Quattro importanti giornalisti tech hanno documentato pubblicamente il passaggio ai PC Linux questa settimana. Insieme a Nathan Edwards di The Verge, anche Sam Medley di Notebookcheck e altri colleghi di testate specializzate hanno confermato l'abbandono del sistema operativo di Redmond. La decisione nasce da una frustrazione crescente verso la direzione intrapresa da Microsoft, ormai focalizzata su un'integrazione forzata di funzioni non richieste.
Difficile dire se si tratti di casi isolati o di un cambiamento più impattante, ma sicuramente è una novità degna di nota. Anche perché non è la prima volta che le strategia di Microsoft portano malcontento - basti guardare alle politiche riguardanti il fine supporto di Windows 10.
In questo caso si parla di gestione della proprietà digitale e di privacy, ma anche di stabilità operativa e controllo sul proprio ambiente di lavoro. Tutti parametri non negoziabili per un professionista, che Windows sta sacrificando in favore di funzioni IA invasive.
La scelta dell’azienda si può spiegare con almeno un paio di fatti noti:
- da una parte ci sono grandi speranze che l’AI diventi un vettore di profitti, ma affinché questi sogni si realizzino bisogna un po’ forzare la mano e portare l’IA sui sistemi delle persone. Anche Google ha fatto qualcosa del genere, aumentando i costi di abbonamento Workspace e infilandoci Gemini senza chiedere il permesso e senza offrire alternative.
- L’IA su PC, smartphone e cloud è già diventata un elemento imprescindibile per continuare ad alimentare il capitalismo della sorveglianza. In questo aspetto Microsoft non è Google (non potrebbe mai), ma anche il colosso di Redmond fonda almeno parte dei suoi profitti sulla creazione di Surplus Comportamentale.
La scelta di questi giornalisti, dunque, non è necessariamente un capriccio. Magari è una reazione pragmatica a un ecosistema percepito come un raccoglitore di dati pubblicitari. Che è reso possibile - fondamentale ricordarlo - proprio dal fatto che Linux oggi è un sistema perfettamente in grado di far lavorare moltissime persone.
Certo, lo so benissimo che non tutti possono lavorare con Linux. E anche che in molti casi usarlo su desktop porta qualche grattacapo. Ma è più semplice di quanto fosse anche solo pochi anni fa. Inoltre, buona parte delle applicazioni che usiamo sono in cloud, e conta poco il sistema operativo che usiamo.
Ecco, magari chi ci tiene alla privacy e non vuole troppa pubblicità farebbe meglio a evitare Chrome. Ma in ogni caso l’uso di Windows è del tutto facoltativo.
I videogiochi e gli errori di MS
I giornalisti in questione si occupano di videogiochi, e questo è un altro aspetto molto importante. Buona parte dei videogiochi per PC sono utilizzabili solo con Windows, ma la lista dei titoli utilizzabili su Linux ormai è molto nutrita. E di questo dobbiamo probabilmente ringraziare Valve e la sua Steam Deck
Edwards ha scelto CachyOS, una distribuzione basata su Arch Linux ottimizzata per spremere ogni frame dall'hardware moderno. Grazie al layer di compatibilità Proton sviluppato da Valve, è riuscito a eseguire titoli complessi senza rinunce hardware. I dati di Boiling Steam di ottobre 2025 confermano che quasi il 90% dei titoli Windows è ora compatibile, portando la quota di Linux su Steam al record storico del 3,2%.
Microsoft ha in qualche modo spinto le persone ad allontanarsi mano a mano che l’AI si faceva strada in Windows. Una delle ultime cose risale a novembre 2025, quando è stato integrato un agente IA direttamente nella taskbar di Windows 11. Questa mossa ha sollevato pesanti critiche per i potenziali rischi di sicurezza e l'ennesimo aumento del carico computazionale. Medley ha riferito di aver subito diversi crash settimanali prima di migrare ad Artix Linux, trovando finalmente la fluidità necessaria anche su un vecchio MacBook Air del 2014 (sui Mac Intel based è possibile installare Windows o altri sistemi operativi).
I problemi di Linux
La transizione non è comunque priva di ostacoli tecnici che richiedono competenze specifiche. Medley ha impiegato quasi un'ora per configurare correttamente i driver Wi-Fi, mentre Edwards ha riscontrato incompatibilità con periferiche esterne come il mouse Mad Catz. La mancanza di versioni native per software di produttività o servizi come Spotify costringe ancora gli utenti a fare affidamento su versioni web, penalizzando l'integrazione complessiva del sistema.
Il settore dei videogiochi multiplayer rimane il principale collo di bottiglia a causa dei sistemi anti-cheat. Titoli popolari come Fortnite o Call of Duty impediscono non funzionano su Linux, limitando l'adozione da parte dei giocatori competitivi. Nonostante ciò, l'assenza di aggiornamenti forzati e pubblicità nel menu Start compensa ampiamente, per questi esperti, le difficoltà iniziali di configurazione nell'ecosistema di Valve.
La deriva dei sistemi operativi verso il modello agentico
Quando Microsoft descrive Windows come un agentic OS, implica un sistema che monitora costantemente l'attività dell'utente. Questo modello trasforma il computer in un terminale di sorveglianza perenne, un'idea che molti utenti avanzati non sono disposti ad accettare nel quadro della sicurezza dei dati aziendali. Nessuno, naturalmente, mette in dubbio il fatto che in Sistema Operativo più potente e più versatile sia desiderabile.
Tuttavia, forse, siamo arrivati a un punto in cui non siamo più disposti ad accettare una maggiore sorveglianza in cambio dell’ennesimo gadget di dubbia utilità.
Sul fronte aziendale, le PMI iniziano a osservare queste dinamiche per valutare i costi di gestione. Il passaggio a Linux potrebbe ridurre le spese di licenza, ma richiede un investimento nella formazione del personale. E ovviamente c’è l’eterno problema della compatibilità delle applicazioni legacy, ma anche su questo fronte l’AI potrebbe essere di aiuto.
Inoltre, la maggiore efficienza di distribuzioni leggere può allungare il ciclo di vita dell'hardware esistente, rappresentando un vantaggio strategico nella trasformazione digitale delle imprese.
A un certo punto, forse presto, la crescita della quota di mercato di Linux costringerà gli sviluppatori a considerare seriamente il supporto nativo. Se l'ecosistema Windows continuerà a dare priorità alla monetizzazione tramite pubblicità e IA, lo spazio per alternative pulite si allargherà naturalmente. Per molti, Linux non è più un esperimento, ma l'unico rifugio per chi vuole usare il computer senza essere usato da esso.
L'insistenza di Microsoft nell'imporre l'intelligenza artificiale come elemento strutturale di Windows 11 appare come una scommessa rischiosa che ignora le priorità reali della base utenti. Invece di risolvere problemi di instabilità cronica, l'azienda sembra focalizzata sulla creazione di nuove superfici pubblicitarie per i propri modelli linguistici. Questo approccio aliena proprio quella fascia di utenti esperti che ha storicamente garantito la dominanza di Windows.
La maturazione di Linux nel settore gaming ha rimosso l'ultimo grande ostacolo alla migrazione di massa. Sebbene la curva di apprendimento rimanga più ripida, il baratto tra facilità d'uso e libertà digitale sta pendendo sempre più verso quest'ultima. Se Redmond non invertirà la tendenza verso l'invadenza software, l'esodo di questi opinion leader tecnologici potrebbe essere solo l'inizio di una fuga di massa.