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Webinar gratuito: il cloud ibrido per modernizzare l’IT e contenere i costi

Il cloud ibrido offre alle PMI una soluzione architetturale per ottimizzare costi, flessibilità e sicurezza, integrando risorse IT eterogenee in un panorama economico sfidante.

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a cura di Valerio Porcu

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

La transizione digitale rappresenta oggi una tappa cruciale e non più procrastinabile per la competitività delle imprese italiane, dalle PMI alle aziende più grandi. Questo passaggio evolutivo presuppone, tra le altre cose, l'introduzione e l'integrazione di tecnologie cloud all'interno dei processi e delle infrastrutture aziendali. 

Tuttavia, la scelta della giusta strategia cloud – che si tratti di affidarsi interamente al cloud pubblico, di mantenere tutto su infrastrutture on-premise (locali), o di optare per un cloud privato – è tutt'altro che semplice. Questa decisione implica una pianificazione attenta dei costi, che può rivelarsi complessa e piena di incognite. Ad esempio, i grandi fornitori di cloud pubblico, pur offrendo indubbia potenza e flessibilità, possono nascondere l'insidia di costi operativi ricorrenti che, con l'aumento dell'inflazione globale, tendono a crescere e possono trasformarsi in una fonte di volatilità finanziaria. Gestire e prevedere queste spese può diventare una sfida significativa per una PMI attenta al bilancio.

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D'altro canto, un approccio basato esclusivamente su infrastrutture on-premise, sebbene possa offrire una sensazione di maggiore controllo iniziale, presenta sfide considerevoli in termini di scalabilità. Quando il business cresce o le esigenze cambiano rapidamente, adeguare un'infrastruttura fisica può richiedere tempi lunghi e investimenti ingenti, portando i costi a livelli difficilmente sostenibili, specialmente se si considera la necessità di modernizzare costantemente l'hardware per evitare l'obsolescenza e i relativi costi nascosti. 

La transizione digitale rappresenta oggi una tappa cruciale e non più procrastinabile

A queste considerazioni prettamente economiche e operative, si aggiungono le imprescindibili questioni legate alla governance del dato. Indipendentemente dalla piattaforma scelta, garantire la sicurezza, la conformità normativa (pensiamo al GDPR o alla NIS2) e il pieno controllo sulle informazioni strategiche e sui dati dei clienti è una priorità assoluta. È in questo scenario complesso, fatto di decisioni strategiche delicate, che il cloud ibrido emerge come una soluzione architetturale in grado di offrire il giusto equilibrio.

L'adozione di un modello cloud ibrido, infatti, permette alle organizzazioni di integrare e armonizzare ambienti IT diversi – cloud pubblici, cloud privati e sistemi on-premise – gestendoli in modo coerente e dinamico. Questa configurazione si propone di rispondere all'esigenza, particolarmente sentita dalle PMI, di coniugare la flessibilità e l'efficienza dei servizi cloud con il necessario controllo sui dati aziendali più critici e sulle applicazioni fondamentali per il proprio business. Si tratta di una risposta concreta alle sfide poste non solo dalla transizione digitale, ma anche da un contesto economico caratterizzato da crescente instabilità e dalla perenne necessità di resilienza operativa. L'approccio ibrido, dunque, si configura come una scelta strategica mirata a bilanciare flessibilità, controllo capillare, sicurezza robusta e ottimizzazione dei costi, tutti elementi chiave per sostenere la competitività e la crescita delle PMI nel mercato attuale.

Cloud pubblico e ibrido: quale approccio per l’azienda?

Non esiste una soluzione universalmente superiore nella scelta tra cloud pubblico e cloud ibrido. La crescente complessità dei modelli operativi, delle normative vigenti che impattano anche le realtà minori e delle architetture distribuite richiede oggi un approccio basato sull'analisi di esigenze specifiche e obiettivi concreti, più che su una preferenza predefinita per un modello o per l'altro. Alcune PMI, specialmente quelle nate digitali o con una forte propensione all'innovazione rapida e alla standardizzazione, possono trovare nel cloud pubblico la soluzione più coerente con la loro struttura agile. Altre, invece, per motivazioni legate alla governance dei dati, alla conformità o alla prossimità operativa di certi processi, adottano modelli ibridi che integrano cloud pubblico e infrastrutture locali. Entrambi gli approcci sono validi: la vera sfida è capire quale sia il più adatto al proprio contesto.

