Altre News

Di cosa si occupa il consorzio europeo Reconnect?

L’Intelligenza Artificiale al servizio della ricerca neuropsicologica. Le nuove tecniche sperimentali fondate sull’utilizzo di sistemi IA e realtà aumentata possono facilitare la comprensione e la genesi di disturbi come l’afasia, l’acalculia e un ampio spettro di problemi dell’attenzione e dell’orientamento spaziale.

Con questo obiettivo, l’Agenzia nazionale della Ricerca francese si è affidata a un team internazionale guidato da due italiani, Paolo Bartolomeo e Orazio Miglino.

Il primo è ricercatore dell’Institut du Cerveau et de la Moelle épinière Icm di Parigi, mentre Miglino è direttore del Laboratorio di Cognizione Naturale e Artificiale dell’Università di Napoli Federico II.

Orazio Miglino

Entrambi sono stati incaricati dal principale organismo del sistema della francese della ricerca di guidare il consorzio “Reconnect” formato, oltre che dall’Icm di Parigi e dalla Federico II di Napoli, dal Dipartimento di Psicologia sperimentale e Fisiologia dell’Università di Granada (Spagna) e dal Dipartimento di Neurologia del Policlinico Universitario di Berna (Svizzera).

Il Consorzio si riunirà da oggi, 15 ottobre, fino al 18, presso il centro Lupt dell’Università di Napoli Federico II. Lo scopo è quello di elaborare un progetto di ricerca da sottoporre al finanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del programma Synergy dell’European Research Council (Erc).

Il Consiglio europeo per le ricerche (Erc) è l’organismo dell’Unione Europea che finanzia iniziative di eccellenza a livello internazionale. A redigere il progetto di Reconnect sarà Richard Walker, portavoce dello Human Brain Project, che è la più vasta avventura di ricerca avviata dall’Unione Europea volta alla comprensione del cervello umano mediante la simulazione artificiale del funzionamento dei circuiti neuronali.

Riprende e rilancia questi obiettivi anche Recnonnect, nello specifico del problema della genesi neurocognitiva dei più diffusi disturbi neuropsicologici (afasia, acalculia, disturbi dell’attenzione e dell’orientamento spaziale) mediante nuove tecniche di indagine sperimentali, basate sull’utilizzo di sistemi Intelligenza Artificiale e di Realtà Aumentata.