Cinema e Serie TV

DPCM: una proposta del ministero per riaprire i cinema

Quello dello spettacolo è sicuramente uno dei settori più colpiti dall’emergenza causata dalla pandemia di COVID-19. La chiusura di cinema e teatri ha messo in grave difficoltà intere categorie di lavoratori e, a effetto domino, anche importanti società multinazionali. Per questo motivo le associazioni di categoria hanno continuato a far sentire la propria voce richiedendo al Governo la riapertura dei locali adibiti agli spettacoli. Nei mesi passati il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini è rimasto conforme alla linea di cautela del ministro della Salute Roberto Speranza, ma le cose potrebbero smuoversi.

Dopo un confronto con le associazioni di categoria, il ministro Franceschini ha riportando le loro documentazioni al Comitato Tecnico Scientifico aprendo una proposta di riapertura di cinema e teatri. Tale proposta ovviamente è stata accompagnata da dei congrui protocolli integrativi di sicurezza elaborati dalle Direzioni generali del Mibact (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) che detterebbero le condizioni di cautela per tale eventuale riapertura.

Politici

I protocolli da seguire in caso di approvazione comprendono una serie di regole strette ma necessarie per evitare o quantomeno limitare al massimo ulteriori contagi, e comunque riguarderebbero solo le regioni in “zona gialla”. Per gli spettacoli al chiuso ci sarà un numero massimo di 500 spettatori, per quelli all’aperto di 1500. Sarà obbligatoria la distanza minima di 1 metro tra uno spettatore e l’altro, quindi verosimilmente si attuerebbe una disposizione a scacchiera con una separazione di uno o due posti; l’unica eccezione potrà essere tra spettatori familiari e conviventi, no tra amici normali. Tutti gli spettatori dovranno sottoporsi alla misurazione della temperatura all’entrata e tenere la mascherina per la durata dello spettacolo, il che implica il divieto di consumare bibite o snack (niente pop-corn).

I biglietti andrebbero venduti esclusivamente online, per evitare la fila alla cassa, e sarebbero nominali per permettere il rintracciamento degli spettatori in caso di contagio (esattamente come già attuato nei locali di ristorazione). A queste si aggiungeranno le classiche misure igieniche come la sanificazione delle sale tra una proiezione e l’altra, l’utilizzo di gel igienizzante per le mani e l’obbligo di mascherine FFP2 per gli addetti ai lavori.

La proposta di Franceschini è appoggiata anche dalla ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini.

Politici

Per quanto riguarda le tempistiche si parla di una riapertura il prossimo 27 marzo, in occasione della Giornata mondiale del teatro, o in alternativa il 6 aprile, quando dovrebbe entrare in vigore il DPCM di primavera.

La proposta con i dati e i protocolli è ora all’attenzione del Comitato Tecnico Scientifico che si esprimerà a riguardo. Considerata la situazione instabile anche alla luce delle nuove varianti che sembrano prendere piede al livello globale non ci sentiamo di essere troppo ottimisti sull’approvazione della riapertura. Staremo comunque a vedere cosa verrà deciso in occasione dell’annuncio del prossimo DPCM previsto per domani.