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Guns – Contro le armi di Stephen King: Recensione

Guns è un’analisi sulla questione delle armi legata alla loro diffusione negli Stati Uniti, con centinaia di vittime correlate ogni anno. Un orrore reale che ci viene raccontato proprio da Stephen King.

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Avatar di Massimo Costante

a cura di Massimo Costante

Senior Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 16/05/2021 alle 18:30 - Aggiornato il 09/08/2022 alle 12:26
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Stephen King, l’indiscusso Re della narrativa horror in ogni angolo del mondo, come un caro ‘Zio’ davanti al fuoco ardente di un camino, ci ha raccontato centinaia di storie regalandoci quel brivido piacevole, spesso assecondando il gusto per l’orrido, portandoci sempre in contesti narrativi fantastici. Forse, grazie alla sua vena orrorifica, il Re si presta benissimo anche nel raccontare un orrore purtroppo reale, che tratta uno dei temi più controversi degli Stati Uniti d’America: le armi. Lo scrittore, per la prima volta, mette su carta una disamina sulla violenza armata, che lo ha coinvolto in prima persona. Guns – Contro le armi arriva per la prima volta in Italia, uno scritto molto forte, dato alle stampe nel quartiere Scampia di Napoli, grazie all’editore Marotta & Cafiero.

Un progetto imperdibile che impone attenzione e riflessione sul tema.

Guns, il vero orrore quotidiano delle armi

Secondo una statistica riportata dal New York Times, negli Stati Uniti ci sono circa 270 milioni di armi, il 42 per cento di quelle che attualmente esistono nel mondo (nonostante gli americani rappresentino il 4,4 per cento della popolazione mondiale). Nessun altro paese ne ha più di 46 milioni.

“Ogni giorno OTTO fra bambini e ragazzi vengono colpiti per sbaglio dalle armi da fuoco in famiglia.”

Questa è solo un esempio delle citazioni riportate dalle infografiche della “Brady Campaign to Prevent Gun Violence” presenti nel volume. E stavolta siamo nella dimensione reale, che fa molta più paura di quella fantastica alla quale ci ha abituati King (a proposito, non perdetevi Later, l’ultimo romanzo recensito su queste pagine).

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Il saggio scritto da Stephen King prende forma per la prima volta nel 2012, dopo l’avvenuta strage degli studenti del Connecticut, che ha visto il massacro alla Sandy Hook Elementary School in cui morirono 27 persone, tra cui 20 bambini. L’autore della strage era un ragazzo poco più che ventenne che, poco prima dell’arrivo della polizia sul luogo della strage, si tolse la vita. L’autore, da tempo molto sensibile sull’argomento, ha voluto far sentire la propria voce in merito alla diffusione delle armi, analizzandone il fenomeno, aprendo con i lettori un dibattito e proponendo anche delle soluzioni. Il tutto con il suo stile inconfondibile.

Guns – Contro le armi arriva in italia dopo ben 9 anni dalla sua prima pubblicazione, ma la sua importanza nel nostro territorio è decisamente simbolica. Infatti, il volumetto, è stato dato alle stampe dalla piccola casa editrice Marotta & Cafiero, presente nel cuore del quartiere Scampia, un faro importante per la cultura giovanile, che promuove la sua attività “Dove prima si vendeva la droga, oggi si spacciano libri” per dirla con lo slogan della stessa azienda.

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L’autore prende la parola inizialmente col distacco dell’ironia, criticando i mass-media nel contesto di una strage, poi si lascia coinvolgere in prima persona facendo riferimento alle spiacevoli connessioni del suo romanzo Ossessione (titolo originale Rage, 1977). Infatti, quello che forse è uno dei primissimi lavori di King, ricorda molto il massacro della Columbine High School nello Stato del Colorado nel 1999 ed altri eventi simili. Dopo questi fatti di cronaca, l'autore accettò che Ossessione fosse ritirato dalla stampa per paura che potesse ispirare emulazioni, visto che era già stato associato ad altre due stragi.

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Tuttavia, è interessante seguire King nell’analisi degli eventi ciclici di queste tragedie, nell’identificazione delle dinamiche e dei suoi attori, per potersi rendere conto che le azioni di tali soggetti molto raramente scaturiscono da film, videogiochi e, appunto, libri, come spesso la stampa ha sostenuto demonizzando diverse opere. King non tralascia l’operato della polizia e dei suoi investigatori, che nella maggior parte dei casi mettono a fuoco un profilo dell’autore della strage già disturbato e con numerose devianze nate nel contesto familiare.

Non si lesina nell’argomentare sulla “cultura della sicurezza” originata dal Secondo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, che garantisce appunto il diritto di possedere armi. Eppure, la statistica sulle violazioni della proprietà privata e sulla necessità di doversi difendere da soli da un’offesa armata, presenta numeri irrilevanti per giustificare un possedimento armato pari a 270 milioni di armi. Come sottolinea King, si tratta semplicemente di una questione culturale e non di un’esigenza.

La forza delle parole contro la violenza

Il volume continua riprendendo un po’ l’ironia iniziale sulla situazione politica americana e finisce per promuovere non una soluzione definitiva, (sarebbe quasi impossibile cambiare una cultura che affonda le sue radici nelle occupazioni da parte degli imperi britannico e spagnolo), ma offrendo dapprima degli spunti di riflessione e poi alcune iniziative come controlli più approfonditi sui precedenti degli acquirenti e sul loro stato di salute mentale, la limitazione di armi automatiche e di caricatori eccessivamente capienti per la difesa personale, che troppo spesso hanno favorito le stragi elencate anche dallo stesso King.

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Lo stile di King è quello di “uno di famiglia” o ancora meglio dello ‘Zio’, anche in un saggio come questo che parla, apre dibattiti e riflessioni in un tema così importante come quello delle armi. L’autore si mette lui stesso in discussione, coinvolge il lettore e con lui diventa parte attiva del problema, promuovendo anche delle soluzioni per far diminuire il fenomeno.

Anche in Italia, nonostante una normativa di gran lunga più rigorosa rispetto agli U.S.A. sulla diffusione delle armi per uso sportivo e difesa personale, la tematica resta attualissima in virtù dei numerosi incidenti domestici e delle morti per arma da fuoco che spesso nascondono tragiche vicende familiari, disagi psicologici adolescenziali e crolli emotivi da stress da lavoro correlato. Un saggio che nasce un po’ come una delle favole nere tanto care a King, grazie al coraggio di un editore che vuole accendere ancora una volta i riflettori su un problema che riguarda anche il nostro Paese.

L’unica critica che sentiamo di dover muovere è indirizzata al prezzo. Nonostante il pregio autoriale e la lodevole iniziativa tutta ‘Made in Scampia’, ci duole ammettere che forse il prezzo di copertina di 15 euro potrebbe sembrare troppo alto per quello che si presenta effettivamente come un pamphlet. Se riuscirete a ignorare questo piccolo dettaglio, si tratta di una lettura provocatoria e dalle ampie vedute che vi arricchirà senz’altro.

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