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La sicurezza dei tablet nel palmo di una mano

Aprire l'azienda agli smartphone e ai tablet personali è produttivo ma deve essere fatto con cautela. I punti a cui porre attenzione e l'aiuto alla sicurezza che sta nel palmo di una mano spiegati da Fujitsu

Avatar di Giuseppe Saccardi

a cura di Giuseppe Saccardi

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 14/05/2013 alle 12:34 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:45
  • La sicurezza dei tablet nel palmo di una mano
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L'adozione da parte degli utenti consumer di dispositivi evoluti come gli smartphone o i tablet di ultima generazione è alla base del fenomeno riferito con l'acronimo BYOD (Bring Your Own Device) ed ha portato alla richiesta del loro utilizzo anche in azienda.

Ma non sempre è oro ciò che luccica e non è detto che un dispositivo adatto al consumer possa andar bene anche per un suo uso aziendale, anzi, in genere si verifica il contrario.

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In ogni caso, se si pongono le dovute attenzioni alle funzioni disponibili atte a garantire la fruizione ottimale delle applicazioni e la sicurezza dei dati, permettono di beneficiare di una reale riduzione dei costi e di un aumento della produttività.

Fabrizio Falcetti

Naturalmente si parte da un presupposto, spiega Fabrizio Falcetti, senior product manager di Fujitsu, e cioè che la mobility è una necessità consolidata per le aziende, che sono impegnate in uno sforzo per recuperare competitività e per farlo possono intervenire, con un approccio BYOD oculato, sia riducendo i costi che incrementando la produttività personale.

Non per questo il Byod rappresenta la panacea per tutti i problemi di produttività aziendale. Ogni medaglia ha però il suo rovescio e richiede che vi si ponga la dovuta attenzione.

La soddisfazione dell'utente nell'usare un proprio dispositivo è una cosa  naturale ma per le aziende si pone il problema che il proliferare di device come gli smartphone o i tablet gli smartphone può si essere sfruttato per ridurre il Capex, ma che questo non deve avvenire a scapito della sicurezza.

Mentre i comuni telefonini corrispondevano a un numero di telefono e a un nominativo personale, e tutt'al più, osserva Fabrizio Falcetti, una ridotta directory, ora gli smartphone e ancor più i tablet contengono una quantità di dati elevata. Ma ciò che moltiplica il rischio è che contengono dati che possono aprire l'accesso alle reti aziendali e alle sue banche dati.

Due sono i punti da affrontare quando si apre l'azienda al concetto BYOD. Il primo è che le applicazioni devono essere ripensate in funzione del tipo di dispositivo utilizzato in modo da riadattare i contenuti delle applicazioni al tipo di interfaccia dei diversi dispositivi (display, processore, eccetera), il secondo è l'insieme delle funzioni di sicurezza necessarie a garantire il riconoscimento univoco dell''utente.

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