Giochi in scatola

13 Aprile: National Scrabble day

Scrubble è uno dei giochi più noti al mondo, un fenomeno globale che ha numerosi fan sparsi per tutto il pianeta, tanto che è stato istituito un “National Scrabble Day”. La data scelta è il 13 aprile, cioè il giorno della nascita di Alfred Mosher Butts, l’inventore di Scrabble.

Ottant’anni e non sentirli

Correva l’anno 1938, quando Alfred Mosher Butts, architetto disoccupato, decise di creare un gioco da tavolo basato sulle parole. Butts aveva già realizzato un prodotto simile e così, forte di quell’esperienza, inventò Criss-Crosswords, un gioco basato su una plancia composta da quindici per quindici caselle, dove i giocatori dovevano piazzare lettere per formare parole, incrociate come in un cruciverba. L’idea fu rifiutata dai maggiori produttori di giochi dell’epoca, quindi nel 1948 cedette i diritti di produzione a James Brunot che, oltre a piccole semplificazioni delle regole, rinominò il gioco in Scrabble (nel senso di raspare, frugare).

Scrabble

Il primo anno furono prodotte circa duemila quattrocento scatole, ma il progetto era in perdita. Solo nel 1952 finalmente il prodotto iniziò a decollare e la leggenda narra che questo successo fu dovuto al fatto che il presidente di Macy’s (una delle più importanti catene di vendita al dettaglio degli USA) si era appassionato al gioco e aveva deciso di acquistarlo in massa per proporlo alla propria clientela. Solo due anni dopo le copie vendute erano diventate quattro milioni. I diritti del gioco sono passati, nel corso degli anni, di mano in mano e attualmente sono posseduti da Hasbro per USA e Canada e da Mattel per il resto del mondo.

Un successo globale

Scrabble è disponibile in trenta lingue diverse, venduto in centoventuno paesi e ha venduto centocinquanta milioni di scatole. Sono presenti circa quattromila associazioni di Scrabble in tutto il mondo e si calcola che circa un terzo delle famiglie americane e la metà di quelle inglesi abbiano una copia del gioco in casa. Il gioco è così diffuso che si calcola che ogni ora, nel mondo, siano avviate ben trentamila nuove partite.

Scrabble

Scrabble è diventato un fenomeno globale e si è diffuso costantemente attraverso diverso canali: sono state create diverse versioni del gioco, come per esempio quelle tematiche (ricordiamo quella di Harry Potter), Super Scrabble, in cui la plancia diventa ventuno caselle per ventuno (e ovviamente cresce proporzionalmente il numero delle tessere), oppure diverse versioni nazionali come Alfapet in Svezia ed Erudit in Russia.

Scrabble si è diffuso enormemente anche grazie alla televisione: è infatti diventato un quiz televisivo per la NBC nel 1984. Lo programma è andato in pensione dopo sette stagioni e più di milleduecento puntate di circa venti minuti, per un totale di oltre quattrocentocinquanta ore di trasmissione. Il quiz è stato riproposto successivamente altre due volte: sempre per NBC nel 1993 (oltre cento puntate) e per il canale via cavo The Hub nel 2011 (trenta puntate).

Scrabble

L’era dell’informatica non si dimentica di Scrabble e infatti nel tempo sono uscite diverse versioni del gioco per ogni tipo di piattaforma. I social e il web in generale hanno permesso di giocare fra amici e infatti sono nate diverse versioni del gioco e prodotti derivati (si ricordi per esempio il fenomeno Ruzzle) alcune delle quali hanno creato non pochi problemi di violazione dei diritti d’autore. L’avvento dell’intelligenza artificiale ha conferito nuova linfa vitale al gioco, permettendo di divertirsi senza un avversario fisico disponibile dall’altra parte dello schermo: sono due i prodotti di punta che forniscono un avversario basato su AI, Maven (integrato nei videogiochi ufficiali) e Quackle (open source, lo potete trovare qui).

Scrabble

Il mondo dei giochi non si ferma mai e così molti altri inventori si sono ispirati a Scrabble per creare nuovi prodotti; esistono diverse decine di titoli: alcuni utilizzano le componenti del gioco base i maniera differente, altri prevedono componenti diverse e/o aggiuntive, altri ancora traggono ispirazione ma riescono a trovare una propria identità indipendente (fra tutti ricordiamo Bananagrams).

Scrabble in Italia

In Italia Scrabble non ha mai avuto grande diffusione e infatti è solo dal 2008 che esiste infatti la Federazione Italiana Gioco Scrabble, grazie alla quale finalmente anche nel nostro paese si possono tenere tornei ufficiali e persino un campionato italiano.

Scrabble

La causa della scarsa diffusione di Scrabble in Italia è da ricercarsi proprio nel periodo storico in cui il gioco si stava diffondendo nel nord America: nel ‘55 Aldo Pasetti, giornalista e scrittore italiano, mette in commercio un suo adattamento del gioco americano e lo chiama Scarabeo. Le differenze rispetto al gioco originale si contano sulle dita di una mano: il tabellone è differente in quanto, pur mantenendo la forma quadrata, presenta diciassette caselle per lato (invece di quindici); è obbligatorio l’incrocio delle parole (in Scrabble le parole si possono affiancare, a patto che le sigle si due lettere così composte abbiano un senso); i bonus delle caselle moltiplicatrici sono sempre valide; la tessera Scarabeo assume il valore della lettera sostituita (il Jolly dello Scrabble non dà punti) e può essere sostituita e rigiocata; cambiano i criteri di assegnazione dei bonus e il vocabolario ammesso (in Scarabeo valgono le sigle). E’ evidente che i gioco sono molto simili, troppo simili per gli americani, che intentano una causa per violazione dei diritti d’autore. Pasetti viene condannato in primo grado, ma non ci sta: ricorre in appello e il 17 marzo 1961 viene prosciolto perché Scarabeo costituisce un “perfezionamento autonomo”. Così come Scrabble si diffonde nel mondo, Scarabeo vive la stessa gloria su territorio italico, entrando nelle case degli italiani. Successivamente i diritti saranno ceduti alla Editrice Giochi, storica azienda che dal 1936 produce e distribuisce giochi da tavolo di stampo classico, a sua volta acquistata da Spin Master nel 2016.