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I Tre Joker: data e prime tavole della miniserie di Geoff Johns e Jason Fabok

Nella tarda serata di ieri DC, attraverso EW (leggi la notizia qui), ha finalmente annunciato la data di uscita americana dell’attesissima miniserie, più volte ritardata, I Tre Joker – Three Jokers in originale – scritta da Geoff Johns (Lanterna Verde, Shazam!, Justice League) e illustrata da Jason Fabok (Justice League).
La miniserie si comporrà di tre albi da 48 pagine ciascuno in formato prestige che usciranno negli USA a partire dal prossimo giugno sotto l’etichetta Black Label.

I Tre Joker risponderà finalmente alla domanda: esistono davvero tre Joker differenti all’interno dell’Universo DC?
Si tratta di un mistero che risale all’arco narrativo della serie regolare della Justice League intitolato Darkseid War – apparso sullo spillato RW Lion Justice League dal numero 45 al 55 – in cui Batman sedendosi sulla Sedia di Mobius, uno degli artefatti cosmici più potenti dell’intero Universo DC, apprendeva una scioccante verità: l’esistenza appunto di tre differenti versioni del Joker.

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Geoff Johns si è scusato per il ritardo con cui I Tre Joker sta uscendo ma sia lui che il disegnatore Jason Fabok hanno voluto creare la miglior versione della storia possibile e soprattutto che tutti e tre gli albi fossero completamente finiti prima di lanciare la serie.
Parlando della miniserie, Johns ha spiegato come non volesse realizzare l’ennesima storia con protagonisti Batman e Joker perché ne sono state già realizzate tantissime e splendide.
I Tre Joker sarà invece una storia che esplorerà l’impatto che Joker ha avuto su Batman e sulla sua “famiglia”.
L’autore ha promesso di non introdurre nessun “multiverso del Joker” né di avere in serbo le più classiche delle scioccanti rivelazioni piuttosto di scavare a fondo nel loro rapporto e nella loro psicologia.

Co-protagonisti de I Tre Joker saranno anche due degli alleati che maggiormente sono stati segnati dall’incontro con il Joker ovvero Barbara Gordon/Batgirl che rimase paralizzata dopo un assalto del Principe Pagliaccio del Crimine nel classico The Killing Joke di Alan Moore e Brian Bolland (acquistalo QUI) e Jason Todd, il secondo Robin, ucciso in un altro grande classico Una Morte in Famiglia (acquistalo QUI) e tornato in vita solo parecchi anni dopo nel classico moderno Batman: Hush (acquistalo QUI) .

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Geoff Johns ha detto di voler esplorare il primo incontro fra Batman e Joker e storie come The Killing Joker e Una Morte in Famiglia riecheggeranno anche e soprattutto dal punto di vista emozionale. Batman, Batgirl e Cappuccio Rosso – Bruce, Barbara e Jason – condividono cicatrici e traumi che è difficile lasciarsi completamente alle spalle senza esserne profondamente cambiati. Si tratta sostanzialmente di guarigione: si può guarire bene o si può guarire male e sono questi i perni della miniserie, la guarigione e la sopravvivenza.

Anche il disegnatore Jason Fabok non ha avuto paura di misurarsi con i grandi classici della mitologia batmaniana.

Forte della vittoria ai premi Eisner dello scorso anno, per il Swamp Thing Winter Special in coppia con Tom King, Fabok ha confessato di aver tenuto sulla sua scrivania negli ultimi due anni, tempo che ha impiegato per la lavorazione dei tre albi, una copia proprio di The Killing Joke inglobando quanti più riferimenti e omaggi all’arte di Brian Bolland in I Tre Joker.

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È stata una scelta cosciente, presa di comune accordo con Geoff Johns, alla stessa maniera di quanto fatto da Gary Frank che in Doomsday Clock ha cercato di omaggiare quanto più possibile Dave Gibbons, il disegnatore del seminale Watchmen. Fabok ha confermato che alcune tavole, alcuni particolari come la Batcaverne saranno praticamente le stesse disegnate da Bolland solo con qualche aggiornamento come se effettivamente fosse passato del tempo in quei luoghi e in quelle tavole.

Il disegnatore ha infine confermato che anche la sua Batmobile è ispirata a quella di The Killing Joke con grandi pneumatici, una pinna centrale e il pipistrello stilizzato sull’avantreno.

Per Jason Fabok, I Tre Joker rappresenta almeno artisticamente il sequel spirituale di The Killing Joke.

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