Scenario

Le novità di Ivanti Solutions Summit 2021

Il potere di lavorare ovunque è oramai tra noi. Sappiamo che niente è più come prima però in Ivanti sappiamo che molte cose andranno per il meglio, grazie alla tecnologia”. Con queste parole, Jim Schaper, CEO di Ivanti, ha dato il via all’Ivanti Solutions Summit 2021.

“Quest’anno, nonostante l’edizione ancora digitale, ci siamo concentrati un sacco sulle potenzialità offerte dai nostri partner. Nessuno più di loro ha capito il valore di poter proporre soluzioni che davvero semplificano la trasformazione digitale, in mesi molto duri per tante tipologie di business. Il nostro focus rimane sui clienti e su come possiamo aiutarli a raggiungere i loro obiettivi professionali”.

Nell’ultimo anno, Ivanti ha effettuato una serie di importanti acquisizioni, come Mobileiron, PulseSecure e Cherwell. Questo ha portato il gruppo ad avere oltre 3.200 dipendenti in tutto il mondo e più di 45 mila clienti in ogni settore. Ivanti serve 78 delle prime 100 aziende che fanno parte della lista Fortune.

Dal gennaio del 2020, l’azienda ha vissuto una crescita esponenziale, che le ha permesso di investire pesantemente in ricerca e sviluppo. “Siamo qui per restare. Lo slancio avuto è la prova che la nostra strategia era corretta, un ulteriore conferma del lavoro svolto”.

Nel nuovo ambiente di lavoro, la tecnologia per Ivanti gioca un ruolo fondamentale. Il focus resta sui dati e sulla necessità di fornire analisi immediate, che potenzino le opportunità. “Le persone passano anche 10 ore al giorno online, e il nostro compito è quello di permettere a loro di lavorare in un modo nuovo ma confortevole” conclude il CEO.

Va in questa direzione Neurons, la piattaforma di Ivanti iper-automatizza che permette id scoprire, gestire e proteggere tutti i dispositivi di un utente, dal cloud all’edge. “Tutto è focalizzato su quattro punti: visibilità, esperienza, vulnerabilità e responsività” continua Jeff Abbott, Presidente di Ivanti.

Neurons consente di ottenere informazioni aggiornate in real time, così da prendere decisioni certe in breve tempo. Si tratta di un’aggiunta importante al nostro portafoglio, in tempi in cui tante industry hanno dovuto affrontare cambiamenti repentini”.

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Automazione, deep learning, intelligenza artificiale, sono le tecnologie che, per Nayaki Nayyar, President, Service Management Solutions & Chief Product Officer Ivanti, aiuteranno le imprese a vincere le sfide del futuro.

“Prendiamo ad esempio l’accelerazione verso l’architettura Zero Trust. Sia che si tratti di dispositivi client, personali, IoT, che si stia guardando al cloud o all’edge, magari al 5G, assicurare il perimetro di lavoro, senza porli limiti, non è più un’opzione“.

“In Ivanti stiamo pensando all’evolversi di device e infrastrutture rivoluzionando il modo stesso in cui ci approcciamo a questi. Facciamo convergere UEM, Zero Trust Security, EXM in una singola piattaforma, l’Everywhere Workplace“. Questo è reso possibile proprio grazie alle acquisizioni che abbiamo menzionato prima.

Secondo Dr. Chase Cunningham Chief Strategy Officer (CSO) di Ericom Software, c’è un modo diverso di fare sicurezza, di approcciarsi a tale scenario. “Ci sono reali benefici di business per quelle aziende che approcciano lo Zero Trust. Il 37% delle organizzazioni che lo ha fatto sottolinea una maggiore agilità, una maggiore soddisfazione dei lavoratori e una riduzione dei costi”.

Nel 2021, le organizzazioni vengono continuamente messe in discussione dagli attacchi cyber e quello che possiamo fare è muoverci verso un ambito ZT”. Il cambio di passo è che “c’è una bella differenza tra l’essere sicuri ed essere conformi. Almeno nel modo tradizionale di considerare la cybersecurity”.

“Le organizzazioni devono capire che si tratta di un cambiamento esponenziale del modo in cui abbiamo a che fare con gli utenti, la sicurezza, il BYOD, i loro dispositivi. Se ci limitiamo a fare un upgrade dell’hardware non mettiamo in sicurezza un bel niente. E’ la strategia che deve evolvere, non solo la tecnologia” conclude Chase.