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Avengers: Infinity War, la recensione senza spoiler

Che l'universo cinematografico Marvel sia un progetto inedito nel panorama contemporaneo è ormai un fatto insindacabile: cominciato ben dieci anni fa con Iron Man, il Cinematic Universe della Casa delle Idee si è costantemente evoluto, sempre alla ricerca della formula perfetta per trasporre in pellicola le avventure fumettistiche degli eroi più forti della terra, i Vendicatori.

Dopo un decennio di storie, quindi, arriva quella definitiva: Infinity War è il climax di tutte le linee narrative introdotte nel corso di questi anni; il film che riunisce tutti gli Avengers contro una minaccia temibilie e indomabile. Thanos, il titano pazzo, l'essere più spietato e determinato della galassia.

La Guerra Infinita

Infinity War è il cross-over supereroistico più grande ed ambizioso di tutti i tempi: gli eroi a schermo sono tanti, le vicende da trattare e sviscerare reclamano attenzione e la posto in gioco è, per l'appunto, titanica.

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Dopo anni di ricerche Thanos decide finalmente di recuperare tutte e sei le Gemme dell'Infinito, manufatti antichi che abbiamo imparato a conoscere nei precedenti film Marvel e che se possedute da un solo essere donano a quest'ultimo potere infinito. L'obbiettivo del titano pazzo è quello di spazzare via metà della vita nell'universo per mantere un equilibrio fondamentale al continuo prosperare della vita stessa.

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Nonostante la forte presenza di eroi in costume e calzamaglia, è lui il vero protagonista. Tutta la storia viene raccontata dal suo punto di vista, permettendo così al pubblico di capire in qualche modo la psicologia di un personaggio che diventa immediatamente la miglior nemesi mai vista in un prodotto Marvel Studios.

Infinity War dura molto, due ore e mezza, ma incredibilmente il tempo scorre veloce, senza eccessive pause o momenti di stanca. Merito della regia dei Russo che pone l'accento sempre sulle cose importanti: le scene d'azione sono vigorose, le parentesi emotive sempre bilanciate e l'umorismo è presente ma mai eccessivo. Risate, lacrime, esaltazione e sorpesa. Il quadro è completo e questa perfezione rappresente una novità per il genere, per questo motivo Infinity War è ad oggi il cinefumetto perfetto, quello capace di non dimenticarsi la sua vera anima, senza però rinunciare all'epica e al dramma.

I difetti -com'è giusto e normale che sia- ci sono, e risiedono principalmente in alcune scelte di scrittura criticabili e talvolta dettate da una sufficienza inspiegabile, ma parliamo di macchie che non intaccano minimante la resa finale. Potranno al massimo farvi storcere leggermente naso e bocca, magari contemporanemanete, ma il frame successivo vi sarete già dimenticati di minuscole forzature o escamotage narrativi di qualsivoglia natura. 

Tutto il coraggio, l'ambizione e la bontà della produzione esplodono nel climax finale, una sequenza lunga pochi minuti che però rimarrà scolpita nel cuore e negli occhi degli spettatori. Parliamo di coraggio ma anche di amore: le avventure dei supereroi sono da sempre metafore della vita quotidiana, e questo Marvel lo sa bene. Il sentimento più forte che un uomo possa provare guida in direzioni talvolta inaspettate, vale per Thanos, per i Vendicatori, per tutti quanti.

Sulla base di questo, siamo sicuri che Kevin Feige, i fratelli Russo e tutti i produttori esecutivi di questo progetto infinito si siano emozionati leggendo l'ultima pagina dello script di Avengers: Infinity War. L'epilogo è perfetto, indelebile, e rappresenta il vero inizio della fine, nonché l'incarnazione di un film trionfante, destinato a scrivere una pagina importante nella storia del cinema moderno.

Voto: 9.5/10