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La spesa AI globale supererà 2.700 trilioni nel 2026

Secondo Gartner, la spesa globale per l'intelligenza artificiale supererà i 2 trilioni di dollari entro il 2026, pari a circa 2.775 trilioni di won.

Avatar di Valerio Porcu

a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 18/09/2025 alle 10:30

La notizia in un minuto

  • La spesa globale per l'intelligenza artificiale raggiungerà 2 trilioni di dollari entro il 2026, con un incremento vertiginoso rispetto ai 1.500 miliardi del 2024, rendendo l'AI una trasformazione strutturale inevitabile per le aziende
  • Gli investimenti in server specializzati per l'AI raddoppieranno nei prossimi due anni arrivando a 330 miliardi di dollari, e nel 2027-2028 supereranno la spesa per i server tradizionali
  • L'AI diventerà una caratteristica standard in tutti i dispositivi: entro il 2028 sarà praticamente impossibile trovare smartphone, PC e tablet senza intelligenza artificiale integrata

Riassunto generato con l’IA. Potrebbe non essere accurato.

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Le cifre parlano chiaro e delineano uno scenario destinato a rivoluzionare completamente il panorama tecnologico mondiale: entro il 2026, la spesa globale per l'intelligenza artificiale raggiungerà la cifra astronomica di 2 trilioni di dollari, equivalenti a circa 1.850 miliardi di euro. Secondo le previsioni della società di ricerche Gartner, si tratta di un incremento vertiginoso rispetto ai 1.500 miliardi di dollari previsti per il 2025, segnalando un'accelerazione senza precedenti negli investimenti AI. Siamo di fronte a una trasformazione strutturale che le aziende non potranno permettersi di ignorare, proprio come accadde in passato con l'adozione di internet e del cloud computing.

L'inevitabilità dell'AI secondo gli esperti

John-David Lovelock, vicepresidente senior e analista di Gartner, non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche per chi pensa di poter rimandare l'adozione dell'intelligenza artificiale. "Le persone spesso mi dicono che hanno priorità più importanti e che per ora non si concentreranno sull'AI", spiega l'esperto. "Anche se tutte le questioni aziendali sono importanti, l'idea di poter relegare l'AI generativa in secondo piano semplicemente non funziona più".

La situazione attuale ricorda da vicino quello che avvenne con l'arrivo di internet e del cloud computing: tecnologie che inizialmente sembravano opzionali ma che rapidamente divennero indispensabili per la sopravvivenza competitiva delle imprese. Entro il 2028, trovare smartphone, PC, tablet o laptop senza AI generativa integrata sarà praticamente impossibile, prevede Lovelock.

La rivoluzione dei server ottimizzati per l'AI

Uno degli aspetti più sorprendenti di questa trasformazione riguarda il segmento dei server specializzati per l'intelligenza artificiale. Gartner prevede che gli investimenti in questo settore raddoppieranno nei prossimi due anni, raggiungendo quota 330 miliardi di dollari. La particolarità di questo fenomeno sta nel fatto che non si tratta di una semplice sostituzione dell'esistente.

L'AI non sostituisce gli investimenti esistenti, ma crea spese completamente nuove

"Quasi tutto nel mondo di oggi funziona su server tradizionali", osserva Lovelock, citando esempi che spaziano dai sistemi bancari ai servizi di visto per i viaggi, fino alle piattaforme gestite da colossi come Amazon, Microsoft, Google, ma anche dalle aziende cinesi come Tencent, Alibaba e Baidu. "Tuttavia, nel 2027-2028 spenderemo più denaro per server ottimizzati per l'AI che per quelli tradizionali".

Un mercato globale in espansione

L'analisi di Gartner rivela come gli investimenti in AI stiano superando i confini delle tradizionali big tech americane. Le aziende cinesi e nuovi fornitori di servizi cloud basati sull'AI stanno entrando rapidamente nel mercato, supportati da continui investimenti da parte di fondi di venture capital che alimentano ulteriormente la crescita della spesa globale.

I dati disaggregati per settore mostrano una crescita impressionante in tutti i comparti: dai servizi AI, che passeranno da 259 miliardi di dollari nel 2024 a 324 miliardi nel 2026, fino agli smartphone con funzionalità AI, che vedranno un incremento da 244 a 393 miliardi di dollari nello stesso periodo. Particolarmente significativa è l'evoluzione dei PC dotati di AI, la cui spesa è destinata a quasi triplicare, passando da 51 a 144 miliardi di dollari.

L'AI come caratteristica standard, non come scelta

Un aspetto interessante emerso dall'analisi riguarda il comportamento dei consumatori nel mercato dei PC e degli smartphone. Secondo Lovelock, raramente i consumatori scelgono attivamente dispositivi in base alle funzionalità AI integrate. "Quando una persona va in un negozio a comprare un nuovo PC, generalmente non lo sceglie in base all'ottimizzazione o al supporto AI", spiega l'analista. "Semplicemente seleziona il miglior modello disponibile nel proprio budget".

Questo fenomeno riflette come l'intelligenza artificiale stia diventando una caratteristica standard piuttosto che un elemento di differenziazione. "Gli smartphone attualmente in vendita hanno già funzionalità AI integrate, ma gli utenti non sono ancora in grado di sfruttarle in modo distintivo", aggiunge Lovelock, evidenziando il gap tra disponibilità tecnologica e utilizzo pratico.

Prepararsi a un futuro di incertezza permanente

Lovelock conclude la sua analisi con un avvertimento che molte aziende potrebbero trovare scomodo: il livello attuale di incertezza non è temporaneo. "Il grado di incertezza che stiamo vivendo ora è esattamente quello a cui dovrete abituarvi per i prossimi tre anni circa", afferma l'esperto di Gartner.

Questo scenario implica che le organizzazioni dovranno sviluppare nuove competenze non solo nell'implementazione dell'AI, ma anche nella gestione dell'incertezza che accompagna una trasformazione tecnologica di questa portata. L'investimento globale di 2 trilioni di dollari previsto per il 2026 rappresenta quindi non solo una cifra economica, ma il simbolo di un cambiamento irreversibile nel modo in cui concepiamo e utilizziamo la tecnologia.

Fonte dell'articolo: www.cio.com

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