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Service Provider: i principali trend per il 2021 secondo Juniper Networks

A pochi giorni dalla fine dell’anno, l’analisi di Juniper Networks sulle tendenze principali che caratterizzeranno i Service Provider nel 2021

Avatar di Antonino Caffo

a cura di Antonino Caffo

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 29/12/2020 alle 16:52
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Mai come oggi, le reti hanno avuto un ruolo critico. Aziende, scuole, telemedicina, vita sociale: tutto è passato dall’interazione personale a quella virtuale e le videochiamate interattive con molti partecipanti sono diventate un elemento fisso della vita quotidiana di molte persone. Abbiamo assistito a un uso pesante dello streaming (soprattutto video), ad esempio per la formazione remota del personale, e all'utilizzo intensivo dei giochi online, tutti fenomeni che hanno portato alla crescita delle CDN.

«I service provider hanno risposto velocemente all’aumento del traffico, riuscendo a evitare l’aumento della latenza e il calo di qualità. Il prossimo anno, i service provider raddoppieranno gli investimenti in edge cloud, per consentire ad applicazioni e dati di essere più vicini all’utente finale e ai dispositivi connessi, così da migliorare ancora l’esperienza degli utenti, supportare nuove applicazioni real time a bassa latenza e usare in modo più efficiente la capacità di transito della rete» spiega Juniper Networks.

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Per quanto la sicurezza sia spesso passata in secondo piano rispetto alla velocità della rete, la pandemia ha dimostrato che il cybercrimine non aspetta altro che approfittare delle crisi a proprio vantaggio. Ciò è soprattutto importante alla luce del secondo lockdown e del fatto che il lavoro da remoto è ormai la nuova normalità, il che offre nuove opportunità agli hacker.

«Nel 2021 le imprese investiranno in soluzioni “Enterprise-at-home”, con un occhio di riguardo alla sicurezza, affinché tutti gli endpoint della rete siano protetti, ovunque si trovino. Cambierà per sempre il modo in cui i service provider costruiscono e gestiscono le proprie reti, in particolare per quanto riguarda l'offerta di servizi gestiti ai clienti enterprise».

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La pandemia ha trasformato il mondo da fisico a virtuale dall’oggi al domani, lasciando ai service provider l’enorme responsabilità di rendere disponibili esperienze ottimali in tempo reale o quasi, in condizioni di picco di traffico. I pattern di traffico sono passati dalla mobilità alla frammentazione, e la linea di confine tra consumatore e azienda si è fatta più labile. Ciò significa che ci saranno cambiamenti a lungo termine nel modo in cui service provider costruiscono e gestiscono le proprie reti.

Il prossimo anno ci sarà una maggiore focalizzazione sulla preparazione delle reti all’‘ignoto’: ci sarà un’accelerazione degli investimenti in architetture di rete agili e aperte costruite sui principi del cloud, capacità elastica on demand e automazione e sicurezza al fine di garantire il livello di esperienza prefissata.

Aumentando il focus sull’esperienza del servizio possiamo attenderci che le tecnologie di orchestrazione, AI/ML, assicurazione del servizio e automazione assumano un ruolo ancora più importante nelle operation di rete dei service provider. Ciò potrà garantire qualità del servizio e semplificazione delle operation all’aumentare del traffico di rete, alla luce di pattern di traffico sempre più dinamici e complessi.

Le reti residenziali e business diventeranno un tutt’uno: in seguito allo spostamento verso il lavoro remoto, la linea di demarcazione tra una rete broadband residenziale e una rete broadband business si è fatta sempre più indistinta. Pertanto, quando qualcosa va storto, la telco deve rimediare rapidamente, perché anche una rete domestica è ora business critical.

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A parte l’uptime, questo diventerà un fattore chiave per le imprese che devono decidere quale service provider usare per i propri dipendenti affinché vi sia garanzia di un’infrastruttura solida e una copertura che raggiunga anche le aree rurali. Oggi, il concetto di business continuity assume una dimensione completamente nuova.

Il 5G eliminerà il divario per le aree rurali lasciate indietro dalla fibra: dall’introduzione delle connessioni VDSL, in molti paesi questa tecnologia è stata scelta anche in alternativa a FTTC e FTTH; VDSL ha permesso di collegare molte aree rurali in Europa con una connessione affidabile abbastanza veloce per gli standard d’uso attuali.

«Il 5G contribuirà a supportare questa transizione, favorendo la diffusione del Fixed Wireless Access (FWA), che sarà molto più semplice ed economico da implementare rispetto a FTTH, garantendo una copertura superiore».

I service provider stanno investendo pesantemente nelle reti 5G, nonostante la pandemia abbia modificato le priorità operative, provocando qualche rallentamento nei progetti pilota e nelle implementazioni di produzione. Il 5G è ormai una realtà che offre agli operatori nuove opportunità di monetizzazione.

Grazie a velocità altissime, enorme densità di connessione e bassissima latenza, prevediamo nel 2021 nuovi sviluppi nelle applicazioni consumer (ad esempio gaming, AR/VR/MR), nei mercati verticali (ad esempio reti 5G private), nelle offerte consumer comprensive di contenuti, nella banda larga enterprise e nei servizi cloud gestiti e nei servizi FWA.

«Mentre la nuova economia della rete permette di supportare la crescita ininterrotta della domanda di banda, vedremo ancora crescere la presenza del 400G. Ora che i grandi cloud provider stanno cavalcando la prima ondata nei data center e nelle wide area network, prevediamo il boom del 400G nelle reti dei service provider nazionali e in diverse altre situazioni (data center interconnect, core, peering e gateway CDN tra le altre)».

Ci saranno implementazioni di larga scala del 400G nelle Wan, specialmente nella seconda metà dell’anno, grazie alla disponibilità di fibra ottica più economica che permetterà di ridurre l’Opex, con meno porte da gestire e modelli di pricing a consumo che permetteranno agli operatori di introdurre gradualmente gli aggiornamenti. Oltre il 2021 il 400G farà la sua comparsa nelle reti metro, dove il 5G porterà ancora più traffico e densità di rete.

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«Lo spostamento dei service provider verso le architetture aperte continuerà sempre più impetuoso in tutte le aree, dall’accesso aperto (come Open RAN e Open OLT), alla broadband aperta, all’IP/optical aperto e all’open core. Per gli operatori mobili, Open RAN non è più questione di “se” ma di “quando”».

Ci sarà globalmente un’accelerazione dell’adozione di Open RAN, con RFP, trial e implementazioni, dato che molti operatori si sono impegnati a democratizzare l’accesso radio, principalmente per favorire la diversità e l’innovazione. «Le implementazioni commerciali su larga scala di Open RAN sono relativamente recenti, ma assisteremo a un rafforzamento dell’ecosistema Open RAN, alla maturazione della tecnologia e a nuovi tipi di partnership che cambieranno in modo sostanziale il modo in cui le reti saranno installate, gestite e usate per la creazione di valore».

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