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Intelligenza Artificiale e responsabilità: Sfide e opportunità per le aziende nell'era digitale

Usare i sistemi AI significa prendersi la responsabilità di eventuali errori? La parola al nostro consulente legale

Avatar di Avv. Giuseppe Croari

a cura di Avv. Giuseppe Croari

avv. @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 10/07/2024 alle 18:00
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Avv. Giuseppe Croari – Carmine Castiello

L'ascesa vertiginosa dell'intelligenza artificiale (IA) ha rivoluzionato molteplici aspetti della nostra società, aprendo nuove frontiere per l'innovazione e la crescita economica. Tuttavia, questa rapida evoluzione ha sollevato interrogativi cruciali sulla responsabilità in caso di danni causati da algoritmi, soprattutto nell'ambito aziendale.

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Il dilemma della responsabilità: chi ha la colpa quando si usa un IA?

Nel contesto aziendale, la questione della responsabilità in caso di danni causati da IA assume un'importanza cruciale: chi dovrebbe essere ritenuto responsabile? Il programmatore che ha creato l'algoritmo, l'azienda che lo implementa o, addirittura, l'IA stessa?

In questo contesto, il termine "programmatore" può riferirsi sia agli sviluppatori che lavorano per la società che ha creato l'IA (come OpenAI o Google) sia ai dipendenti delle aziende che utilizzano l'IA nei loro servizi.

Attribuire la responsabilità a un'IA come agente autonomo, seppur affascinante, solleva dubbi pratici e giuridici, è davvero possibile considerare un sistema tecnologico responsabile delle proprie azioni? 

In un contesto aziendale, tale approccio potrebbe rivelarsi impraticabile e poco chiaro, rendendo necessaria l'esplorazione di alternative più pragmatiche.

In Italia, la responsabilità per i danni causati da IA non è ancora definita in modo univoco, tuttavia, diverse normative possono essere applicate a seconda del caso specifico. Tra le più importanti:

  • Codice Civile: L'articolo 2053 del Codice Civile stabilisce la responsabilità del soggetto che cagiona un danno ingiusto ad altri; tale principio potrebbe essere applicato anche ai danni causati da IA, in particolare se il danno è derivato da un malfunzionamento dell'algoritmo o da una sua carente progettazione. 
    In questo caso, la responsabilità potrebbe ricadere sull'azienda che ha implementato l'IA, se si dimostra che il danno è stato causato da una negligenza nella configurazione o nella supervisione del sistema.
  • Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR): Il GDPR disciplina la tutela dei dati personali e impone alle aziende che trattano dati di adottare misure di sicurezza adeguate per proteggerli. In caso di violazione dei dati causata da un algoritmo, l'azienda potrebbe essere soggetta a sanzioni amministrative.
  • Codice deontologico degli ingegneri: Il Codice deontologico degli ingegneri stabilisce i principi etici che devono guidare la professione degli ingegneri; tra questi principi, vi è quello di progettare e sviluppare sistemi tecnologici in modo da non arrecare danno alle persone o all'ambiente.

Nell’ultimo periodo abbiamo sentito spesso parlare di settimana lavorativa di 4 giorni grazie all’intelligenza artificiale, ecco un focus sulle eventuali implicazioni giuridiche.

La programmazione etica: una bussola per lo sviluppo responsabile dell'IA

La programmazione etica emerge come pilastro fondamentale per affrontare le sfide poste dall'IA. 

Essa richiede ai programmatori e agli sviluppatori di non solo possedere una profonda comprensione delle implicazioni etiche e sociali legate all'IA, ma anche di adottare un approccio trasparente nel processo decisionale.

Le aziende, in quanto utilizzatrici di tecnologie di intelligenza artificiale, hanno il dovere di rendere chiare le decisioni prese dagli algoritmi, permettendo una supervisione umana adeguata, ciò è fondamentale per garantire che l'IA operi in modo equo, imparziale ed etico.

Oltre alla trasparenza, la programmazione etica deve necessariamente includere la prevenzione della discriminazione, quindi gli algoritmi non devono perpetuare pregiudizi inconsapevoli, ma piuttosto promuovere l'equità e l'inclusione.

Bilanciare innovazione e responsabilità: un approccio olistico per il successo

La mancanza di una soluzione univoca alla questione della responsabilità nell'utilizzo dell'IA in ambito aziendale evidenzia la necessità di una regolamentazione chiara e adattabile alle continue evoluzioni tecnologiche.

In linea di principio, la responsabilità primaria dovrebbe ricadere sui programmatori (sia quelli che hanno sviluppato l'IA che quelli che l'hanno implementata), che hanno il dovere di garantire che l'IA sia progettata e sviluppata in modo etico e responsabile, tuttavia, le aziende stesse ricoprono un ruolo cruciale nel fornire linee guida chiare e nel promuovere una cultura aziendale etica nell'utilizzo dell'IA.

Bilanciare l'innovazione con la responsabilità è un compito complesso che richiede un approccio olistico: La programmazione etica, la trasparenza decisionale e una regolamentazione adeguata sono elementi essenziali per garantire che l'innovazione tecnologica porti benefici sostenibili.

Le aziende devono assumere un ruolo di leadership nell'adozione di pratiche etiche, affrontando con consapevolezza le complesse questioni di responsabilità. In questo modo, l'IA potrà contribuire positivamente alla società, creando valore e promuovendo la crescita economica in modo sostenibile e responsabile.

La responsabilità nell'era dell'IA non è solo una questione etica, ma anche un fattore chiave per la sostenibilità e il successo duraturo delle aziende. Abbracciando un approccio etico e responsabile, le imprese potranno sfruttare appieno il potenziale dell'IA, costruendo un futuro migliore per tutti.

Oltre a quanto sopra, è importante sottolineare che le aziende che utilizzano l'IA dovrebbero considerare l'adozione di un Codice di Condotta per l'IA. 

Tale Codice dovrebbe definire i principi etici che guidano l'utilizzo dell'IA all'interno dell'azienda e dovrebbe stabilire le procedure da seguire in caso di danni causati da IA.

In conclusione, l'IA rappresenta un'opportunità straordinaria per le aziende di innovare e migliorare la propria competitività. Tuttavia, è importante che l'utilizzo dell'IA sia accompagnato da un approccio etico e responsabile, al fine di garantire la sicurezza e il benessere delle persone e di costruire un futuro digitale sostenibile per tutti.

Se sei un’azienda e necessiti di supporto in tema di intelligenza artificiale rivolgiti ai nostri partner dello Studio Legale FCLEXe chiedi dell’Avvocato Giuseppe Croari, esperto di diritto dell’informatica e delle nuove tecnologie.

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