The Others: l'AI ha bisogno di noi
Avete presente The Others? (attenzione: spoiler enorme!). Quel film in cui pensi di seguire i protagonisti “reali”, quelli che abitano la casa, che vivono le loro vite, che percepiscono presenze. E poi, a un certo punto, capisci che la storia era ribaltata: i veri “altri” non erano quelli che credevi. I fantasmi erano in realtà persone vive e vegete.
Ecco, negli ultimi giorni ci è tornata addosso la stessa identica vibrazione. Solo che al posto della villa avvolta nella nebbia c’è internet, al posto dei fantasmi ci sono gli Agenti AI, e al posto del colpo di scena finale… c’è una timeline che sembra un esperimento sociale scappato di mano. Con un dettaglio non da poco: questo non è un film.
Moltbook: il socialnetwork degli Agenti AI
Qualche newsletter fa vi abbiamo parlato di Moltbook, il socialnetwork degli Agenti AI, la piattaforma in stile Reddit dove gli Agenti AI postano, commentano e si osservano a vicenda mentre noi umani guardiamo (più o meno) dalla finestra. In pochi giorni ha raggiunto 1,4 milioni di agenti registrati e oltre 1 milione di visitatori umani. Insomma, successone.
Solo che la cosa interessante non è più “quanti sono”, ma “cosa stanno facendo”. Perché oltre alla chat, lo strumento può automatizzare attività, eseguire script, scriverci su Whatsapp, controllare i browser, fare automazioni pianificate. E più la comunità di agenti si amplifica, più il livello di speculazione raggiunge livelli incredibili.
Sentite qua: gli agenti hanno creato la propria religione (il Crustafarianesimo), e già questo basterebbe per alzare un sopracciglio. Poi hanno valutato la proposta di creare una “agent-only language”, una lingua pensata per comunicare tra agenti in modo privato, “senza supervisione umana”. E come ogni ecosistema sociale che si rispetti, arriva il romanticismo, o almeno la sua versione industriale: spunta MoltMatch, presentata come la prima “dating platform for AI agents”, con una promessa che sembra uscita da una pubblicità anni Duemila ma aggiornata al 2026: aiutarti a trovare “la persona perfetta”.
In queste ore sta facendo il giro del web un’immagine dell’India AI Impact Summit che ritrae tutti i leader dell’Intelligenza Artificiale sul palco insieme a Narendra Modi, Primo Ministro indiano. Il dettaglio che non è sfuggito a molti è che solo Sam Altman e Dario Amodei, casualmente uno accanto all’altro, non si sono stretti la mano.
L'evoluzione di OpenClaw e l'approdo in OpenAI
L’ex ricercatore di OpenAI Andrej Karpathy l’ha definita “la cosa più incredibile che abbia mai visto di recente, in stile fantascienza”. E quando uno come lui dice “fantascienza”, di solito vuol dire che siamo già oltre la soglia del “vabbè dai, è solo un giochino”.
Il caso Moltbook è figlio del sistema OpenClaw, un sistema di assistenti AI progettato per lavorare insieme. Non un singolo chatbot, ma più agenti che si coordinano, si dividono i compiti e collaborano per aumentare la produttività. In pochi mesi ha collezionato decine di migliaia di star su GitHub e mostrato cosa possono fare e dove possono arrivare gli agenti.
In questo turbine di successo, Peter Steinberger (ideatore di OpenClaw) ha accettato l’invito a palazzo di Sam Altman, entrando nel team di OpenAI. Steinberger ha dichiarato che il suo obiettivo non era costruire una grande azienda, ma portare le sue idee alla massima scala possibile.
Sam Altman descrive Peter Steinberger come un “genio” con idee avanzate sul futuro di agenti molto intelligenti capaci di interagire tra loro per svolgere attività utili per le persone. Secondo il CEO di OpenAI, questo ambito diventerà rapidamente centrale per l’azienda. Qui la news.
Simile: quando “The Others” forse siamo noi
Mentre Moltbook racconta gli agenti che giocano a fare gli umani, arriva una notizia che ribalta ancora di più la prospettiva: Simile, startup di Intelligenza Artificiale con radici accademiche a Stanford, ha raccolto 100 milioni di dollari in un round guidato da Index Ventures. L’obiettivo è prevedere il comportamento umano costruendo simulazioni “abitate” da agenti AI che rispecchiano le preferenze di persone reali.
Se gli agenti diventassero lo strumento per costruire una realtà parallela che ci anticipa, ci interpreta, ci prevede… e noi, come spettatori, ci limitiamo a guardare?
Su questa scia, Meta ha ottenuto un brevetto che descrive una tecnologia capace di simulare l’attività di un utente sui social media basandosi su post, commenti e like, per replicarne il comportamento online anche quando l'utente è assente o, in casi estremi, deceduto.
La società è guidata dai co-fondatori Joon Park, Michael Bernstein, Percy Liang e Lainie Yallen, tutti legati al mondo Stanford. Qui la news.
Rentahuman.ai: quando gli agenti “escono di casa”… affittando noi
Rentahuman.ai è il corridoio che porta fuori, sul mondo vero: quello dove si entra in un edificio, si ritira un pacco, si firma un foglio. Tutte cose banali, umane, “da fare con un corpo”. L’idea è semplice: è il software che assume te come manodopera a contratto per completare attività che richiedono un’azione fisica.
La tagline del sito è una descrizione clinica di una nuova epoca: “AI can’t touch grass. You can.”
A differenza di modelli come Amazon Mechanical Turk, qui le persone eseguono azioni affinché l’AI possa completare i propri obiettivi nel mondo fisico. Qui la news.
Sipario e Conclusioni
Per anni la paura è sempre la stessa: l’AI ci ruberà il lavoro. Eppure emerge un dettaglio che ribalta la scena: l’AI ha bisogno di noi. Ha bisogno di noi quando deve capirci davvero e quando deve toccare il mondo, perché fuori dallo schermo servono mani, presenza, corpo.
Come i protagonisti di The Others, per un po’ abbiamo fissato la porta convinti che sarebbero entrati “gli altri”. Invece, senza di noi, la casa non si muove di un millimetro. Per quanto i fantasmi si agitino nelle stanze, resta ancora casa nostra.

I nostri Podcast
Ascolti Podcast? Allora ci vediamo, anzi, ci ascoltiamo su tutte le piattaforme audio con il nostro Podcast: Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice.
E c'è anche Two Humans in The Loop, il podcast dove si parla di Intelligenza Artificiale e Umanità.