Microsoft è al lavoro per introdurre un test di velocità della rete integrato direttamente nella barra delle applicazioni, eliminando la necessità di servizi esterni come i famosi speedtest.net e fast.com. La funzionalità per il momento è stata distribuita unicamente agli Insider del canale Release Preview, tramite le build 26100.7918 e 26200.7918 (KB5077241).
L'implementazione tecnica segue la filosofia di Windows 11 di ridurre gli attriti nell'esperienza utente. Il test è accessibile da tre punti di ingresso strategici: il pannello delle Impostazioni rapide Wi-Fi, l'equivalente per connessioni cellulari e, soprattutto, tramite clic destro sull'icona di rete nella system tray. Quest'ultima opzione è particolarmente interessante, visto che arriva in auto degli utenti esattamente nel contesto in cui stanno già cercando di diagnosticare eventuali problemi di connettività. Una volta avviato, Windows apre il test nel browser predefinito del sistema, supportando misurazioni su Ethernet, Wi-Fi e reti cellulari.
Il test non è un modulo diagnostico nativo integrato nel sistema operativo, ma funziona come un launcher che reindirizza a una pagina web dedicata. Secondo quanto riportato dalla community degli Insider, l'interfaccia di misurazione utilizzata è quella dello speed test di Bing, soluzione che elimina la necessità di sviluppare e mantenere un engine proprietario ma introduce le variabili tipiche dei test basati su browser: selezione del server endpoint, routing del traffico, carico di rete concorrente e ambiente del browser stesso.
Questa scelta progettuale comporta implicazioni pratiche che gli utenti più esperti dovrebbero considerare. I risultati ottenuti dipendono dall'infrastruttura del servizio web utilizzato, dalle condizioni momentanee del percorso di rete verso il server di test e dalle ottimizzazioni del browser. Per chi necessita di misurazioni ripetibili e controllate, strumenti dedicati come iPerf3, NetStress o speed test CLI rimangono la scelta preferibile. Tuttavia, per la diagnostica di primo livello (verificare rapidamente se un problema percepito corrisponde a un degrado reale delle prestazioni) l'integrazione nativa è comunque una bella comodità.
Se la funzionalità supererà intatta la fase di feedback del Release Preview Channel, potrebbe diventare uno di quegli strumenti apparentemente marginali ma frequentemente utilizzati che definiscono la qualità percepita di un sistema operativo. Resta da vedere se Microsoft la migliorerà e raffinerà ulteriormente introducendo alcune novità, come la possibilità di selezionare manualmente il server di test, visualizzare statistiche di latenza più dettagliate o integrare registri cronologici delle misurazioni. Per ora, l'integrazione rappresenta un primo passo verso un ecosistema di diagnostica di rete più accessibile, anche se gli utenti più esperti continueranno probabilmente a preferire strumenti specializzati per analisi approfondite delle prestazioni di connettività.