Pinterest si trova ad affrontare una crisi di fiducia degli investitori dopo aver deluso le aspettative finanziarie del quarto trimestre, con un calo del 20% delle azioni nel trading after-hours. La piattaforma di visual discovery ha registrato ricavi per 1,32 miliardi di dollari contro gli 1,33 miliardi attesi, mentre l'utile per azione si è fermato a 67 centesimi rispetto ai 69 previsti. Il CEO Bill Ready ha tentato di riposizionare l'azienda nel panorama competitivo della ricerca online, puntando su un confronto diretto con ChatGPT che ha sollevato più domande che certezze sul futuro del modello di business.
Secondo i dati presentati da Ready, Pinterest gestisce circa 80 miliardi di ricerche mensili, superando i 75 miliardi attribuiti a ChatGPT da fonti terze. La piattaforma genera inoltre 1,7 miliardi di clic mensili, posizionandosi tra le destinazioni di ricerca più frequentate al mondo. Il CEO ha sottolineato come oltre la metà delle ricerche su Pinterest abbia natura commerciale, contro un presunto 2% di quelle effettuate sul chatbot di OpenAI. Questa differenza dovrebbe teoricamente rappresentare un vantaggio competitivo nell'attrarre investimenti pubblicitari, ma i risultati finanziari raccontano una storia diversa.
Il paradosso di Pinterest emerge chiaramente dall'analisi dei dati: la base utenti cresce più velocemente del previsto, raggiungendo 619 milioni di utenti attivi mensili con un incremento del 12% anno su anno, superando le stime di Wall Street ferme a 613 milioni. Nonostante questo slancio nell'engagement, l'azienda continua a faticare nella conversione dell'utilizzo massiccio della piattaforma in ricavi pubblicitari significativi. Gli inserzionisti di grandi dimensioni hanno ridotto drasticamente la spesa, particolarmente in Europa, mentre l'introduzione di una nuova tariffa sui mobili nell'ottobre scorso ha compromesso ulteriormente la categoria home, tradizionalmente forte per Pinterest.
Le previsioni per il primo trimestre 2026 confermano le difficoltà strutturali dell'azienda: i ricavi attesi si collocano tra 951 e 971 milioni di dollari, ben al di sotto dei 980 milioni stimati dagli analisti. Ready ha ammesso che le tendenze negative potrebbero intensificarsi nei prossimi mesi, riflettendo un'incertezza macroeconomica che colpisce in modo particolare le piattaforme dove l'intento di acquisto degli utenti risulta meno immediato rispetto ai competitor diretti.
La sfida fondamentale di Pinterest risiede nella natura stessa del suo utilizzo: gli utenti visitano la piattaforma principalmente per pianificare, sognare e cercare ispirazione, non per completare acquisti immediati. Questo comportamento contrasta nettamente con quello osservato su chatbot AI come ChatGPT, dove le richieste di raccomandazioni prodotto rivelano un'intenzione d'acquisto più definita. Nell'era dell'intelligenza artificiale generativa, questa differenza potrebbe acuirsi ulteriormente, con gli inserzionisti sempre più orientati verso piattaforme che garantiscono conversioni più dirette.
Ready ha risposto alle preoccupazioni sull'impatto dell'AI sullo shopping online puntando sulle funzionalità di ricerca visuale, discovery e personalizzazione sviluppate da Pinterest. Il CEO sostiene che queste tecnologie guidino gli utenti verso prodotti rilevanti senza richiedere l'inserimento di prompt testuali, rappresentando un'esperienza d'uso alternativa rispetto ai chatbot conversazionali. L'integrazione con Amazon ha migliorato il flusso di checkout, semplificando il processo d'acquisto, ma resta da dimostrare se questo basti a convincere gli inserzionisti a mantenere gli investimenti sulla piattaforma.
Interrogato sulla possibilità che l'AI possa in futuro completare autonomamente gli acquisti per conto degli utenti, Ready si è mostrato cauto ma ottimista. Ha osservato che i consumatori non sembrano ancora pronti a delegare decisioni d'acquisto a sistemi automatizzati, ma ha assicurato che Pinterest sarà preparata quando questo scenario si materializzerà. Il CEO ha definito questa fase del processo commerciale come "una delle più semplici da risolvere", suggerendo che l'azienda stia già lavorando su soluzioni tecnologiche in questa direzione.