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Red Hat con nuovi partner per crescere nell’enterprise

Programmi e partnership con global system integrator per "condire" con soluzioni innovative un'offerta indirizzata all'Infrastructure as a Service e al cloud ibrido, senza dimenticare le piattaforme JBoss.

Red Hat sta crescendo, andando oltre la "semplice" distribuzione di un Linux di fascia enterprise. Antonio Leo, senior channel manager di Red Hat in Italia è chiaro: "Dopo una fase focalizzata su partner tecnologici attivi all'interno di una community dove producono e rilasciano codice, oggi Red Hat si sta concentrando su una nuova relazione con global system integrator con cui, soprattutto sulla componente JBoss lavoreremo per rispondere alle esigenze infrastrutturali delle grandi imprese, alle quali dimostraremo la qualità del software open source".

Questo però non significa rinnegare il passato: le comunità, come Fedora, che contano milioni di "code committer", ivi inclusi aziende finali clienti, continueranno a svolgere il loro prezioso lavoro. Red Hat ha però bisogno di nuove soluzioni che consentano di sviluppare un intero stack open source, sfruttando l'esperienza dei grandi system integrator, quali Accenture, Hp o Fujitsu Technology Service, che sono appunto tre fra quelli presenti anche sul territorio italiano, per il quale Leo fa anche i nomi di Gruppo Engineering, Open Reply, Altran.

Antonio Leo, senior channel manager di Red Hat in Italia

Si tratta di aziende che, in genere, hanno già un rapporto in essere con Red Hat, ma il cui coinvolgimento andrebbe a intensificarsi, appunto nello sviluppo di soluzioni comuni: "Potrebbero essere asset del system integrator, con all'interno tecnologia Red Hat". L'obiettivo è quello di aggiungere valore sulla base delle piattaforme Red Hat, non solo Enrterprise Linux, ma anche JBoss e la parte cloud, sia fronte PaaS (Platform as a Service) sia IaaS (Infrastructure as a Service), intesa come public, private e ibrido.

È il mercato a chiederlo, come rileva lo stesso Leo, facendo riferimento a tanti Unix proprietari che si stanno spostando verso Linux stesso. Linux che viene scelto perché efficiente ed efficace: "Certamente al primo posto tra le esigenze dei clienti ci sono ancora gli economics, cioè i risparmi che l'open source garantisce sulle licenze, ma sempre più progetti dimostrano la qualità delle infrastrutture Red Hat in ambito aziendale", spiega il channel manager, che evidenzia un'opportunità: "Nella Pubblica Amministrazione è appena stato approvato un decreto (legge n.130 del 7 agosto 2012, in modifica del d.l. n.83 del 2 giugno 2012) che impone alle PA di optare per l'open source come prima scelta, addirittura verificando prima quanto sia stato realizzato presso la PA stessa. Di fatto, possono scegliere software non open source solo se permangono vincoli tecnologici pregressi".

Pubblica Amministrazione che rappresenta il mercato principale per Red Hat in Italia (35% del totale). Red Hat punta a convincere cinque o più system integrator affiché aderiscano a un'iniziativa volta a costruire tale partnership: più precisamente il Puma Project, a livello globale, e il progetto M+ a livello italiano, dove "M" sta per middleware.

Di fatto è un rapporto tecnologico di tipo nuovo, che non dovrebbe cambiare le modalità commerciali, in quanto Red Hat rimane organizzata con un modello tier 2, basato sui tre distributori, ItWay, Magirus e Systematika, che quanto più "danno valore vero, meglio è", specifica Leo, sottolineando: "Non basta che facciano da "banca"".

Red Hat cresce anche in termini di offerta, registrando il successo del proprio Red Hat Storage Server 2.0, lanciato lo scorso giugno a seguito dell'acquisizione di Gluster avvenuta un anno fa. In meno di sei mesi, le soluzioni basate su Red Hat Storage Server  sono state implementate da oltre 100 aziende in tutto il mondo, sia in produzione sia in installazioni POC (proof-of-Concept). Mentre sono circa 30, tra Isv e rivenditori, i partner di canale che lo stanno approcciando.

Anche questo diventa un pezzo dello stack realizzabile dai system integrator e, comunque, grazie all'integrazione con Red Hat Enterprise Virtualization (in beta), rappresenta uno strumento per fornire  ai clienti le basi per creare uno storage per cloud ibridi open.

Red Hat Storage è anche stato dotato di  una nuova console per la gestione (attualmente in technology preview), che permette un controllo capillare sul pool unificato e scale-out di risorse storage, mediante un unico  pannello.