercloud Fabric, aprendo l'ambiente relativamente chiuso del cloud, facendo conversare i diversi cloud, assicurando scelta, compliance, consistency e, soprattutto, controllo. Un controllo che si esplica anche affontando l'aspetto security, che oggi, con l'acquisizione di Sourcefire, completa la nostra offerta anche da questo punto di vista, andando a garantire protezione in maniera completa, dai dispositivi al data center».