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Con BCLOUD cambia il paradigma dello storage

Uno dei trend a maggiore potenzialità di crescita nel settore IT per i prossimi 3 anni – come sottolineano le maggiori società di ricerca e evidenzia Marco Spoldi, software defined evangelist di BCLOUD, società a cui è giunto dopo una lunga e consolidata esperienza nello storage ed  essere stato Chairman della SNIA italiana – è il “Software-Defined", soprattutto per quanto concerne lo storage grazie ai notevoli benefici che come tecnologia rappresenta per le imprese.

ll concetto ha però una valenza generale ed è prevedibile che tutte le componenti che fanno parte di una infrastruttura IT verranno virtualizzate e fornite come soluzioni "as a service" tramite il cloud in versione pubblica, privata e sempre più ibrida.

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La soluzione per il Software Defined Storage di BCLOUD

In sostanza, tutto ciò che concerne i dati aziendali che oggi si basa su componenti hardware e software, verrà gestito in modo automatizzato da software innovativi che rappresenteranno e in parte già lo sono, il cuore della tecnologia "Software Defined-IT".

E' una tecnologia che BCLOUD presidia con piattaforme che ha selezionato e integrato funzionalmente e che fornisce a clienti di primo piano e service provider di livello nazionale e regionale e affiancando i System Integrator nello sviluppo di nuove soluzioni di business.

Tra le soluzioni  che sviluppa  e maggiormente richieste, ha spiegato Spoldi, vi sono quelle di  Backup & Active Archive, Openstack Cloud Computing Platform, Cloud to Cloud Backup, Remote Office File Sharing & Backup e Private Cloud Storage. Sono soluzioni che vedono la società impegnata con i suoi  professionisti dalla fase di progetto e sviluppo di una soluzione sino alla sua installazione e certificazione.

Il nuovo paradigma Software Defined Storage

Come evidenziato, è sul concetto di Software Defined che  BCLOUD ha fondato la sua strategia per un IT di nuova concezione, meno costoso e ad elevata affidabilità, soprattutto quando si parla di storage e di protezione dei dati aziendali, compreso la garanzia di una loro disponibilità praticamente assoluta caratterizzata da nove 9, il che corrisponde a conti fatti a un fuori servizio annuo di frazioni di secondo.

Quello di Software Defined Storage, ha considerato Spoldi, è un concetto ben “definito” nella sua architettura, che consiste nello spostamento da un codice caricato su ben specifiche unità controller che utilizzano dischi per memorizzare dati, ad un software che utilizza e “definisce” come storage qualsiasi tipo di hardware disponibile.

Questa possibilità modifica alla radice la stessa definizione di storage. Controller dei dischi,  ASIC,  Cache altre componenti hardware vengono ristrette ad una porzione sempre più ridotta di mercato a vantaggio del software, che è la componente a valore che assicura uno storage sempre disponibile, con una affidabilità intrinseca elevatissima, e che gestisce prodotti hardware standard molto economici che operano come mero  “contenitore” delle informazioni..

"I fornitori tradizionali di soluzioni di storage vestono i loro prodotti con nuovi dischi che hanno maggiori capacità, ma nel migliore dei casi l’architettura rimane la stessa di 15 anni fa, in cui i controller erano stati progettati per supporti che al massimo arrivavano a 500 GB e con un valore di 90 I/O per secondo per singola meccanica", osserva Spoldi.

Oggi lo scenario è profondamente mutato e ora al Cloud  si affianca anche l'IoT, foriero  di crescenti e non facilmente prevedibili necessità di storage sia per archiviare gli elevatissimi volumi di dati generati che  per la loro analisi.

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Marco Spoldi

Le sfide da affrontare e l'approccio BCLOUD

Oggi chi deve decidere quale architettura adottare per i prossimi anni  deve valutare quale realtà ha a disposizione per contenere i dati già prodotti e quelli che deriveranno da future tecnologie come il citato IoT. Che fare allora per affrontare le sfide dei prossimi anni?

Un possibile approccio l'ha identificata BCLOUD approntando una soluzione di storage software defined che risponde a tre specifiche e oramai tipiche esigenze: prestazioni, prezzo e affidabilità.

Nella vision di BCloud la prima caratteristica, la prestazione, è la necessità di chi deve rispondere alle esigenze applicative con una prospettiva di crescita. In questo la Business Technology richiede una disponibilità delle informazioni per le proprie applicazioni in modo indipendente dalle esigenze di costi.

La seconda caratteristica, il prezzo, è la componente chiave per la crescita aziendale ed è il valore con cui devono fare i conti i CFO per garantire la crescita attesa.

La terza caratteristica, l’affidabilità, spesso viene considerata come inclusa nella soluzione e questo è opinabile, osserva Spoldi, perché se il disegno del contenitore delle informazioni non è corretto, il CIO potrebbe essere costretto a domandarsi, in caso di “imprevisti”, per quanto tempo le applicazioni funzioneranno con prestazioni ridotte o, peggio, non funzioneranno per niente.

Il risultato di queste considerazioni è stato la selezione di una piattaforma storage di base tramite la quale BCLOUD si è proposta di rimuovere le barriere del vecchio modo di sviluppare soluzioni storage e di perseguire gli obiettivi della Business Technology tramite il Software Defined Storage.

E' una soluzione basata sulle piattaforme sviluppate da INFINIDAT, che sono state ideate considerando quelli che sono gli sviluppi del mercato e il modo di  trattare i dati, sempre più generati da Internet e dal Cloud, e con l'obiettivo di costituire il contenitore di tutte le informazioni aziendali, indipendentemente dalla loro struttura.

Tra le caratteristiche della soluzione: 900K+ IOPS; affidabilità pari a 99,9999999; capacità di oltre 2PB in 42U; consumi pari a 8KW per 2PB; Unified Storage per SAN, ISCSI, NAS e Mainframe; Continuous Data Protection.

Non ultimo, ha evidenziato Spoldi, in aderenza alla filosofia "as a Service", la soluzione viene fornita già completamente equipaggiata e il cliente paga solo per la quantità di storage che viene effettivamente utilizzata.