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Uber, Google e IBM si uniscono alla Urban Computing Foundation

La Linux Foundation, consorzio senza scopo di lucro, ha annunciato un sforzo a livello industriale per creare un insieme di software utili a supportare “le città del domani”. La nuova Urban Computing Foundation offrirà agli sviluppatori un forum per creare strumenti open source che colleghino città, veicoli autonomi e infrastrutture intelligenti. I contributi iniziali arrivano da nomi mica da ridere: Uber, Facebook, Google, Here Technologies e IBM, oltre a Interline Technologies, Senseable City Labs, StreetCred Labs e l‘Università della California.

Secondo il direttore della Linux Foundation, Jim Zemlin, la Fondazione adotterà un modello di governance aperto e sviluppato dal Technical Advisory Council (TAC), che includerà stakeholder tecnici ed eterogenei, così da fornire piattaforme agli sviluppatori che affronteranno temi fondamentali, come il traffico, l’inquinamento e altri problemi che affliggono le città moderne.

Il primo progetto ospitato dalla Urban Computing Foundation è Kepler.gl, lo strumento di analisi geospaziale open source di Uber per la creazione di set di dati su larga scala. Kepler, che è stato rilasciato nel 2018, è attualmente utilizzato da Airbnb, Atkins Global, Cityswifter, Lime, Mapbox, Sidewalk Labs e UBILabs, per generare visualizzazioni dei dati basati sulla posizione.

La Linux Foundation, fondata nel 2000, conta oltre 1.000 membri aziendali, tra cui le case automobilistiche Ford, Mazda, Honda, Subaru e Suzuki, oltre a fornitori come Denso, Panasonic e LG; giganti del software Microsoft e IBM; e chipmaker, tra cui Nvidia, Intel e Arm. Il lavoro prevede anche l’integrazione nei progetti di Linux in Safety Applications (ELISA), iniziativa open source che comprende strumenti intesi ad aiutare le aziende a costruire e certificare sistemi il cui malfunzionamento potrebbe comportare la perdita di vite umane, danni materiali e ambientali.