Anche nel mondo enterprise, la gestione dei dati sta attraversando una fase di metamorfosi radicale, spinta dall'esplosione dell'intelligenza artificiale e dalle crescenti minacce informatiche. In questo contesto, NetApp ridefinisce il proprio ruolo nel mercato, passando da semplice fornitore di storage a partner strategico per la trasformazione digitale delle imprese. L'azienda californiana ha recentemente svelato un pacchetto di innovazioni che affrontano simultaneamente tre urgenze critiche: rendere l'AI accessibile e scalabile, blindare i dati contro attacchi sempre più sofisticati, e semplificare la complessità del cloud ibrido.
"La questione della preparazione dei dati per l'intelligenza artificiale rappresenta oggi uno dei principali ostacoli all'adozione su larga scala di queste tecnologie" afferma Davide Marini, Country Manager di NetApp. "Per affrontare con successo le tante trasformazioni dobbiamo dare ai clienti un'infrastruttura veloce e intelligente, che renda semplice cio che è complesso e accessibile le informazioni spesso frammentate".
Secondo le rilevazioni di Gartner, ben sei progetti AI su dieci naufragano proprio per l'inadeguatezza dei dati utilizzati. NetApp risponde a questa sfida con AI Data Engine (AIDE), un motore software che trasforma informazioni sparse e disorganizzate in asset realmente sfruttabili dagli algoritmi. Il sistema integra quattro componenti fondamentali: un motore di metadati che cataloga globalmente tutte le risorse informative indipendentemente dalla loro collocazione fisica, un sistema di sincronizzazione basato sulla tecnologia proprietaria SnapDiff che riduce drasticamente i tempi di trasferimento identificando solo le modifiche effettive, dei guardrail intelligenti che classificano automaticamente i contenuti sensibili garantendo la conformità al GDPR e alle normative sulla privacy, e infine un curatore dotato di database vettoriale che prepara semanticamente i dati per l'utilizzo con modelli linguistici di grandi dimensioni e applicazioni RAG.
Sul fronte hardware, l'architettura NetApp AFX evolve il concetto stesso di storage per carichi AI. "A differenza dei sistemi tradizionali dove capacità di calcolo e spazio di archiviazione sono rigidamente accoppiati", spiega Roberto Patano, Sr. Manager System Engineering, "AFX adotta un approccio disaggregato che permette di espandere indipendentemente fino a 128 nodi controller e oltre un exabyte di capacità. Questa separazione costituisce un requisito essenziale per chi lavora con l'intelligenza artificiale, dove i modelli possono richiedere enormi quantità di spazio senza necessariamente bisogno di proporzionale potenza elaborativa, o viceversa". L'infrastruttura comprende i controller AFX-1K, gli enclosure NX-224 con storage NVMe ad altissime prestazioni, e i nodi DX50 che fungono da unità di elaborazione dati, equipaggiati con GPU NVIDIA L4 per accelerare le operazioni di preparazione e gestione delle informazioni.
La certificazione come base per il SuperPOD di NVIDIA testimonia la maturità della soluzione, che esce dalla fase di annuncio direttamente alla disponibilità commerciale. NetApp propone questa architettura anche attraverso il modello Keystone STaaS, una formula Storage-as-a-Service che consente alle aziende di sperimentare l'AI eliminando la barriera dell'investimento iniziale in capitale, sostituendola con un consumo flessibile basato sull'effettivo utilizzo.
L'importanza della cybersecurity
"Parallelamente all'evoluzione dell'AI, la cybersicurezza richiede approcci sempre più sofisticati", prosegue Patano. NetApp, che rivendica il titolo di "storage più sicuro del pianeta" grazie a certificazioni come quella della National Security Agency americana, amplia significativamente le capacità del proprio servizio ora denominato Ransomware Resilience. "L'innovazione più significativa riguarda la rilevazione preventiva delle violazioni: mentre i sistemi tradizionali si concentrano sugli attacchi in scrittura come i ransomware che cifrano i file, la nuova funzionalità Data Breach Detection basata su intelligenza artificiale monitora anche le operazioni di lettura, identificando pattern anomali che potrebbero indicare l'esfiltrazione non autorizzata di informazioni sensibili. Questo approccio proattivo permette di bloccare il furto di dati prima che il danno si consumi, non limitandosi a ripristinare dopo l'attacco".
