L'amministrazione Trump ha annunciato un intervento diretto sul mercato energetico statunitense per impedire che i colossali data center dedicati all'intelligenza artificiale facciano lievitare le bollette elettriche dei cittadini americani. Una mossa che segna una svolta inaspettata nelle politiche tradizionalmente liberiste associate alla destra conservatrice, introducendo elementi di controllo governativo su prezzi e consumi in un settore tecnologico in rapidissima espansione.
Il presidente ha comunicato attraverso Truth Social che la sua amministrazione sta collaborando con le principali aziende del settore AI per garantire che i costi energetici dei loro impianti non ricadano sui consumatori. Microsoft sarà la prima compagnia a rivelare entro questa settimana le "modifiche sostanziali" che intende implementare, anche se al momento non sono stati forniti dettagli tecnici specifici sulle misure previste.
La questione affonda le radici nei consumi energetici stratosferici dei data center moderni. Secondo le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, il fabbisogno elettrico dei data center statunitensi è destinato a raddoppiare entro il 2030, raggiungendo circa 400 TWh annui rispetto ai 200 TWh attuali. Per contestualizzare, il consumo energetico totale degli Stati Uniti si attesta attualmente intorno ai 4.000 TWh all'anno, il che significa che i data center rappresenteranno il 10% del fabbisogno nazionale entro sei anni.
Trump ha sottolineato l'importanza strategica delle infrastrutture AI per mantenere il primato tecnologico americano, definendo gli Stati Uniti il "paese più attraente al mondo" per gli investimenti nel settore e "numero uno nell'intelligenza artificiale". Tuttavia, ha precisato che le grandi compagnie tecnologiche devono farsi carico autonomamente dei propri costi energetici senza trasferirli sulla collettività.
L'amministrazione precedente è stata accusata dal presidente di aver provocato un aumento del 30% delle tariffe energetiche per le famiglie americane, attribuendo la responsabilità alla "sinistra radicale" e alle politiche dell'era Biden. La critica si inserisce in un contesto più ampio di tensioni sui costi dell'energia, aggravate proprio dall'espansione massiccia delle infrastrutture per il machine learning e l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale generativa.
L'aspetto paradossale della questione non è sfuggito agli osservatori del settore tecnologico: un intervento governativo diretto sui prezzi e sui meccanismi di mercato rappresenta storicamente un approccio più vicino alle politiche economiche di sinistra, mentre la destra conservatrice ha tradizionalmente sostenuto il libero mercato come meccanismo ottimale di determinazione dei prezzi. L'iniziativa di Trump segna quindi una discontinuità ideologica significativa.
I data center moderni per l'addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni e per l'inferenza AI richiedono migliaia di GPU ad alte prestazioni operanti simultaneamente, con un TDP complessivo che può raggiungere decine di megawatt per singola struttura. Le facility di Meta, Google, Microsoft e OpenAI sono tra i maggiori consumatori industriali di energia negli Stati Uniti, con impianti che necessitano di sistemi di raffreddamento altrettanto energivori per dissipare il calore generato dai processori sotto carico continuo.
La comunità tech ha reagito con un misto di curiosità e scetticismo, con alcuni commentatori che hanno ironizzato chiedendo se l'amministrazione intenda estendere il controllo dei prezzi anche ad altri settori sensibili per gli appassionati di tecnologia, come le memorie DDR5 che hanno registrato aumenti significativi negli ultimi due anni, o le GPU NVIDIA il cui costo al dettaglio è cresciuto progressivamente con le ultime generazioni.
I dettagli operativi dell'accordo con Microsoft dovrebbero emergere nei prossimi giorni, offrendo il primo esempio concreto di come le aziende tech intendano rispondere alle pressioni della Casa Bianca. Le opzioni tecnicamente praticabili includono investimenti in fonti rinnovabili dedicate, accordi di fornitura energetica separati dalla rete domestica, implementazione di tecnologie di efficientamento o delocalizzazione di parte dell'infrastruttura in regioni con surplus energetico.