image/svg+xml
Logo Tom's Hardware
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Tom's Hardware Logo
  • Hardware
  • Videogiochi
  • Mobile
  • Elettronica
  • EV
  • Scienze
  • B2B
  • Quiz
  • Forum
  • Sconti & Coupon
Offerte & Coupon
Accedi a Xenforo
Immagine di Giorno della memoria: i migliori romanzi per capire la Shoah Giorno della memoria: i migliori romanzi per capire la Shoah...
Immagine di Harry Potter: prime foto dal set HBO Harry Potter: prime foto dal set HBO...

American Horror Stories: la recensione completa dello spin-off

American Horror Stories si è conclusa: tiriamo le somme della serie spin-off scritta da Ryan Murphy e Brad Falchuk, disponibile su Disney+.

Advertisement

Avatar di Rossana Barbagallo

a cura di Rossana Barbagallo

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 23/10/2021 alle 11:00
Quando acquisti tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare una commissione di affiliazione. Scopri di più

La nuova serie TV spin-off di Ryan Murphy e Brad Falchuk, American Horror Stories, si è conclusa: una mini-stagione stand alone che, se di primo acchito sembra essere una sorta di appendice antologica della serie principale, si discosta tuttavia da American Horror Story sotto diversi aspetti. Dopo aver avuto un assaggio dei primi episodi in anteprima, tiriamo le somme della serie horror completa trasmessa su Disney Plus a partire dall'8 settembre e scopriamo insieme com’è andata.

american-horror-stories-183826.jpg

Potete vedere tutti i contenuti Disney, Star, Marvel, Star Wars e National Geographic in esclusiva su Disney Plus. Per abbonarvi alla piattaforma potete cliccare qui.

Orrore tascabile

American Horror Stories è una mini-serie spin-off composta da 7 episodi, della durata di circa 45-48 minuti ciascuno: ogni puntata è a sé stante, ovvero mette in scena trame e personaggi differenti di volta in volta, se si eccettuano i primi 2 episodi intitolati Rubber (Wo)man, legati tra loro e all'ultima puntata, Game Over. Benchè Rubber (Wo)man riprenda la location, le tematiche e l’orrore ad esse sottostante che fanno parte della prima stagione di American Horror Story intitolata Murder House (come i fan della serie storica di certo sapranno), la rotta intrapresa da questa nuova serie firmata Murphy e Falchuk si dirige verso un percorso per certi versi differente, che la caratterizza come “tascabile”.

american-horror-stories-193306.jpg

Non solo per il numero ridotto degli episodi, brevi stand alone antologici. American Horror Stories si presenta infatti come un prodotto di puro entertainment in perfetto stile USA, in cui un pizzico di horror qui, una manciata di attualità e intrigo là, offrono una serie in grado di intrattenere senza impegno. Al netto di soluzioni narrative piuttosto familiari, la serie TV di Ryan Murphy e Brad Falchuk attinge all’ “americanità” di tematiche tipiche del cinema d’oltreoceano proponendo un prodotto horror alla portata di tutti, in grado di intrattenere e colmare magari una serata tra amici.

american-horror-stories-193311.jpg

Abbiamo così il trasloco in una vera murder house che nasconde un segreto fatto di latex e spiriti tormentati; un appuntamento al drive-in che si trasforma in una fuga da orde di simil-zombie; gli influencer irresponsabili che fanno arrabbiare il Babbo Natale sbagliato al centro commerciale; la coppia desiderosa di allargare la propria famiglia, anche con metodi di concepimento sovrannaturali; la scomparsa di un bambino in un’oscura e profonda foresta popolata da creature misteriose; e di nuovo la casa degli orrori protagonista della stagione Murder House e degli episodi Rubber (Wo)man, a chiudere il cerchio con i drammi degli spiriti che la infestano. American Horror Stories merita insomma il titolo che porta ed è perfetto per chi non intende sussultare troppo, ma non vuole nemmeno rinunciare a misteri e morti orribili e gratuite.

Ok, ma ne vale la pena?

La risposta a questa domanda non è semplice. American Horror Stories sembra tendere spesso verso l’espressione dei drammi umani, della meschinità degli individui, della loro solitudine e del loro malessere, punti d’origine del vero orrore latente dietro a uccisioni, evocazioni demoniache, violente perversioni. L’orrore americano si nasconde in realtà nel disagio delle persone, insomma. Obiettivo mancato, però, messo in secondo piano e spesso reso invisibile da una struttura che fa acqua (quasi) da tutte le parti. Buchi di trama senza una logica apparente; interpretazioni attoriali di medio livello, che vanno da un estremo sottotono a un overacting fuori luogo; sceneggiature spesso ridondanti e scontate; effetti speciali datati: sono questi i comuni denominatori di ogni episodio che tendono ad abbassarne la qualità.

american-horror-stories-193307.jpg

American Horror Stories avrebbe potuto sfruttare il nome e il successo della serie principale per porsi come qualcosa di originale e magnificamente inquietante, ma l’impegno nel realizzare uno spin-off realmente degno di nota sembra non essere stato profuso a sufficienza. Non basta a salvare la serie da un voto medio nemmeno la divertente autoreferenzialità dell’ultimo episodio, Game Over, che vede ancora una volta il ritorno della celeberrima murder house e degli abitanti al suo interno, primo fra tutti Tate Langdon nella sua tuta in latex di cui Scarlet (Sierra McCormick) ha acquisito l’eredità diventando la nuova Rubber Woman. Questo episodio possiede infatti una sceneggiatura metanarrativa che pesca direttamente gli elementi di American Horror Story e riporta in scena vecchie conoscenze (spoiler: Ben Harmon), ne fa una sorta di autocritica e muove anche qualche riflessione verso il tema della paura e dell’orrorifico.