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Il cloud pubblico è spesso la scelta privilegiata da organizzazioni che puntano sulla rapidità operativa, sulla scalabilità elastica e sulla standardizzazione. La sua forza è nella capacità di adattarsi in tempo reale a esigenze variabili, come può accadere in startup digitali, aziende tecnologiche in fase di espansione o servizi online ad alto traffico. Un esempio pratico può essere rappresentato da una piattaforma e-commerce che, in occasione di promozioni specifiche, registra un picco di accessi e transazioni. In questi casi, poter scalare in modo immediato le risorse disponibili, senza dover investire in hardware fisico o preoccuparsi della manutenzione infrastrutturale, è un vantaggio competitivo tangibile. Tuttavia, anche in ambienti cloud-first, la valutazione dei costi operativi, delle performance di rete e della governance dei dati rimane fondamentale per garantire sostenibilità e affidabilità nel tempo.

I grandi fornitori possono nascondere l’insidia di costi operativi ricorrenti

Il cloud ibrido si configura invece come una soluzione adatta a contesti con una varietà elevata di requisiti operativi. Ad esempio, un'azienda che deve gestire sia ambienti altamente regolamentati sia progetti innovativi in ambito data science, può trovare in un modello ibrido una forma di equilibrio operativo. 

In questi scenari, alcune risorse vengono mantenute on-premise per garantire controllo, bassa latenza o sicurezza, mentre altre vengono spostate sul cloud per aumentare la scalabilità, velocizzare i processi di test e deployment o alleggerire l'infrastruttura interna. Prendiamo il caso di un'industria farmaceutica che gestisce dati clinici protetti da regolamenti nazionali e internazionali. Per questa azienda, ospitare tali dati su infrastrutture locali garantisce maggiore controllo e conformità, ma non esclude la possibilità di sfruttare il cloud pubblico per ambienti di simulazione clinica o analisi predittiva su dataset anonimizzati o con dati sintetici. 

Molte imprese operano in settori regolamentati dove la sovranità del dato è un principio irrinunciabile. Non si tratta di preferenze tecnologiche, ma di risposte obbligate a vincoli normativi, come quelli imposti dal GDPR, NIS2 o dalla direttiva DORA. In questi casi, sapere dove si trovano fisicamente i dati, e poter dimostrare che sono gestiti in linea con le policy di sicurezza, è cruciale. La prossimità dei dati non solo garantisce conformità, ma permette anche di ottimizzare i tempi di risposta in contesti come la sanità, l'industria o i sistemi di sicurezza pubblica. Tuttavia, anche in questi scenari, non è raro vedere l'utilizzo del cloud pubblico per workload (applicazioni, servizi, processi IT) non sensibili, come l'elaborazione di dati statistici o lo sviluppo di nuove applicazioni, creando una complementarità intelligente tra ambienti.

Modernizzare l'infrastruttura PMI: soluzioni concrete e supporto strategico

Per le organizzazioni, e specificamente per le PMI, che necessitano di integrare risorse locali con servizi cloud, esistono soluzioni tecnologiche avanzate che consentono di mantenere coerenza gestionale e sicurezza, senza rinunciare ai benefici della scalabilità. Orbyta Tech è un partner che può governare questo percorso, grazie a un preciso e attento bilanciamento di diverse soluzioni tecnologiche.

Il cloud ibrido emerge come una soluzione architetturale in grado di offrire il giusto equilibrio

Modernizzare l'infrastruttura IT non è un progetto da affrontare "una tantum", ma un percorso continuo che richiede visione strategica, strumenti adeguati e competenze aggiornate. Orbyta Tech supporta le aziende attraverso processi definiti e soluzioni tecnologiche per affrontare questa sfida in modo graduale e sostenibile.

E lo fa partendo da un'analisi dettagliata dell'ambiente attuale per comprendere costi nascosti, inefficienze e rischi. Orbyta Tech propone poi assessment personalizzati con simulazione dei costi per definire una roadmap chiara. Successivamente, attraverso piattaforme come HPE Proliant o GreenLake e Azure Local, l'infrastruttura può essere modernizzata con un modello a consumo. 

Alcune risorse vengono mantenute on-premise per garantire controllo, bassa latenza o sicurezza

I servizi gestiti di Orbyta Tech includono monitoraggio, patch management, gestione di device e identità. Infine, la formazione continua del personale IT e degli utenti aziendali rappresenta un fattore strategico. Orbyta Tech supporta i propri clienti attraverso programmi strutturati di aggiornamento e assistenza.

Per approfondire come navigare la complessità del cloud ibrido e scoprire le strategie più efficaci per la vostra organizzazione, Orbyta Tech vi invita al webinar gratuito "Hybrid Cloud Reality Check 2025". L'appuntamento è fissato per il 10 Giugno alle ore 11.00. Sarà un'occasione per esplorare casi d'uso reali, comprendere le ultime tendenze e interagire con esperti del settore per pianificare i prossimi passi nella modernizzazione della vostra infrastruttura IT e nella gestione ottimizzata dei costi.

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