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Arriva il Black Friday ed ha una lunga storia che vale la pena conoscere

Il Black Friday è qui, ma quali sono le sue origini? Facciamo una passeggiata insieme, tra storia e cultura popolare per scoprire la storia dietro l'evento commerciale più importante dell'anno.

Non sarà il paradiso (delle Signore) ma un po’ di felicità il Black Friday ce la regala sempre. Anche se in Italia ci siamo arrivati con i nostri tempi, considerando la tradizione degli sconti folli di inizio stagione natalizia, nel mercato al dettaglio USA risale invece a oltre un secolo fa.

Cosa vuoi che siano 150 anni se per un giorno – quest’anno il 23 novembre – oggi finalmente possiamo comprare quando ci pare e cosa ci pare, comodamente rilassati sui nostri divani o postazioni internet, al riparo dai colpi bassi degli altri concorrenti-acquirenti, e in un orizzonte di acquisto da vertigine che nessuno avrebbe mai potuto immaginare, men che meno Adam Smith e tutti i suoi predecessori che indagavano l’utilità marginale.

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Andiamo con ordine. Anche se tradizionalmente il Black Friday è fissato il giorno dopo il Giorno del Ringraziamento, tutto è iniziato piuttosto male, a dire il vero. Fonti giornalistiche statunitensi sul Web, probabilmente basate su altre fonti giornalistiche sempre statunitensi ma su carta, fanno risalire la nascita di tale definizione a un evento datato 24 settembre 1864 (che peraltro era un sabato). Fu il giorno in cui il prezzo dell’oro crollò a causa di una bolla speculativa appositamente creata da due figuri che la fecero anche franca, scappando mentre il mercato crollava intorno a loro.

Ma se di venerdì neri, nella storia dell’umanità, ciascuno di noi può raccontarne a iosa, questa cosa dei prezzi che crollano ha pur beneficiato qualcuno: gli acquirenti. E quale momento migliore del Natale per far felice un acquirente?

Deve essere stato il pensiero del CEO di Eaton’s, superstore simbolo della città di Toronto, quando dette il via alla “Eaton’s Santa Claus parade”, usando una delle forme più antiche e moderne di espressione popolare, specchio delle dinamiche sociali, pubbliche, familiari e commerciali, per dare vita ad uno scintillante “spettacolo commerciale” al quale dal 1905 parteciperà tutta la città per quasi un secolo. Quello che si chiama un successo!

E se Babbo Natale era il protagonista indiscusso di questo taglio del nastro all’acquisto del regalo più bello, ben presto il simpatico vecchietto che si veste come una lattina di Coca-Cola dovette presenziare una seconda parata, quella del Macy’s a New York. Così, dal 1924, due grandi celebrazioni pubbliche (e mediatiche, con articoli affiancati alle inserzioni pubblicitarie), celebravano il venerdì nero che dava il via alla stagione rossa e oro più amata da grandi e piccoli.

Un episodio particolare si registra nel 1939: era ancora vivo il doloroso ricordo del martedì nero del 29 ottobre 1929 a Wall Street, che diede il via alla Grande Depressione. Ebbene, nel ’39 il Giorno del Ringraziamento cadeva l’ultima settimana di novembre, e le vacanze natalizie erano davvero troppo corte (per tutti). Così gli operatori del commercio al dettaglio chiesero direttamente al presidente Franklin Delano Roosevelt di anticipare il Giorno del Ringraziamento alla settimana precedente, per allungare la stagione degli acquisti e scongiurare la bancarotta. Il presidente accolse la richiesta anche se non tutti gli Stati aderirono e quell’anno tra un oceano e l’altro ci furono due diversi Giorni del Ringraziamento. Il caso sollevato però fece in modo che nel 1941 il Congresso decidesse che il Thanksgiving Day sarebbe stato il quarto giovedì di novembre. E così fu, ed è oggi.

Altre ipotesi sulla nascita di questo nome, sempre in linea con le manifestazioni di deliquio da acquisto, parlano di traffic jam per le strade di Philadelphia negli anni ’60 e di policemen molto in overload di lavoro; e se l’origine esatta rimane ancora incerta, c’è chi ha pensato al semplice fatto che in quel giorno i conti in rosso (soprattutto di certi negozi), si trasformano finalmente in nero (cioè in saldo positivo), portando a casa l’anno (di lavoro).

Se dal punto di vista economico alcune stime parlano di una percentuale di vendite in un solo giorno che oscilla fra il 30 e il 40 per cento delle vendite annuali, con milioni di persone che escono di casa per comprare, quanto peso sociale ha il venerdì nero negli Stati Uniti? In Italia si fa ancora festa al lavoro per il Santo Patrono (in provincia come in città). Negli USA, negli anni ’50 hanno iniziato a darsi malati per partecipare alla festa dei ribassi tanto che ci sono aziende che hanno deciso di inserire quel giorno nelle ferie. Non supermercati e negozi, chiaramente. Non di chi ci lavora, nei grandi magazzini. (Ve la ricordate anche voi la storia di quel commesso a Long Island che ci ha, letteralmente, rimesso la pelle, schiacciato dalla folla che “entrava” nel negozio?)

Se accade che centinaia di persone possano accalcarsi di fronte alle porte dei grandi magazzini anche diverse ore prima dall’apertura, per l’ultima novità del mercato o l’oggetto desiderato, può capitare che ci siano incidenti anche gravi. Ecco perché, memori di quel supereroe dei fumetti che perse i genitori durante i saldi, molto meglio digitare su smartphone e tablet, anche per comprare durante il Cyber Monday del lunedì (26 novembre 2018).