Guidato dall'imperativo dell'intelligenza artificiale, il mercato dei data center sta vivendo una seconda giovinezza. Un rapporto BCS Consultancy, "The New Rules of Data Center Growth: Not If, But How", evidenzia come proprio l'adozione dell'IA stia ridefinendo i criteri di investimento e le dinamiche del mercato. L'analisi rivela una domanda elevata, con il 92% dei leader aziendali che anticipa un incremento della domanda di data center nei prossimi 12 mesi e il 100% degli sviluppatori che sta attivamente espandendo il proprio portafoglio. Questo slancio posiziona l'Italia in un ruolo cruciale, pronta a emergere come un hub strategico per stabilità e potenziale di crescita in Europa.
Tuttavia, l'opportunità non è priva di sfide significative. Lo stesso rapporto identifica un divario critico tra la domanda e la capacità del Paese di soddisfarla. Il 97% degli intervistati segnala una carenza di professionisti qualificati, mentre l'85% delle attuali strutture non è ancora pronto ad accogliere i carichi di lavoro ad alta densità richiesti dall'IA. Queste carenze si traducono in un impatto tangibile sulla sostenibilità e redditività dei progetti, con l'81% che lamenta un aumento dei costi operativi e il 73% un sovraccarico del personale.
Il Paese, ha registrato una capacità totale dei data center che nel 2024 è aumentata del 17%, raggiungendo i 513 megawatt (MW) di potenza IT installata. Questa espansione, unita a un forte impegno per la sostenibilità e a ingenti investimenti, sta attirando l'attenzione globale.
Il nuovo paradigma: dal volume alla densità
La questione dell'IA non è un semplice fattore di crescita ma un elemento che impatta direttamente sulla dotazione hardware di imprese e provider. I tradizionali carichi di lavoro, che richiedevano una densità media di 3-5 kW per rack, sono stati superati dalle esigenze dell'IA, dove la densità può raggiungere i 12-15 kW per rack, e in alcuni casi superare i 200 kW. Questo cambiamento ha implicazioni radicali per la progettazione e la gestione delle infrastrutture.
Non si tratta più solo di consumare energia, ma di gestire un'enorme quantità di calore generato dai server ad alta densità. I sistemi di raffreddamento ad aria, pur essendo ancora dominanti, non sono più sufficienti per carichi superiori ai 50 kW per rack. Di conseguenza, il settore si sta orientando verso soluzioni più avanzate come il raffreddamento a liquido. Tecnologie come il direct-to-chip, che applica il raffreddamento direttamente ai processori, o gli scambiatori di calore a porta posteriore (Rear Door HX) stanno diventando la norma per garantire il mantenimento di temperature operative sicure. Esistono persino soluzioni ibride che combinano raffreddamento a liquido e ad aria, e il raffreddamento a immersione, che offre la massima efficienza ma richiede un ripensamento completo dell'architettura del data center. L'Italia, in questo contesto, si sta muovendo verso modelli di sviluppo sostenibile, con un numero crescente di strutture alimentate da fonti rinnovabili.
L'Italia come hub strategico: Milano e Roma in prima linea
Il mercato italiano sta vivendo un momento di grazia, spinto sia da fattori interni che esterni. La stabilità del Paese, unita al suo impegno per le fonti rinnovabili (che nel 2024 hanno coperto il 41,2% del fabbisogno elettrico nazionale) , lo rende un'opzione allettante per gli investimenti "green". A dimostrazione di ciò, la Strategia Nazionale per l'Intelligenza Artificiale ha istituito un fondo di 164 milioni di dollari per supportare le startup del settore, promuovendo l'innovazione e la crescita economica.
Al centro di questa crescita ci sono due città: Milano e Roma. Milano, in particolare, ha consolidato la sua posizione di leader in Italia e si sta rapidamente affermando nel panorama europeo. La sua capacità installata è cresciuta di un impressionante 34% nel 2023, raggiungendo i 238 MW, un dato che la pone davanti a mercati in forte espansione come Madrid e Varsavia. Il mercato milanese, trainato dallo sbarco di tutti i principali cloud provider statunitensi, è proiettato a raggiungere un valore di 465,1 milioni di euro entro la fine del 2024, con un tasso di crescita annuale composto del 30,1% fino al 2029. Il governo della Lombardia ha persino adottato linee guida per lo sviluppo di nuovi data center, con una chiara priorità per progetti che valorizzano aree industriali dismesse e hanno accesso a energia sostenibile in loco. Roma, dal canto suo, non è da meno: Aruba, ad esempio, ha costruito un campus di 30 MW nella capitale.
| Sfida/Osservazione del Mercato | Impatto Quantitativo (Basato su dati BCS Consultancy) |
| Domanda di Data Center | 92% dei leader prevede un aumento nei prossimi 12 mesi |
| Espansione del Portafoglio | 100% degli sviluppatori sta espandendo il proprio portafoglio |
| Divario di Competenze | 97% degli intervistati riporta una diminuzione dell'offerta di professionisti qualificati |
| Impreparazione Infrastrutturale | 85% delle strutture non è pronta per carichi ad alta densità |
| Aumento dei Costi | 81% dei progetti ha subito un aumento dei costi operativi e di manodopera |
| Inefficienze di Personale | 73% dei progetti ha subito un sovraccarico di personale |
| Densità di Carico | 25% degli operatori prevede densità di 12-15kW per rack a partire da quest'anno |
Le sfide: carenza di competenze e infrastrutture obsolete
Nonostante il potenziale, il cammino dell'Italia è segnato da ostacoli significativi. La carenza di personale qualificato rappresenta la sfida più pressante: un allarmante 97% degli intervistati segnala una diminuzione nell'offerta di professionisti. Il divario di competenze, che secondo i dati europei ha portato il 61% delle aziende a un calo delle prestazioni , è un problema strutturale in Italia, dove la domanda di specialisti ICT è stata quasi cinque volte superiore al numero di professionisti disponibili nel mercato. Il 71% delle aziende italiane riconosce che il divario di competenze nell'IA deve essere colmato entro il 2030.
Un'altra sfida cruciale è l'impreparazione delle infrastrutture esistenti. L'85% delle strutture attuali non è ancora in grado di gestire i carichi di lavoro ad alta densità richiesti dall'IA. Questo divario è parzialmente mitigato da iniziative strategiche come il Polo Strategico Nazionale (PSN). Questo partenariato pubblico-privato, frutto della Strategia Cloud Italia, mira a consolidare e modernizzare l'infrastruttura IT della Pubblica Amministrazione. Il PSN è progettato per garantire la sicurezza e l'autonomia tecnologica del Paese, distribuendo geograficamente i data center per assicurare massima affidabilità e resilienza.
La finestra di opportunità è ora
L'Italia si trova a un bivio. L'IA è il motore di una crescita senza precedenti, ma il Paese deve affrontare con urgenza le sue carenze interne in termini di competenze e infrastrutture. Con investimenti previsti per oltre 10 miliardi di euro nel biennio 2025-2026 , la domanda di data center è inarrestabile. La questione non è se il settore crescerà, ma se l'Italia riuscirà a guidare tale crescita in modo efficiente e sostenibile. Solo attraverso una collaborazione mirata tra istituzioni, industria e sistema educativo si potrà cogliere pienamente questa opportunità e consolidare la posizione dell'Italia come leader innovativo nel panorama digitale europeo.