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Eolo, missione network per il paese e addio “digital divide”

Eolo chiude l'ennesimo anno in crescita e delinea la strada per il futuro, con la volontà di estendere la rete italiana e di ampliare il team Ricerca&Sviluppo

Eolo ha cominciato la sua missione in Italia nel 2007, con la volontà di porre fine al problema del digital divide, soprattutto in quelle aree non urbane del paese.

L’asset di Eolo fornisce connettività wireless, una sorta di trasformazione digitale portata nelle case dei cittadini. La volontà di costruire un network proprietario non è sempre stat semplice ed Eolo ha dovuto anche superare dei problemi burocratici e legali evidenti.

L’azienda il 26 e il 27 settembre si è trasformata in un hub di riflessione sulla trasformazione del mondo digitale con eccellenze da tutto il mondo, annunciando anche la ricerca di un Network Software Engineer per il dipartimento di Ricerca&Sviluppo.

«Come negli anni scorsi, il nostro approccio è quello della filosofia “open networking”, con la quale intendiamo aumentare la qualità della nostra rete mentre sviluppiamo tipologie nuove di comunicazione» sono le parole di Luca Spada, amministratore delegato di Eolo.

Che ha poi continuato: «Investiamo da sempre importanti cifre sul miglioramento della rete. Un approccio che il mercato ci riconosce, tanto che prevediamo di chiudere il 2020 ricavi pari a 127 milioni di euro. Nel 2013 eravamo a 28 milioni».

Secondo Eolo, oggi sono 1,2 milioni le persone che usano ogni giorno una connessione Eolo, per lavoro, per studio, semplicemente per divertirsi. La crescita dei clienti è del 30% anno su anno, tanto che un gigante come Netflix, nel suo report annuale circa i vendor che gli iscritti usano per connettersi ai suoi servizi idi streaming, ha menzionato anche Eolo, in riguardo all’Italia.

Il dipartimento di Ricerca&Sviluppo di Eolo conta sei persone che si occupano dello sviluppo di nuovi progetti, come BLU e del test-plant, cercando di integrare soluzioni open-source, eventualmente customizzate, a soluzioni proprietarie destinate a cambiare il settore delle telco.

BLU nasce per favorire una crescita veloce, sia in termini di coverage geografico che in termini di customer-base, ad un prezzo competitivo rispetto a soluzioni black-box presenti sul mercato.

Secondo Spada: «Il framework ha saputo reggere la sfida di portare internet dove gli altri non arrivano, grazie ad un costante lavoro di ottimizzazione. La natura open di questo progetto permette di combinare al suo interno componenti open-source di rilievo, primo tra tutti il kernel Linux, soluzioni proprietarie ed altre completamente sviluppate internamente».