Gli ambienti di ripristino isolati rappresentano l'altro pilastro della strategia difensiva: quando un attacco viene rilevato, questi spazi segregati garantiscono che il recupero dei dati avvenga da una copia certificata come pulita, identificando con precisione chirurgica il momento esatto della compromissione. La tecnologia si integra con l'esistente Autonomous Ransomware Protection, che vanta un tasso di rilevamento del 99% con zero falsi positivi secondo certificazioni indipendenti, creando un sistema di difesa multilivello che copre prevenzione, rilevamento tempestivo e ripristino sicuro.
Integrazioni con Google e Azure
Nel dominio del cloud ibrido, dove molte organizzazioni italiane ancora faticano a trovare un equilibrio tra infrastrutture tradizionali e servizi pubblici, NetApp consolida la propria unicità come unico fornitore di storage enterprise nativamente integrato nei principali ambienti cloud. "La partnership con Google Cloud si arricchisce del supporto per storage a blocchi iSCSI in Google Cloud NetApp Volumes, trasformandolo in una piattaforma unificata capace di gestire sia condivisioni file che volumi per database e ambienti virtualizzati con le stesse garanzie di latenza e affidabilità dell'infrastruttura on-premises", sottolinea ancora Roberto Patano. L'integrazione diretta con Gemini Enterprise elimina la necessità di costruire pipeline personalizzate per alimentare le applicazioni AI con i propri dati, semplificando radicalmente l'adozione.
Analoghe capacità vengono portate su Microsoft Azure attraverso l'Object API per Azure NetApp Files, che permette di esporre direttamente contenuti NFS e SMB ai servizi come Azure OpenAI e Microsoft Fabric. Questo approccio elimina quella ridondanza costosa e inefficiente che costringe le aziende a duplicare informazioni per renderle accessibili a diversi servizi, con conseguenti problemi di sincronizzazione e proliferazione incontrollata delle copie. Il Namespace Globale Unificato Potenziato, abilitato dalle nuove funzionalità FlexCache, offre una vista coerente dell'intera proprietà dati aziendale, superando la frammentazione che caratterizza molte realtà che hanno adottato il cloud in modo disorganico.
La questione della virtualizzazione, particolarmente sentita dopo le recenti turbolenze nel mercato legato a VMware, trova risposta nello Shift Toolkit completamente gratuito. Questo strumento permette migrazioni bidirezionali non disruptive tra VMware e piattaforme alternative come Hyper-V, Red Hat e KVM, riducendo operazioni che tradizionalmente richiedevano giorni a pochi minuti. L'iniziativa dimostra come NetApp intenda posizionarsi come facilitatore della scelta tecnologica piuttosto che fornitore vincolante, sfruttando la propria expertise nella gestione dati per offrire libertà operativa ai clienti, aspetto particolarmente apprezzato nel mercato italiano dove molte medie imprese stanno rivalutando le proprie strategie di virtualizzazione.
"L'insieme di questi annunci delinea una strategia coerente che colloca il dato al centro di ogni trasformazione aziendale" conclude Davide Marini. "Che si tratti di addestrare modelli linguistici, difendersi da cybercriminali sempre più organizzati, o navigare la complessità del multicloud, NetApp propone un approccio unificato dove l'intelligenza nella gestione delle informazioni diventa il fattore differenziante". La disponibilità immediata della maggior parte di queste soluzioni, unite a modelli di consumo flessibili, suggerisce come l'azienda punti a conquistare quella fascia di organizzazioni che finora ha rinviato investimenti significativi per incertezza tecnologica o rigidità finanziaria.