Canonical, l'azienda dietro Ubuntu, ha affrontato un'interruzione del servizio di di soli 36 minuti, che però ha generato un effetto domino che ha paralizzato installazioni e aggiornamenti per tutto un weekend. Un esempio piuttosto chiaro di quanto sia importante prepararsi e creare sistemi che possano garantire la business continuity anche in situazioni di emergenza.
I dati ufficiali di Canonical raccontano una storia rassicurante: il 5 e il 7 settembre, i server security.ubuntu.com e archive.ubuntu.com hanno subito brevi interruzioni, rapidamente risolte. La pagina di stato dell'azienda mostrava il confortante messaggio "Tutti i componenti sono operativi", suggerendo che tutto fosse tornato alla normalità.
La realtà vissuta dagli utenti dipingeva però uno scenario completamente diverso. Durante tutto il weekend i forum di Canonical si sono riempiti di segnalazioni di installazioni bloccate e aggiornamenti impossibili da completare. Il problema non risiedeva più nell'infrastruttura tecnica, ma nella coda di richieste accumulate durante l'interruzione.
Un utente ha espresso chiaramente il paradosso della situazione: "Dicono che l'interruzione è durata solo 36 minuti, ma dopo due giorni ancora non funziona".
In un altro post si legge:: "Sto cercando di installare Ubuntu Server 24.04.2 LTS su una macchina in questo momento, e semplicemente non riesco perché si blocca a metà installazione quando non riesce a scaricare alcuni pacchetti".
La gestione della comunicazione da parte di Canonical ha aggiunto frustrazione alla situazione tecnica già complessa. Erich Eickmeyer, responsabile del progetto Ubuntu Studio, ha chiuso bruscamente le discussioni sui forum: "Non abbiamo bisogno di un mucchio di post 'Posso confermare' e 'anch'io'. Sono state date istruzioni su quello che deve succedere come 1) soluzione temporanea, e 2) cosa dovete fare per far funzionare i repository (non potete)".
Il problema nascosto dietro i numeri
L'incidente rivela un aspetto critico spesso trascurato nel mondo della tecnologia: la differenza tra disponibilità tecnica e funzionalità pratica. Mentre i server di Canonical erano formalmente operativi, l'impossibilità di processare l'arretrato di richieste accumulate li rendeva di fatto inutilizzabili per gli scopi più elementari.
Questa situazione assume particolare gravità considerando che security.ubuntu.com gestisce gli aggiornamenti di sicurezza. Come ha sottolineato una fonte, perdere l'accesso a questo servizio potrebbe rappresentare un serio problema se milioni di sistemi non riuscissero a scaricare un aggiornamento critico. Gli utenti sono rimasti senza possibilità di installare nuovi sistemi Ubuntu o scaricare patch di sicurezza fino a lunedì 8 settembre.
Trasparenza o marketing dei numeri?
La risposta ufficiale di Canonical, sepolta nei post dei forum, si è limitata a consigliare agli utenti di "aspettare" fino alla sincronizzazione completa. L'azienda non ha risposto alle richieste di commento, lasciando gli utenti a navigare tra informazioni frammentarie e status page che non riflettevano la realtà operativa.
Si tratta purtroppo di un trend sempre più frequente nel settore tecnologico: pagine di stato che dichiarano tutto funzionante mentre gli utenti reali sono in difficoltà. Come osserva ironicamente The Register, percentuali di uptime calibrate sull'effettiva realtà delle cose potrebbero apparire meno attraenti, ma certamente ridurrebbero il numero di post di protesta che intasano i forum a ogni interruzione successiva.