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A Scanner Darkly, fantascienza che ti colpisce duro

Pagina 1: A Scanner Darkly, fantascienza che ti colpisce duro

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A Scanner Darkly è tratto dall’omonimo romanzo del 1977 di Philip K. Dick, in italiano tradotto in Un oscuro scrutare. Il titolo è una citazione di un passo della prima Lettera ai Corinzi di San Paolo, che introduce subito il lettore/spettatore al vero tema del racconto: la conoscenza di sé.

La trama sviluppa in modo alquanto originale i temi della sorveglianza di massa, delle dipendenze da droga e dell’identità liquida. Siamo a Orange County, in quello che secondo Dick sarebbe stato il futuro prossimo del 1977, e che ricorda moltissimo il nostro presente. Gli Stati Uniti stanno svolgendo una guerra su vasta scala a una nuova pericolosissima droga.

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È la Sostanza Morte (Substance Death), estratta da un fiore chiamato mors ontologica (termine che nella teologia morale cattolica e anglicana indica la morte dell’anima allontanatasi dalla luce divina).

La Sostanza M crea dipendenza immediata: o non la si è mai provata, oppure sin dal primo assaggio genera dipendenza e scaraventa il suo consumatore in una realtà completamente allucinatoria. Alle operazioni di contrasto si affianca il misterioso Nuovo Cammino, una catena di cliniche per la riabilitazione, che pare essere una sorta di vero e proprio Stato nello Stato.

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In cambio dei servizi resi al Governo nella disintossicazione di massa (circa il 20% della popolazione degli USA è dipendente dalla Sostanza M) le cliniche e le tenute del Nuovo Cammino godono di una sorta di extraterritorialità e sono escluse dai controlli di Polizia.Ed è proprio un poliziotto, Bob Arctor, il protagonista tanto del romanzo quando del film.