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Modernizzazione dell’IT, per IDC siamo entrati nella quinta fase

Cosa si intende per “modernizzazione dell’IT aziendale”? Secondo IDC, questa comprende vari ambiti, tra cui la migrazione di un numero sempre maggiore di applicazioni e workload verso le piattaforme cloud.

Come passaggio obbligatorio verso processi di trasformazione e innovazione digitale delle imprese, la modernization apre a nuovi modelli operativi, caratterizzati da maggiore agilità, scalabilità e governance.

«Oggi possiamo dire di essere entrati nella quinta grande fase, o era, dei processi di modernizzazione organica dell’IT, dopo che le prime quattro sono state quelle del mainframe e del batch programming, delle architetture client/server e PC, della virtualizzazione e infine del cloud computing» spiega l’analista.

La fase odierna dell’IT aziendale è caratterizzata dalla democratizzazione di nuove tecnologie, dai container e microservizi agli orchestratori di ambienti cloud, fino alle piattaforme di Machine Learning, che permettono di realizzare livelli di efficienza ed automazione nella gestione di ambienti estremamente più complessi che in passato.

Alla luce di tutto ciò, IDC prevede che, entro il 2020, il 60% dei workload aziendali sarà fatto migrare nel cloud per rispondere ai requisiti di flessibilità, velocità e continuità del servizio richiesti dai processi di trasformazione digitale.

E non solo: entro il 2022, circa il 75% delle operazioni di gestione dell’IT sarà guidato proprio dall’automazione intelligente. Questi temi saranno al centro del roadshow organizzato da Google Cloud in collaborazione con IDC e con la partecipazione di Everis, Huware, Injenia e Noovle, che si svolgerà a Torino, Verona, Bologna e Firenze nel mese di novembre.

Intitolato “Learning to Rescale Your Business – Scopri le tecnologie che stanno rivoluzionando la competitività delle imprese”, l’evento sarà l’occasione per esaminare sfide e opportunità che le imprese italiane stanno fronteggiando nel definire la loro strategia di modernizzazione dell’IT.