american-horror-stories-193308.jpg

Intento ammirevole, che tuttavia nel minestrone di questa serie stand alone si perde: mancanza di mordente, una struttura che fa confusione con sè stessa, un cast che salvo alcune eccezioni avrebbe potuto dare di più. Sembra insomma che si tratti della versione più "soft" della serie originale, un prodotto probabilmente più adatto a un pubblico giovane o comunque poco incline a metterci particolare impegno nella visione: American Horror Stories è in tutto e per tutto uno spin-off, fruibile senza problemi anche da chi non ha mai visto un episodio di AHS, ma soprattutto da chi cerca una serie “mordi e fuggi” orientata più verso le “misteriose malefatte” degli uomini che sull’orrore vero e proprio.

Elementi iconici in American Horror Stories

Checché se ne dica, Ryan Murphy e Brad Falchuk sanno bene come inserire nell’equazione alcuni fattori in grado di rendere la loro serie iconica. Lo avevano già fatto con American Horror Story, non sono venuti meno con il loro progetto spin-off. La già citata, nuova e giovane Rubber Woman; la pellicola del film perduto in grado di diffondersi come un virus letale; il Babbo Natale sanguinario e senza pietà (interpretato da Danny Trejo, una certezza e una presenza gradita); ma soprattutto, il re dei cannibali, con la sua corona d’ossa che richiama visivamente la celebre corona di spine. Tutti elementi che a nostro parere potrebbero essere ripresi con successo all’interno di eventuali futuri episodi, ampliati e approfonditi con nuove storie e sviluppi inattesi.

Guarda su

Sembra, a questo proposito, che American Horror Stories sia stata rinnovata per una seconda stagione e che quindi, forse tali congetture potrebbero trovare fondamento: noi malgrado tutto ce lo auguriamo, dal momento che, al di là degli elementi “di disturbo” presenti, si tratta a nostro avviso di un prodotto dal grande potenziale. In chiusura, il plauso va infine a un elemento spesso poco considerato nelle serie TV, ma che già in American Horror Story è diventato un marchio di fabbrica: l’opening con i crediti iniziali, con immagini disturbanti e inquietanti diverse di volta in volta per ciascun episodio, ma con le stesse musiche utilizzate per l’intro della serie originale realizzate da Charlie Clouser e Cesar Davila-Irizarry. Un misto di musica e rumori che fanno accapponare la pelle e suscitano un forte senso di mistero e inquietudine.

Le notizie più lette

#1
VPN: cos'è, come funziona e a cosa serve
2

Hardware

VPN: cos'è, come funziona e a cosa serve

#2
VPN: a cosa serve e quando è consigliato usarla

Hardware

VPN: a cosa serve e quando è consigliato usarla

#3
HONOR al MWC 2026, fra robot-phone e foldable indistruttibili
2

MWC 2026

HONOR al MWC 2026, fra robot-phone e foldable indistruttibili

#4
Asha Sharma ha già capito uno dei più grandi problemi di Xbox
2

Videogioco

Asha Sharma ha già capito uno dei più grandi problemi di Xbox

#5
Google ha un problema hardware e il Pixel 11 lo dimostra

Smartphone

Google ha un problema hardware e il Pixel 11 lo dimostra

👋 Partecipa alla discussione!

0 Commenti

⚠️ Stai commentando come Ospite . Vuoi accedere?

Invia

Per commentare come utente ospite, clicca cerchi

Cliccati: 0 /

Reset

Questa funzionalità è attualmente in beta, se trovi qualche errore segnalacelo.

Segui questa discussione

Advertisement

Ti potrebbe interessare anche

Harry Potter: prime foto dal set HBO

Cultura Pop

Harry Potter: prime foto dal set HBO

Di Patrizio Coccia
Giorno della memoria: i migliori romanzi per capire la Shoah

Cultura Pop

Giorno della memoria: i migliori romanzi per capire la Shoah

Di Marco Pedrani
I 10 migliori libri da regalare a Natale

NATALE

I 10 migliori libri da regalare a Natale

Di Carla Cigognini
Ken il guerriero festeggia 40 anni al cinema, il trailer e tutti i dettagli

Cultura Pop

Ken il guerriero festeggia 40 anni al cinema, il trailer e tutti i dettagli

Di Marco Pedrani
Torna il Milano Comics&Games: appuntamento 14 e 15 settembre con tantissimi ospiti

Cultura Pop

Torna il Milano Comics&Games: appuntamento 14 e 15 settembre con tantissimi ospiti

Di Marco Pedrani

Advertisement

Advertisement

Footer
Tom's Hardware Logo

 
Contatti
  • Contattaci
  • Feed RSS
Legale
  • Chi siamo
  • Privacy
  • Cookie
  • Affiliazione Commerciale
Altri link
  • Forum
Il Network 3Labs Network Logo
  • Tom's Hardware
  • SpazioGames
  • CulturaPop
  • Data4Biz
  • SosHomeGarden
  • Aibay
  • Coinlabs

Tom's Hardware - Testata giornalistica associata all'USPI Unione Stampa Periodica Italiana, registrata presso il Tribunale di Milano, nr. 285 del 9/9/2013 - Direttore: Andrea Ferrario

3LABS S.R.L. • Via Pietro Paleocapa 1 - Milano (MI) 20121
CF/P.IVA: 04146420965 - REA: MI - 1729249 - Capitale Sociale: 10.000 euro

© 2026 3Labs Srl. Tutti i diritti riservati.