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Cosplay: identità e accettazione di sé stessi

Analisi delle problematiche sociali e personali relative all'accettazione di sé stessi e della propria identità nel cosplay.

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Avatar di Valentina Savalli

a cura di Valentina Savalli

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 17/06/2021 alle 10:15 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 12:17
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Esiste un mondo colorato e apparentemente spensierato nel quale tutti possono trasformarsi per un giorno o per qualche ora nel proprio personaggio di fantasia preferito. Ovviamente non si tratta di carnevale o Halloween (volete sapere quali sono i migliori costumi per Halloween? Scopritelo nel nostro articolo dedicato), ma del magico mondo del cosplay, un hobby che ormai ha preso piede in tutto il pianeta, entrando prepotentemente nel panorama della cultura pop attuale.

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L’hobby del cosplay è ormai considerato da tutti come una sorta di arte, perché effettivamente si tratta proprio di questo; cucire i costumi, ricercare i dettagli, costruire accessori e interpretazione sono tutti aspetti legati a varie forme artistiche. E questa passione, dà l’opportunità a tutti di mettersi in gioco e di diventare sarti, costruttori e attori per dare vita e rendere reale il personaggio tanto amato. Inoltre è un ottimo modo per entrare a far parte di una community, formata da persone che condividono le stesse passioni e gli stessi interessi.

Due lati della stessa medaglia

C’è, però, un altro lato della medaglia. Prima che diventasse popolare, il cosplay veniva visto come un hobby in cui si rifugiavano persone che venivano appellate come “Nerd”, quando questa parola aveva ancora un senso dispregiativo. Un po’ come se i cosplayers (coloro che praticano questo hobby) fossero considerati come “bambinoni”, degli eterni Peter Pan che si rifiutano di crescere, rifugiandosi in un mondo fittizio di cartoni animati e luoghi di fantasia.

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Purtroppo alcuni tendono ancora a fare queste discriminazioni, ma fortunatamente la cultura del “Nerd” è ormai uscita dalla nicchia, attirando sempre più persone all’interno di questo colorato mondo. Persone tutte diverse tra loro, dal più esibizionista al più timido, tutti uniti dalla stessa passione nel rappresentare al meglio il proprio personaggio preferito, che sia di un manga, di un videogioco o di una serie tv.

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Ma su questo punto è doverosa una precisazione: non tutti i cosplayers vivono il cosplay allo stesso modo. Ovviamente le persone caratterialmente più estroverse non si fanno troppi problemi nell'esporsi in pubblico. Anche se in vesti diverse, il loro carattere esuberante e coinvolgente finirà sempre per spiccare in mezzo al gruppo. Per quanto possano trasformarsi, non si sentiranno mai a disagio nel dover indossare i panni di qualcun altro, anzi, ne saranno completamente assorbiti, quasi assuefatti a volte.

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Ma, se è vero che "il mondo è bello perché vario", bisogna considerare anche i cosplayers con caratteri più introversi e che nella vita reale tendono a rimanere per conto loro, persone che fanno fatica anche solo ad aprir bocca davanti a uno sconosciuto che magari chiede loro un’informazione per strada. Frequentando l’ambiente del cosplay non difficile incontrare tantissime persone con queste caratteristiche anzi, probabilmente la community dei cosplayers è formata per la maggior parte da persone che senza un costume non si sentono libere di esprimersi.

Come una Metamorfosi

Grazie al cosplay infatti, molte persone cambiano radicalmente non solo la propria fisionomia o i propri tratti caratteristici fisici, ma anche il proprio carattere, i modi di fare. Una sorta di maschera che si impossessa anche della propria anima, trasformando sia l’aspetto che il carattere di chi la indossa. La persona più tranquilla, pacifica e timida del mondo può trasformarsi nel personaggio più pazzo ed esuberante, eliminando quasi completamente il freno immaginario che invece li caratterizza nella vita di tutti i giorni.

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Perché il cosplay è anche questo, rendere proprio un personaggio fino al punto di pensare ed agire come lo stesso. Il termine cosplay è un’abbreviazione di Costume Play, che tradotto significa interpretare un personaggio sia con il costume (cucito e rielaborato fino alla notte prima dell’evento come spesso succede), sia a livello comportamentale.

Un po’ come succede a Jim Carrey in The Mask, il carattere viene stravolto, trasformando completamente la persona che sta sotto la “maschera”. E questo è un aspetto davvero positivo del cosplay perché aiuta tantissimo quelle persone che hanno difficoltà a fare amicizia e ad approcciarsi con altre persone. Grazie a questa passione, i problemi legati alla timidezza e ai rapporti sociali svaniscono e si crea una sintonia con tante altre persone che, non solo hanno lo stesso hobby in comune, ma magari soffrono degli stessi problemi di interazione, dando vita così a community sempre più grandi e sempre più unite, anche nella “vita reale”.

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Libertà di espressione e Community Cosplay

Per questo motivo fare cosplay può essere considerato non solo come un metodo per combattere i propri disagi legati a problemi di bassa autostima o di accettazione di sé stessi, ma anche come opportunità di libertà di espressione. Tutti possono diventare chiunque; si possono interpretare personaggi del sesso opposto al proprio, addirittura si possono umanizzare personaggi del mondo animale animato, ad esempio le varie umanizzazioni di Scar de Il Re Leone (se vi siete persi il nuovo remake Live ActionDisneyIl Re Leone, potete acquistare il Blu-Ray su Amazon) o dei Pokémon. Si può perfino inventare un personaggio di sana pianta, costruirsi una storia e farne il cosplay, che in questo caso viene definito “Original”. Ci sono davvero tantissime categorie di cosplay ma tutte hanno lo stesso comun denominatore: la community, un fattore davvero molto importante e fondamentale.

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Questo perché è vero che nel cosplay contano tanto il costume e l’interpretazione, ma l’essere accettati in un gruppo è ancora più importante, specialmente perché persone che fanno fatica a relazionarsi riescono a crearsi nuove amicizie, che sicuramente si manterranno nella vita quotidiana e che si rafforzano di giorno in giorno anche attraverso i social e ai vari gruppi di supporto della community.

Conclusioni

Insomma, se è vero che il cosplay è un ottimo modo per trasformarsi e sentirsi come supereroi per un giorno, è anche vero che rende tutti un po’ supereroi di se stessi, donando la forza necessaria per affrontare le proprie paure e il coraggio per superare i propri limiti e mettersi in gioco. In conclusione, si può dunque affermare che il cosplay è un hobby divertente e spensierato, che però porta a profonde riflessioni su aspetti sociali molto importanti come i discorsi sull’accettazione di se stessi e degli altri e la costruzione di una solida community.

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