Nel segmento dei processori dedicati all'intelligenza artificiale, sempre più affollato da nuovi entranti che sfidano il dominio di NVIDIA, emerge con forza una nuova operazione di finanziamento che conferma quanto il mercato delle alternative hardware per l'addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni stia attirando capitali considerevoli. MatX, startup fondata nel 2023 da due ex ingegneri hardware di Google, ha chiuso un round di Serie B da 500 milioni di dollari, segnalando una traiettoria di crescita impressionante per un'azienda che non ha ancora portato un chip in produzione di massa.
Il round è stato guidato da Jane Street e da Situational Awareness, fondo di investimento costituito dall'ex ricercatore di OpenAI Leopold Aschenbrenner, figura nota nel panorama dell'intelligenza artificiale per le sue analisi sui rischi sistemici legati allo sviluppo accelerato dei modelli. Tra gli altri investitori figurano nomi di rilievo come Marvell Technology, NFDG, Spark Capital e i co-fondatori di Stripe, Patrick Collison e John Collison, come annunciato dal fondatore e CEO Reiner Pope su LinkedIn.
L'obiettivo dichiarato di MatX è quanto mai ambizioso: sviluppare processori capaci di essere dieci volte più efficienti delle GPU NVIDIA sia nella fase di addestramento degli LLM sia nell'inferenza, ovvero nella generazione dei risultati in tempo reale. Si tratta di un banco di prova tecnico estremamente impegnativo, considerando che le architetture di NVIDIA come H100 e B200 rimangono lo standard de facto per i datacenter di tutto il mondo.
I fondatori di MatX non sono nomi sconosciuti al settore: Reiner Pope ha guidato lo sviluppo software per l'intelligenza artificiale sui TPU di Google, i chip proprietari del colosso di Mountain View progettati specificamente per i carichi di lavoro AI. Il suo co-fondatore, Mike Gunter, era invece lead designer dell'hardware TPU prima di lasciare Google per avviare la startup. Una combinazione di competenze software e hardware che punta esattamente alla verticalizzazione dello stack tecnologico, approccio sempre più comune tra i nuovi contendenti nel mercato dei chip per AI.
Dal punto di vista della crescita finanziaria, il percorso di MatX è stato rapido: il precedente round di Serie A, da circa 100 milioni di dollari sempre guidato da Spark Capital, risale a più di un anno fa e aveva valutato la startup a oltre 300 milioni di dollari. La nuova valutazione non è stata resa pubblica, ma per contestualizzarla è utile osservare il caso del principale concorrente diretto, Etched, che ha raccolto un round da 500 milioni di dollari a una valutazione di 5 miliardi di dollari secondo quanto riportato da Bloomberg.
Il nuovo capitale servirà a portare i chip MatX in produzione attraverso una partnership con TSMC, il più grande produttore di semiconduttori per conto terzi al mondo e fonderia di riferimento per AMD, Apple e NVIDIA stessa. Le spedizioni commerciali sono previste a partire dal 2027, un orizzonte temporale che lascia spazio a ulteriori iterazioni progettuali ma che richiederà di competere in un panorama in rapidissima evoluzione, dove NVIDIA rilascia nuove architetture con cadenza sempre più serrata.
La scommessa di MatX si inserisce in una tendenza più ampia che vede decine di startup — da Groq a Cerebras, passando per Tenstorrent — tentare di scalfire il predominio di Santa Clara nel mercato dell'accelerazione hardware per AI. La differenza rispetto a molti concorrenti sta nel profilo dei fondatori, con una conoscenza diretta dei sistemi TPU che potrebbe tradursi in vantaggi architetturali non banali, specialmente nell'ottimizzazione delle operazioni matriciali alla base dell'addestramento dei trasformatori. Con il 2027 come data obiettivo per le prime spedizioni, i prossimi mesi saranno cruciali per capire se MatX riuscirà a presentare prove tecniche concrete delle sue promesse prestazionali, un requisito indispensabile per conquistare la fiducia dei grandi operatori cloud e dei laboratori di ricerca AI che costituiranno il mercato di riferimento.