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Granchio Nero, recensione del nuovo thriller post-apocalittico su Netflix

Granchio Nero, la recensione del thriller a sfondo post-apocalittico con Noomi Rapace disponibile ora su Netflix.

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Avatar di Valentina Savalli

a cura di Valentina Savalli

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 20/03/2022 alle 14:20
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Pensereste mai al pattinaggio sul ghiaccio come arma per la buona riuscita di una missione con lo scopo di vincere una guerra? Se la risposta è no, dovreste ricredervi, perché tra le
novità di marzo sulla piattaforma di streaming Netflix potrete trovare
Granchio Nero, un thriller post-apocalittico svedese dai
toni drammatici e cupi. Dalla regia di Adam Berg e con un cast meritevole, nel quale troviamo Noomi Rapace come protagonista, che ricorderete sicuramente nel film di Ridley Scott Prometheus, Granchio Nero vuole rivolgere l’attenzione dello spettatore su tematiche di guerra, resistenza, determinazione e sulle relative emozioni che spingono i soldati ad andare in missione.

granchio-nero-221025.jpg

Pattinaggio, guerra e amore genitoriale

Un gruppo di sei soldati viene chiamato in una missione denominata Granchio Nero, appunto, per trasportare un carico misterioso del quale non hanno alcuna informazione, ma che servirà per poter vincere la guerra in uno scenario post-apocalittico svedese: la protagonista si vede allontanare da sua figlia, della quale perderà le tracce e, dopo essere chiamata alle armi, combatterà tra le basse temperature climatiche e gli insistenti bombardamenti dei nemici insieme al suo gruppo di soldati per trasportare il carico per oltre 200 miglia nautiche, percorse con i pattini da ghiaccio ai piedi.

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In quasi 2 ore di durata, i nostri soldati, tra i quali la nostra protagonista Carolin Edh (Noomi Rapace), dovranno attraversare pericolosi tratti ghiacciati, resistere agli attacchi fisici e aerei dei nemici e affrontare dubbi morali che metteranno alla prova le loro emozioni, per potersi guadagnare la gloria della missione e vincere una guerra di cui non sanno quasi nessuna informazione. Riuscirà la protagonista a ritrovare la figlia perduta e a portare a termine la missione Granchio Nero?

Atmosfere cupe, drammatiche e fredde

Granchio Nero si presenta come un classico film di guerra post-apocalittica con scenari cupi, violenti e crudi: il film infatti non è adatto alla visione di un pubblico under 14 per la presenza di scene sanguinose e violente senza alcuna censura. L’atmosfera fredda, data anche dalle location nelle quali sono girate le scene, viene resa ancora più drammatica dalle colonne sonore, dalla color e dall’ottima fotografia che, scena dopo scena, risulta pazzesca e molto emozionale, scelta che cerca di far immedesimare lo spettatore nei drammi delle vicende narrate.

granchio-nero-221026.jpg

La scrittura è relativamente semplice e offre un ritmo abbastanza altalenante che cerca di tenere alta l’attenzione dello spettatore anche se, per quanto riguarda la trama, forse cade troppo sul banale, specialmente verso la fine del film, come se il pathos perdesse un po’ d’importanza. Granchio Nero offre anche un paio di colpi di scena che, però, vengono messi in secondo piano, preferendo spostare l’attenzione solo ed esclusivamente sulla riuscita della missione, andando a sacrificare qualche dettaglio fondamentale che per tutta la durata del film non viene mai approfondito, ma sul quale probabilmente sarebbe stato meglio focalizzarsi per non lasciare lo spettatore con domande irrisolte.

Per quanto riguarda la performance degli attori, invece, siamo rimasti particolarmente colpiti: le difficoltà affrontate dal gruppo di soldati, in particolar modo quelle della protagonista, rendono davvero bene, portando lo spettatore a “fare il tifo” per i personaggi. Ottima, comunque, la contrapposizione tra presente, rappresentato come amara verità, e flashback del passato, mostrato nei sogni della protagonista come fossero dolci ricordi di quando l’unica missione era quella di prendersi cura della figlia, ora scomparsa. Tutto sommato, però, Granchio Nero è un prodotto che si lascia guardare ma che, nella sua completezza, avrebbe potuto offrire maggiori dettagli per avere un quadro più completo della situazione, infatti sia i personaggi che lo spettatore rimangono completamente all’oscuro dei fatti in molte situazioni.

Una guerra contro… nessuno

Lo scenario di Granchio Nero, come abbiamo anticipato nel paragrafo precedente, è quello di una guerra cruda e violenta, nella quale non vengono risparmiati nemmeno i civili ma, arrivati alla metà del film, sorge spontanea una domanda: chi è il nemico in questa drammatica guerra? Purtroppo, questo è un dettaglio che non viene mai rivelato, infatti, arrivati alla fine delle quasi due ore di film, lo spettatore non sa da chi o da cosa derivi questo conflitto, né il motivo della missione. 

Questo dettaglio mai fornito fa prendere una piega di banalità al risultato del prodotto che, forse, si è concentrato troppo sulle emozioni e le moralità del gruppo di soldati, tralasciando però un particolare fondamentale della trama. Forse, lo scopo di Granchio Nero era quello di far aprire gli occhi allo spettatore mostrando come, spesso, i soldati inviati in battaglia siano ignari del “fine che giustifica il mezzo”, riflessione che rende i soldati come una sottospecie di burattini nelle mani dei poteri forti, ai quali viene data una gratificazione sotto forma di medaglia nel caso in cui la missione, o la guerra stessa, venga vinta. Ma purtroppo, l’assenza di questo dettaglio nel film fa cadere malamente la giustificazione della missione, omettendo fatti che avrebbero reso il prodotto avvincente.

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Molto caratteristico il ruolo della protagonista che, da mamma apprensiva e docile diventa una soldatessa killer spietata e a sangue freddo, con il solo e unico scopo di portare a termine l’obiettivo della missione, pronta a sacrificare tutto e tutti, senza guardare in faccia nessuno ma, come detto poco prima, senza nemmeno sapere lo scopo alla base delle azioni che deve compiere.

Granchio Nero: conclusioni

Insomma, se siete appassionati di film di guerra post-apocalittica, thriller cupi e a sfondo drammatico, vi consigliamo la visione di Granchio Nero che, vi ricordiamo, se siete abbonati al servizio potete trovare sulla piattaforma di streaming Netflix dallo scorso 18 marzo.

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